The location of anything is becoming everything

Per chi, come me, ha visto nascere i GIS, è facile apprezzare quanto gli strumenti che soltanto 10 anni fa erano usati e conosciuti da pochissimi, oggi vengono utilizzati dalla massa.
The Geospatial Revolution Project tenta di spiegare quanto sia diventato importante la localizzazione degli oggetti e delle persone e quante siano le implicazioni che vi girino intorno.

Per chi, come me, ha visto nascere i GIS, è facile apprezzare quanto gli strumenti che soltanto 10 anni fa erano usati e conosciuti da pochissimi, oggi vengano utilizzati dalla massa.

The Geospatial Revolution Project tenta di spiegare quanto sia diventato importante la localizzazione degli oggetti e delle persone e quante siano le implicazioni che vi girino intorno.

Fatto sta che 10 anni fa io non riuscivo a spiegare a nessuno che lavoro facessi.
Oggi basterebbe dire: “Hai presente Google Maps? Beh, quella roba là”.

Luca

Via | Diego Guidi

7 thoughts on “The location of anything is becoming everything”

  1. Più che sul treno giusto eravamo forse sul binario giusto con la locomotiva sbagliata… 😉

  2. eheheh da ste parti cmq si dice: “si chiude una porta si apre un portò” (che sarebbe un portone, ma gli angunedà si dimenticano sempre la fine delle parole)

  3. per la tesi di laurea, andavamo in giro per i monti con un rilevatore gps che fungeva da ombrello, costava un accidente, e pesava di più. Ah… la batteria durava qualche mezz’ora, quando avevi fortuna e le cime delle montagne non oscuravano il satellite. Dovevamo fare un censimento di geositi, indicando su carta le coordinate del punto… se avessi cominciato la tesi un paio d’anni dopo (o in un’università meno disgraziata), probabilmente avrei risparmiato qualche settimana di rilevamenti…

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