Essere abituati male

ho l’impressione che la motivazione dello sciopero dei giornalisti del Corriere della Sera sia una difesa di privilegi acquisiti più che di diritti persi.
Almeno leggendo la lettera scritta dal direttore Ferruccio De Bortoli.
Ciò che chiedono i giornalisti del Corriere sono privilegi che il 90% dei lavoratori non ha mai avuto.

Non conosco a fondo la vicenda, ma ho l’impressione che la motivazione dello sciopero dei giornalisti del Corriere della Sera sia una difesa di privilegi acquisiti più che di diritti persi.
Almeno confrontando il comunicato del Cdr con la lettera scritta dal direttore Ferruccio De Bortoli:

Non è più accettabile che parte della redazione non lavori per il web o che si pretenda per questo una speciale remunerazione. Non è più accettabile che perduri la norma che prevede il consenso dell’interessato a ogni spostamento, a parità di mansione. Prima vengono le esigenze del giornale poi le pur legittime aspirazioni dei giornalisti. Non è più accettabile che i colleghi delle testate locali non possano scrivere per l’edizione nazionale, mentre lo possono tranquillamente fare professionisti con contratti magari per giornali concorrenti. Non è più accettabile l’atteggiamento, di sufficienza e sospetto, con cui parte della redazione ha accolto l’affermazione e il successo della web tv. Non è più accettabile, e nemmeno possibile, che l’edizione Ipad non preveda il contributo di alcun giornalista professionista dell’edizione cartacea del Corriere della Sera. Non è più accettabile la riluttanza con la quale si accolgono programmi di formazione alle nuove tecnologie. Non è più accettabile, anzi è preoccupante, il muro che è stato eretto nei confronti del coinvolgimento di giovani colleghi. Non è più accettabile una visione così gretta e corporativa di una professione che ogni giorno fa le pulci, e giustamente, alle inefficienze e alle inadeguatezze di tutto il resto del mondo dell’impresa e del lavoro.

Ciò che chiedono i giornalisti del Corriere sono privilegi che il 90% dei lavoratori non ha mai avuto.

Luca

2 thoughts on “Essere abituati male”

  1. … e credo ci sia di mezzo anche una questione di supponenza da parte dei giornalisti della sede di Milano rispetto ai cronisti locali… Una lotta di classe interna, di privilegi e baronie. Nulla di nuovo nel mondo del giornalismo.

  2. do ragione a de bortoli, anche se noto con tristezza che fa – come al solito – dichiarazioni dell’ovvio…

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