Quei ribelli dell’Osservatore Romano

Sulla storia dell’apertura del Papa all’uso del profilattico se ne è parlato tanto e forse anche troppo.
I cattolici conservatori dicono che non è una novità e che non cambia niente.
Gli anticlericali dicono che non è una novità e che non cambia niente.
In mezzo c’è tutta una parte di persone che, invece una novità la vede.

Sulla storia dell’apertura del Papa all’uso del profilattico se ne è parlato tanto e forse anche troppo.
I cattolici conservatori dicono che non è una novità e che non cambia niente.
Gli anticlericali dicono che non è una novità e che non cambia niente.

In mezzo c’è tutta una parte di persone che, invece una novità la vede.
Che magari tutto è nato per un casino nelle traduzioni e per una inaspettata spregiudicatezza dell’Osservatore Romano, ma le puntualizzazioni di Padre Lombardi mi pare che rafforzino l’idea che una novità c’è e che è meno trascurabile di quanto ora possa sembrare.

Numerosi teologi morali e autorevoli personalità ecclesiastiche hanno sostenuto e sostengono posizioni analoghe; è vero tuttavia che non le avevamo ancora ascoltate con tanta chiarezza dalla bocca di un Papa, anche se in una forma colloquiale e non magisteriale.

E, come dice Francesco Costa con perfida ironia:

Facendo le dovute proporzioni, mi sa che l’Osservatore Romano ha fatto uno di quegli errori del tutto imprevedibili che poi fanno cadere il muro di Berlino.*

Luca

*Günter Schabowski, il ministro della Propaganda della DDR, ebbe il compito di dare la notizia; però egli si trovava in vacanza prima che venisse presa questa decisione e non venne a conoscenza dei dettagli.
Il 9 novembre 1989, durante una conferenza stampa convocata per le 18, gli fu recapitata la notizia che tutti i berlinesi dell’Est avrebbero potuto attraversare il confine con un appropriato permesso, ma non gli furono date informazioni su come trasmettere la notizia. Dato che il provvedimento era stato preso poche ore prima della conferenza, esso avrebbe dovuto entrare in vigore nei giorni successivi, dando così il tempo di dare la notizia alle guardie di confine. Alle 18,53 il corrispondente ANSA da Berlino Est, Riccardo Ehrman, chiese[13] da quando le nuove misure sarebbero entrate in vigore [14]. Schabowski cercò inutilmente una risposta nella velina del Politburo, ma non avendo un’idea precisa, azzardò:

« Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. (…) Se sono stato informato correttamente quest’ordine diventa efficace immediatamente. »
(9 novembre 1989, Günter Schabowski, Membro del Politburo del Partito Socialista Unitario della Germania e Ministro della Propaganda della DDR)

Decine di migliaia di berlinesi dell’Est avendo visto l’annuncio di Schabowski in diretta alla televisione, si precipitarono, inondando i checkpoint e chiedendo di entrare in Berlino Ovest. Le guardie di confine, sorprese, iniziarono a tempestare di telefonate i loro superiori, ma era ormai chiaro che – laddove non vi era stato adempimento spontaneo all’annuncio pervenuto via etere[15]- non era più possibile rimandare indietro tale enorme folla vista la mancanza di equipaggiamenti atti a sedare un movimento di tali proporzioni.
Fonte Wikipedia

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