Ancora su Nuti e la nostra voglia di dolore

Torno un attimo sulla vicenda dell’apparizione di Francesco Nuti in televisione.
Ci sono alcuni che accusano chi si è indignato di aver paura di vedere in faccia la malattia ed il dolore.
Non è così.
E’ il contesto che conta.

Torno un attimo sulla vicenda dell’apparizione di Francesco Nuti in televisione.
Ci sono alcuni che accusano chi si è indignato di aver paura di vedere in faccia la malattia ed il dolore.
Dicono che far vedere Nuti in tv sia stato educativo, terapeutico quasi.
Come far vedere i bambini down da Maria De Filippi, che son tanto carucci e ci fanno pure strappare una lacrimuccia.

Non è così.
E’ il contesto che conta.
Ovvio che Nuti in tv ci può andare quando vuole.
Non lo puoi però inserire in un contesto da macchietta, con lettura di lettere finte, sorrisi vuoti, omaggi ridicoli ed una allegria forzata mentre Nuti piange disperato.

Se sentite tanto il bisogno di vedere un malato, c’è quel vostro amico con un figlio disabile, o quell’altra vostra amica con la mamma inferma, o il vostro vicino di casa con la moglie malata terminale.
O la vostra nonna od il vostro nonno in quella casa di riposo da cui non andate mai.

Andate a trovare loro e lavatevi la coscienza.
Se avete bisogno di Barbara D’Urso per ricordarvi che al mondo ci sono il dolore e la malattia, beh, allora ve la meritate tutta la Barbara D’Urso.

Luca

4 thoughts on “Ancora su Nuti e la nostra voglia di dolore”

  1. ma per cortesia la signora d’urso ha perso l’occasione di tacere…per sensibilizzare come dice lei gli invalidi non era questo il modo..facesse come fa l’aism per i malati di sclerosi multipla mette a disposizione le immagini degli attori e cantati che parlano di come aiutare i malati , e non come ha fatto la d’urso che recita anche male la parte di quella preoccupata…infatti mentre piangeva Nuti lei che ha fatto? sorrideva…ma cosa c’è da ridere? QUANTA IPOCRISIA

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