Spazi di raziocinio

Ora, da alcuni mesi, si sta facendo largo l’idea che in realtà siano proprio quelli che resistono ad avere un blog ad essere fighi e di bravi.

Mettevi nei panni di noi poveri possessori di un blog.
Siamo stati prima degli sfigati personaggi di nicchia, poi siamo diventati dei fighi innovatori, poi siamo scomparsi all’ombra di Facebook e degli altri socialcosi.

Ora, da alcuni mesi, si sta facendo largo l’idea che in realtà siano proprio quelli che resistono ad avere un blog ad essere fighi e bravi.

Lo dice, più seriamente, Massimo Mantellini su Punto Informatico.

Se Facebook, Twitter o Friendfeed sono oggi il luogo del tempo reale informativo, quegli stessi ambiti sembrano essere, contemporaneamente, imperfetti servitori di una idea di costruzione organica del pensiero strutturato. Se la veloce battuta, il “like” alla vibrante campagna online o il rapido colpo d’occhio che quotidianamente dedichiamo alla nostra colonna di lifestreaming, non può esaurire la nostra capacità di maneggiare contenuti notizie ed opinioni ma solo potenziarne velocità ed ampiezza, questo significa che dovranno esistere (anzi, continuare ad esistere) altri luoghi della Rete vocati ad una sua più stabile organizzazione.

I siti web editoriali sono già da tempo in grado di rispondere a questa esigenza ed anche i blog personali, con tutti i loro limiti, hanno mantenuto intatta negli anni questa predisposizione alla lentezza del pensiero recuperabile. Scrivere un blog oggi significa, prima di tutto, partecipare ad una necessaria archiviazione dei pensieri, rubando tempo al veloce flusso di coscienza che è diventata oggi la regola della fruizione informativa ai tempi dei social network. Se questi spazi di raziocinio saranno destinati a mantenersi, nei prossimi anni, sarà certamente una buona notizia.

Luca

2 thoughts on “Spazi di raziocinio”

  1. Mah, senti, io mi ero iscritto a friendfeed perché tu ogni tanto lo citavi, ma ti confesso che ne sono rimasto terribilmente deluso.
    Non capisco proprio l’attrattiva di ff né di FB né tantomeno di twitter che mi pare il peggiore di tutti.
    Non sono forum, non sono blog, sono cartelloni scorrevoli di cose casuali e inutili.
    O sono io che ho solo i contatti sbagliati?
    Il 90% dei messaggini che passano non li capisco (“di moda non ne so nulla, non me ne vogliate” che vuol dire? Perché lo scrive? Boh).
    Anche se un contatto scrive qualcosa di interessante è molto probabile che io non lo veda.

  2. Non sono strumenti amichevoli.
    Anch’io all’inizio facevo fatica ad orientarmi, poi inizi a nascondere i contatti e le cose che non ti interessano e l’ambiente prende una forma abbastanza confortevole.
    Questo su FB e FF.
    Su Twitter il casino è meno controllabile.

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