Allora dilla tutta per intero, caro Sergio

Se quel che dice Sergio Marchionne è vero, e non vedo perché non dovrebbe esserlo, allora la Fiat farebbe bene a mettere altrove le sue fabbriche.

Magari in Germania.
O in Francia.

Perché, caro Sergio, ad aprire le fabbriche in Serbia o in Brasile siamo tutti bravi.
Spostare le fabbriche dove i sussidi statali sono maggiori di quelli che la Fiat ha ricevuto in Italia.
E dove il costo del lavoro è molto minore che in Italia.

Marchionne avrebbe dovuto dire che Fiat non è in grado di tenere aperta una fabbrica di automobili in un paese occidentale.
E che nei prossimi anni non è previsto il lancio di nemmeno un modello nuovo.
Così, l’ha raccontata a metà.

Poi potremmo dire anche che i lavoratori italiani hanno le loro responsabilità, che gli operai tedeschi per tenere aperte le fabbriche hanno accettato di lavorare alcune ore in più con lo stesso stipendio e figurati se qui in Italia sarebbe mai successa una cosa del genere, ma questo è un altro discorso.

Luca

9 thoughts on “Allora dilla tutta per intero, caro Sergio”

  1. credo che marchionne abbia un ufficio stampa pietoso. ogni sua comunicazione ha una logica sensata, ma è sempre carente di quel minimo di furbizia che renda la pillola meno amara. Non è neppure bravo a spiegare perchè lo Stato non li ha favoriti (potrebbe prendere lezioni da Silvio, che è riuscito a spiegare che non ha mai chiesto leggi ad personam…), affermando che gli incentivi vanno anche alle sette auto straniere su dieci vendute in Italia. Se abbiamo smesso di comprare fiat, forse, c’è un motivo… ma questo probabilmente è un quesito cui preferisce non rispondere, dovendo solo fare capire a chi di dovere che tra poco fiat auto non sarà più italiana. o non ci sarà più…

  2. …sinceramente quello che non mi è piaciuta è la mancanza di un confronto.
    Non credo che Marchionne accetti un incontro televisivo, tipo a Ballarò, con davanti Epifani…
    Per il resto devo contraddirti caro Luca!! Il gruppo Fiat, per i prossimi anni, ha in uscita nuovi modelli, giusto per fare alcuni esempi:
    Rilancio dell’Alfa Romeo con il ritorno negli States, utilizzando la piattaforma Chrysler, e l’uscita della nuova Giulia e di un Suv compatto.
    Per la Lancia è prevista l’uscita di una nuova berlinona e di una nuova utilitaria.
    Per la Fiat è attesa la nuova Topolino, la nuova Panda, un Suv costruito su base JEEP, e la sostituta della Croma.
    Premetto che non sono un appassionato Fiat, anche se la mia prima auto è stata una Ritmo, e ritengo la Fiat la colpevole della distruzione di marchi storici e meravigliosi come l’Alfa Romeo, la Lancia, la Innocenti e l’Autobianchi, ma ad oggi mi sembra che abbiano imboccato la strada giusta per un timido rilancio europeo.

  3. Boh, avevo letto che nei prossimi due anni non sono previsti nuovi modelli del gruppo FIAT…

    Marchionne è andato da Fazio per fare il suo comunicato, per lanciare i segnali che voleva lanciare. Figurati se accettava un confronto pubblico. Anche se un confronto con Epifani lo reggerei pure io.

  4. Quello che mi preoccupa da un pò di mesi e di cui sto avendo in questi giorni le confereme è che Marchionne sta facendo “scuola”.
    Altre grandi multinazionali temo( e non è più tanto un timore) gli stanno andando dietro.

    Che poi la colpa non sia solo sua è pur sempre una verità…
    PS: Avendo guidato diverse auto straniere, oltre alla fiat, devo dire che la mia Lancia Musa la ritengo un gran bell’acquisto.

  5. @Marco Cicca
    Vai te la sei gufata, ora la tua splendida Musa perderà in rapida successione: ammortizzatori, marmitta e specchiolini….dopo tutto questo si autodistruggerà in Siena-Firenze!!!
    Tornando alle cose serie, a parte tutto, penso che ci sia anche un problema a livello di cultura del lavoro…il solito problema (quello della Fiat) l’ha avuto anche il gruppo Volkswagen-Audi negli anni 90, ma casualmente si sono rimboccati le maniche, hanno fatto sacrifici ed ora hanno superato anche la Toyota come primo costruttore al mondo.
    Si sono anche incorporati la Porsche!!!!!!!!!

  6. @bobbe: la volkswagen si è risollevata grazie a un contratto molto più duro di quello proposto da Marchionne per Pomigliano, cui i sindacati hanno dato sostanziale appoggio, se non erro…
    @marco: indubbiamente Musa ed Ypsilon sono due belle macchine, certo meglio di tante pari segmento estere a pari costo. ma c’è stato un lunghissimo periodo buio del gruppo Fiat, che certo non ha fatto bene allo sviluppo del marchio… è anche da dire che la maggiore flessibilità dei contratti di lavoro tra periodi di vacche grasse e periodi di vacche magre, forse (e sottolineo il forse) ridurrebbe l’uso di contratti anomali (quando ci sono), ecc…

  7. @yetiste
    la crisi volkswagen, fu risolta in parte cn l’adozione delle famose “35 ore” che in Italia sono state sbandierate per anni come esempio, ma mai realizzate ed in parte con il sacrificio di molti operai tedeschi che, come gli italiani, hanno aderito alla cassaintegrazione a ruotazione.
    Il problema è che in quel caso non è stato fatto un giorno di sciopero, e gli operai tedeschi dopo qualche anno di vacche magre hanno re-iniziato a guadagnare come prima.
    Permettimi di dissentire sul fatto che le piccole del gruppo Fiat sono meglio di tante straniere a pari costo; ritengo che la qualità tedesca, la fantasia francese e l’economicità dell’asiatiche ad oggi siano imbattibili.
    Fiat per i modelli:Punto, MiTo, Ypsilon, Musa, Idea, utilizzano ancora pianali di 10 anni, seppur con ottimi motori.
    Come ho detto prima, diamogli il tempo di lavorare, ma per ora ne deve fare di strada per raggiungere gli altri gruppi mondiali.

  8. @bobbe: se non erro, qui si parla di 35 ore a pari stipendio, mentre là trentacinque ore significavano a pari stipendio orario (con una netta riduzione di stipendio, dunque). sulle auto… io ho fatto riferimento solo a ypsilon e musa, ma certamente molti sono più d’accordo con te che con me…

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