Ma emergenza di che?

Se la necessità è approvare la finanziaria, approviamola e poi andiamo a votare.
Se la necessità è fare una legge elettorale, il PD ha un modo per scavalcare il problema delle preferenze: fare le primarie in ogni collegio per scegliere i candidati.
Senza pensare a strane convergenze programmatiche che esistono solo nella mente malata di alcuni dirigenti del PD.

In attesa che il governo cada, e attenti a dichiarare morto il Berlusca che io lo feci già quattro anni fa e poi mi sono maledetto da solo, si fanno le più fantasiose ipotesi di maggioranze alternative.
Tutto in nome di un’emergenza democratica.

Raccolgo e condivido l’irritazione di Pietro Raffa alle ennesime dichiarazioni sconclusionate di Franceschini:

Impensabile un’alleanza con Fini? Anche le cose che stanno accadendo oggi sembravano impensabili solo qualche mese fa. La priorità è chiudere a ogni costo con Berlusconi. Siamo a una emergenza democratica. Ci ritroveremmo su basi comuni, come la difesa della legalità, il senso dello Stato, il ritorno alle regole. Alla fine di questo percorso, si torna a una normale alternanza tra centrosinistra e centrodestra.

A parte il fatto che se un’emergenza dura da 15 anni, allora non è più un’emergenza, e poi cosa dovrebbe fare questa accozzaglia di partiti, da SeL a Fini?

Se la necessità è approvare la finanziaria, approviamola e poi andiamo a votare.
Se la necessità è fare una legge elettorale, il PD ha un modo per scavalcare il problema delle preferenze: fare le primarie in ogni collegio per scegliere i candidati.

Senza pensare a strane convergenze programmatiche che esistono solo nella mente malata di alcuni dirigenti del PD.

Luca

4 thoughts on “Ma emergenza di che?”

  1. il problema della legge elettorale non sono solo le preferenze, ma il meccanismo maggioritario ibrido che è destinato con alta probabilità a formare maggioranze diverse tra le 2 Camere. Quindi prima di andare a votare occorre in qualche modo creare una maggiornza che, almeno sulle modifiche della legge elettorale, trovi un accordo. se vai a votare oggi, con questa legge e con questo scenario, ti ritrovi comunque a dover fare un governo di unità nazionale per non dover rivotare di nuovo dopo 3 mesi

  2. Berlusconi con questa legge elettorale aveva ottenuto una maggioranza schiacciante.
    Te pensi che oggi in Italia ci sia una coalizione capace di rifare la legge elettorale?
    Io credo proprio di no.

  3. Le primarie di collegio (con preferenza!) sarebbero la soluzione più facile da applicare in questo momento. Si potrebbe pure pensare di ritoccare leggermente il porcellum, fissando una soglia minima per ottenere il premio di maggioranza, tipo al 45% (se nessuno la raggiunge si applica un “proporzionale puro”).
    Oppure si torna al Mattarellum.
    O, meglio ancora, si cambia totalmente legge (io preferisco lo spagnolo). Però questa è difficile, attualmente.

  4. Si, Pietro, io penso che sia molto difficile pensare di cambiare la legge elettorale.
    Non credo che nemmeno all’interno del PD si troverebbe una comunità di intenti.

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