Dividiamo le responsabilità

Gaspar Torriero ha elencato i Ministri dei Beni Culturali degli ultimi 20 anni che, insieme al Ministro attuale Sandro Bondi, sono responsabili del disfacimento del nostro patrimonio artistico.

Perché Sandro Bondi ha mille gravi responsabilità, ma non è che si possa dare tutta la colpa a lui se crolla una casa a Pompei.

  • Ferdinando Facchiano da Ceppaloni, laurea in giurisprudenza, dal 24 luglio 1989 al 12 aprile 1991
  • Giulio Andreotti da Roma,laurea in giurisprudenza, dal 13 aprile 1991 al 18 giugno 1992 (ad interim)
  • Alberto Ronchey da Roma,laurea in giurisprudenza, dal 28 giugno 1992 all’11 maggio 1994
  • Domenico Fisichella da Messina,laurea in giurisprudenza, dall’11 maggio 1994 al 17 gennaio 1995
  • Antonio Paolucci da Rimini, laurea in storia dell’arte, dal 17 gennaio 1995 al 18 maggio 1996
  • Walter Veltroni da Roma, diploma in cinema e tv, dal 18 maggio 1996 al 21 ottobre 1998
  • Giovanna Melandri da New York, laurea in economia, dal 21 ottobre 1998 all’ 11 giugno 2001
  • Giuliano Urbani da Perugia, laurea in scienze politiche, dall’ 11 giugno 2001 al 22 aprile 2005
  • Rocco Buttiglione da Gallipoli, laurea in giurisprudenza, dal 23 aprile 2005 al 2 maggio 2006
  • Francesco Rutelli da Roma, diploma maturità classica, dal 17 maggio 2006 all’8 maggio 2008
  • Sandro Bondi da Fivizzano, laurea in filosofia, in carica dall’8 maggio 2008

Luca

5 thoughts on “Dividiamo le responsabilità”

  1. senza togliere merito ai ministri, è giusto ricordare anche che la colpa è pure delle Soprintendenze, dei direttori dell’area, e degli enti locali… non è uno scaricabarile, ma se i primi a dover essere interessati al proprio patrimonio culturale (ed economico) non si preoccupano dello stato dell’area (e delle zone circostanti) difficilmente i responsabili ai piani alti si muovono (sbagliato o giusto che sia)…
    in ogni caso, dobbiamo tristemente notare, ancora una volta che la cultura – visto l’elenco di ministri qui e all’istruzione – è l’ultimo degli interessi del nostro paese. che tristezza…

  2. Si si, è ovvio.
    Senza contare i 520 (cinquecentoventi!) dipendenti che lavorano a Pompei

  3. Io non so come funzioni la gestione di una cosa così grossa come può essere un ministero. Posso però immaginarlo. E voglio sperare che il ministero abbia in qualche forma, il censimento dell’intero patrimonio architettonico culturale presente sul suolo italiano, con associato lo stato dell’opera d’arte, in modo da poter stabilire delle priorità per destinare i fondi delle eventuali ristrutturazioni.
    Se la situazione è grosso modo questa e la domus crollata non era tra l’elenco delle strutture che necessitavano interventi urgenti, la responsabilità non può essere certo del ministro, ma di qualche sovrintendente che non ha fatto bene il proprio lavoro.

  4. Pompei casca a pezzi, e si parla di circa mille edifici. Bondi è pessimo, ma non stiamo a menarcela con la storia che è colpa sua o del sovrintendente. Qui c’è una responsabilità lunga 60 anni di disprezzo del senso civico e del nostro patrimonio artistico.

  5. Ciao, condivido il tuo pensiero che, la colpa raramente è di uno solo, ma così facendo, si finisce per non arrivare a niente o peggio, a giustificare tutto.

    Ti faccio un esempio:
    qui – sono italiano, ma vivo in Svizzera – anni fa è fallita la Swissair (compagnia aerea nazionale) fiore all’occhiello per qualità dei servizi (fra l’altro, lo abbiamo saputo, solo il giorno in cui alcuni aereoplani sono rimasti a terra in vari aeroporti del mondo, perché non gli davano più carburante a credito, per i troppi debiti – prima nessun giornale o tv, aveva mai parlato della situazione fallimentare di Swissair!), ed è stata per gli svizzeri una vergogna tale, che per una volta, sembrava davvero che qualcuno avrebbe pagato per le sue responsabilità; la difesa dei dirigenti (ognuno dei quali ha naturalmente ricevuto il bonus milionario d’uscita – nonostante abbiano svolto talmente male il loro lavoro, da far fallire l’azienda!) è stata proprio quella di sostenere, che non si poteva imputare un tale disastro all’ultimo direttore; quindi gli imputati nel processo sono stati i 19 direttori, che si erano susseguiti nell’incarico; sai come è andata a finire? tutti assolti, perché ognuno aveva trovato una situazione precedente, della quale non era responsabile!

    Oltre al danno, anche la beffa, perché nove di questi signori – in forza dell’assoluzione – hanno richiesto a titolo di risarcimento, 8’000’000 di franchi a testa!

    Per cui, se vogliamo capire cosa succede, ognuno deve rispondere delle proprie azioni – indipendentemente da chi lo ha preceduto – per quello che ha fatto, senza dover pagare gli errori altrui, ma senza usare gli errori altrui, per scaricare le sue responsabilità!

    A questo link “http://liberthalia.wordpress.com/2010/11/08/beni-culturali-s-p-a/”, trovi una seria e documentata ricostruzione delle responsabilità del povero Bondi.
    Voglio sperare, che tu la legga con attenzione, così ti renderarai conto che se “non è che si possa dare tutta la colpa a lui se crolla una casa a Pompei”, gli si possa dare, almeno la colpa che ha!

    Cordiali e civili saluti.

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