Meditiamo

rivolta egitto

Riporto integralmente il commento fatto oggi da Francesco Costa circa la nostra incapacità di guardare un po’ più in là del nostro naso.

Mi sono sentito tirato in causa.
E così, sono andato a leggere notizie sulla situazione in Egitto.

Oggi a un certo punto mi sono incazzato. È successo quando ho girato sui social network un aggiornamento sulle rivolte in Egitto e il primo commento che ho ricevuto – su Facebook – faceva riferimento a Berlusconi, tipo che anche noi abbiamo il nostro Mubarak.

Non ce l’ho con la persona che ha scritto quel commento e non mi interessa nemmeno fare la solita tirata sul fatto che no, Berlusconi non è Mubarak. Il motivo per cui mi sono incazzato è un altro: che in otto mesi di lavoro al Post ho letto i commenti a migliaia di articoli e ho scoperto come praticamente quasi qualsiasi articolo, di qualsiasi fatto parli, suscita sempre almeno un commento che mette in relazione quel fatto a Berlusconi. Parli della crisi politica in Giappone e qualcuno sente il bisogno di mettere la cosa in relazione a Berlusconi (“almeno lì si dimettono!”). Parli dello Stato dell’Unione e qualcuno sente il bisogno di mettere la cosa in relazione a Berlusconi (“almeno loro hanno Obama!”). Parli di un politico corrotto in Irlanda e qualcuno sente il bisogno di mettere la cosa in relazione a Berlusconi (“sapessero quanti ne abbiamo noi!”). Parli dell’estinzione dei panda e qualcuno sente il bisogno di mettere la cosa in relazione Berlusconi (“purtroppo certe specie non si estinguono mai!”). E via dicendo.

Sia chiaro, non è che non avete ragione. E capisco che, anche al netto di tutte le esagerazioni, per noi italiani la presenza nel mondo di Berlusconi è un problema molto più pressante della presenza nel mondo di Mubarak. Ma non si può far girare la propria testa e le proprie opinioni sempre e solo attorno a Berlusconi. Davvero, ci si ammala: si perdono lucidità e senso della misura. Dite sempre, giustamente, che in Italia le cose non cambiano mai. Dite sempre, giustamente, che il mondo moderno ha perso i suoi confini, che siamo tutti collegati, eccetera. Allora vi propongo un fioretto: per 48 ore smettete di occuparvi di Emilio Fede, alzate il naso, accendete la tv e mettete su Al Jazeera, che sta trasmettendo la Storia. L’Italia è sempre uguale, ma per fortuna il mondo è grande.

Luca

Foto | Twitpic