Ancora su Schifani. E poi su Fini

Per articolare il mio pensiero sulla contestazioni a Schifani e sulla responsabilità del PD, condivido quanto scrive Enrico Procopio:

E il Pd è colpevole, perché non ha un leader in grado di incanalare questi umori e di farli confluire nella direzione giusta. E a chi fischia e dice cose giuste non sa dare risposte, e fa la figura del complice. E io li sento ridere, Schifani e co., nelle loro oscure stanze del potere (politico, mediatico e ora culturale).
La sinistra non è questo: non sono le dichiarazioni di Beppe Grillo, non sono le dichiarazioni di Di Pietro. La sinistra è quella dichiarazione che non c’è, quella che a Schifani ribatte colpo su colpo. E gli chiede qualcosa sulla mafia.

Sulla snervante ipocrisia di Fini, sottoscrivo tre volte Pippo Civati:

A parte le criptocitazioni fascisteggianti e la continuità con Almirante ancora una volta ribadita, Fini, a Mirabello ha detto che è pronto a votare l’ennesimo lodo ma basta con le leggi ad personam. Forse ha raggiunto il limite delle venti leggi pro B votate. Consapevolmente, lucidamente, politicamente: fa venti e, con il lodo, farà anche ventuno. Non una di più, sia chiaro. Un vero rivoluzionario. Un grande uomo delle istituzioni. Un politico costituzionale come pochi altri.

Luca

One thought on “Ancora su Schifani. E poi su Fini”

  1. Il fatto che Fini prometta il Lodo Alfano costituzionale non vuol dire che poi lo faccia davvero. Strategicamente potrebbe star fingendo di concedere la scappatoia a Berlusconi (non potrebbe poi autoaccusarsi di avergli parato il culo finora, quindi sia pure tra i denti conferma che è teoricamente giusto difendere dall’aggressione giudiziaria il premier), sempre per la politica di non essere lui a determinare la rottura definitiva. Siamo sempre lì, se qualcuno gli facesse le domande giuste la sua incoerenza sul tema dell’impunità a berlusconi non potrebbe non risaltare. Ma noi abbiamo una classe politica che può beatamente permettersi di essere evasiva e incoerente. Nessuno li incalza e non devono rispondere alla pubblica opinione.

    Riguardo invece Schifani, e Dell’Utri, io non capisco proprio il deficit di democrazia che lamenti. Dei cittadini all’arrivo di Schifani e alla presentazione di Dell’Utri si mettono a fischiare, disturbando per qualche minuto lo svolgimento dell’inutile (il primo) e indecente (il secondo) dibattito. Trovi forse che in Italia per questi due personaggi ci sia il minimissimo rischio di non trovare una platea? Che possano intimidirsi, poverini? Schifani poi non porta nessun contributo a nessun dibattito, di solito, mica stiamo parlando di Bossi o Tremonti, o persino Brunetta, i quali comunque hanno delle opinioni riconoscibili. Schifani resta un portavoce, senza alcuna personalità autonoma. Quando si presenta alla festa del PD e nessuno gli muove alcuna minima richiesta di chiarimento sui fatti di mafia nei quali è coinvolto (per ora si parla di ipotesi ovviamente, ma in un paese civile l’opposizione insorge, chiede spiegazioni, incalza), ma simpaticamente gli si lascia spazio per ciarlare di riforme, la gente informata, indignata e stanca si ribella. L’hanno linciato? Non mi pare. Hanno fischiato, contestato, fatto sentire la loro voce. Cosa c’è di non democratico in questo? Nessuno vuole impedire a chicchessia di parlare, non ci inventiamo cose, come se si avesse paura delle opinioni politiche di Schifani (uhauhauha), ma in molti vorrebbero che questi politici ci parlassero e chiarissero fatti di rilevanza penale, e in particolare fatti di mafia, che li riguardano. E questo va fatto ben prima, o almeno congiuntamente alle indagini della magistratura. Checché ne dica il Presidente Napolitano, il cittadino, l’opinione pubblica, può prescindere da tribunali e Parlamento, per fare richiesta di chiarezza ai propri rappresentanti. E se nessun avversario politico lo fa (e parlo di questa ridicola opposizione rappresentata dal PD), pochissimi giornali lo fanno (il Fatto, l’Espresso, talvolta Repubblica), nessunissima tv lo fa, si urla in piazza, si protesta rumorosamente (ma mai violentemente, faccio notare ancora), si fanno cose eclatanti, si manifesta. Cosa c’è di più democratico di questo?? Il concetto invece sarebbe di lasciar fare tutto ai nostri bei rappresentanti tra un’elezione e l’altra? Questo è il concetto di democrazia che hai in mente tu, come tanti altri begli opinionisti che ho letto in questi giorni? Scrivere qualche post nei blog e sfogarsi così? E’ una scelta, io in piazza probabilmente ad urlare non ci vado, ma ammiro e rispetto chi lo fa, rischiando anche di essere malmenato dai servizi d’ordine o identificato (immotivatamente, quello sì è intimidatorio) dalla polizia.

    E se Di Pietro quando parla alla festa del PD di non volersi alleare coll’UDC ha delle ovazioni, se Vendola in puglia stravince le primarie, se Marino prende moltissimi voti alle primarie nelle grandi città, nonostante tutta la “nomenclatura” e i “capibastone” contro, se la Bonino a Roma alle regionali stravince (ma, non appoggiata dal partito, nelle altre province raccoglie praticamente le briciole), è segno che una larga fetta dell’elettorato di sinistra vuole, pretende, che il principale partito di sinistra cambi atteggiamento! Manda chiarissimi segnali, che i brontosauri della direzione fanno di tutto per non leggere, perché interpretarli significherebbe la loro fine. Si deve trovare delle figure di compromesso tra la logica del Pd e le istanze di rinnovamento di gran parte della base. Se si candida la Bonino o De Magistris, o forse anche Vendola, si perde, perché non raccolgono la fiducia dei vecchi piddini, ma figure come Veltroni, D’Alema, o loro cloni, sono ormai stantie, un 20% almeno della sinistra non li sopporta, non si fida, li disprezza. Possibile che non si possa far crescere una classe dirigente nuova, non compromessa, energica? Il Pd dovrebbe sfornare 100 Civati da spargere in tutta Italia e mandarli a rappresentarlo, in tv, nelle piazze, sui giornali! E allora guarda come i vari Grillo, Di Pietro e Vendola finirebbero col non avere più ragione di esistere, perché è chiaro che esistono essenzialmente per mandare messaggi, da parte della base, peraltro orfana di una decente legge elettorale…

    basta, mi sono sfogato…

    enrigol

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