E invece di dire che

Matteo Bordone racconta, a suo modo, come sempre brillante, l’intervento di Concita De Gregorio ieri sera ad Anno Zero.

Ha ragione Bordone, purtroppo.
Lo dico con tutta l’amarezza di uno che stima la direttrice dell’Unità.

Un po’ tutti, ma in particolare le donne, quando affrontano la vicenda delle troie di Berlusconi perdono di vista l’obiettivo.
Si indignano, si mettono a fare le moralizzatrici, cavalcono gli sdegni del Forum delle Famiglie (che in passato hanno sempre e giustamente sfanculato) e finisce tutto in gazzarra.
E B vince ancora.

Matteo Bordone racconta, a suo modo, come sempre brillante, l’intervento di Concita De Gregorio ieri sera ad Anno Zero.

Ha ragione Bordone, purtroppo.
Lo dico con tutta l’amarezza di uno che stima la direttrice dell’Unità.

Un po’ tutti, ma in particolare le donne, quando affrontano la vicenda delle troie di Berlusconi perdono di vista l’obiettivo.
Si indignano, si mettono a fare le moralizzatrici, cavalcono gli sdegni del Forum delle Famiglie (che in passato hanno sempre e giustamente sfanculato) e finisce tutto in gazzarra.
E B vince ancora.

Prende la parola Concita Di Gregorio, e invece di dire che
A) Veronica aveva ragione, il Presidente soffre di una forma ossessiva grave, soprattutto per un uomo della sua età e nella sua posizione, B) la legge impone che sia il giudice a decidere come comportarsi con un minore, non il più convincente dei ballisti, C) Mubarak non è un gommista di Cormano, ma il presidente di un paese di 80 milioni di persone che si chiama Egitto, Berlusconi sapeva benissimo che quella non era la figlia di Mubarak, perché altrimenti NON avrebbe fatto quella telefonata, NON avrebbe mandato l’igienista dentale, NON avrebbe fatto consegnare la ragazza alla brasiliana, D) il re regala l’oro al mendicante che bussa al finestrino della carrozza, il presidente in genere no, anche perché ci sono persone pudiche in difficoltà che si sentono penalizzate, e la soluzione non è datemela tutte, ascoltate tutte le mie storielle, E) altre che adesso non mi vengono in mente, ma era tipo l’Inter contro i miei gatti.
Prende la parola Concita Di Gregorio — dicevo — e, invece di dire tutta questa roba o equipollenti, decide di dire che la classe dirigente, in particolare un primo ministro che governa il paese così a lungo come Berlusconi, deve dare il buon esempio morale, stare lontano da Lele Mora (LELE MORA), fare come Abreu (ABREU). A questo punto racconta la storia di Abreu, che ha fondato le orchestre nei villaggi poveri in Venezuela (VENEZUELA), e trent’anni dopo ci sono i risultati, è pieno di musicisti venezuelani (MUSICISTI VENEZUELANI) anche famosi, e questo è il percorso che un presidente può scegliere.
E allora, se anche Concita si mette a disquisire di storielle edificanti, di suddelmondo che si rialza con la forza di un sogno, se anche lei si dedica ai piatti di grano, allora è giusto che stiano lì questi delle troie minorenni, ché almeno sono scaltri. Porca la troia.

Luca

One thought on “E invece di dire che”

  1. ma non è che anche tutte queste mignotte sono pagate dall’entourage di silvio, per creare un po’ di casino?… perchè in fondo dei problemi seri non si parla, e si parla di queste bischerate… e il fatto che il procuratore di milano (come giustamente facevano notare oggi sul foglio) continui a gettare acqua sul fuoco sembra essere evidenza che sono vere e proprie bischerate (non credo che brutti liberati penserebbe lontanamente di favorire B…)

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