Taricone come simbolo dei pregiudizi snob

pietro taricone

Devo ammettere che è stato necessario che morisse per scoprire che Taricone era probabilmente l’antitesi dell’immagine che la TV gli aveva affibbiato e da cui lui si era ritirato.

In questi giorni ho scoperto che durante il primo GF Christian Rocca, innamoratosi della persona, sul Foglio gli aveva dedicato una rubrica quotidiana (Pietromania) e che oggi lo ricorda così:

Alla fine del primo weekend, incantato dalla grandezza di Pietro Taricone, proposi al direttore del Foglio di scrivere un articolo in difesa del giovane ragazzo di Trasacco, provincia dell’Aquila. Due giorni dopo, su un quotidiano austero come il Foglio, quell’articolo è diventata una rubrica pubblicata ogni giorno sulla prima pagina col titolo di “Pietromania”. Ero diventato il pietromaniaco ufficiale. La mamma di Pietro, la deliziosa signora Rita, mi cercò per ringraziarmi.

Pietro Taricone era l’esatto contrario di come l’avevano descritto. Era un ragazzo intelligente e dolce, saggio e colto ben al di sopra della media dei ragazzi della sua età e anche di molti giornalisti che lo disprezzavano per i suoi muscoli, ma in realtà perché rosi dal pregiudizio di classe. Chi lo aveva visto nella diretta Stream aveva subito capito che Pietro era di una classe superiore, che giocava col suo personaggio, che si divertiva a épater le bourgeois, a stupire i borghesucci dall’altra parte dello schermo e nelle redazioni. Pietro aveva studiato, sapeva di politica, giocava con la filosofia, era innamorato della storia, declamava canti partigiani, insegnava agli altri concorrenti e ai telespettatori i principi fondamentali dello stato di diritto. Senza essere noioso, senza nascondere la sua gioia di vivere, senza rinunciare a divertirsi e a divertire. Usava i muscoli per spiegare e il cervello per ammaliare, Pietro.

Anche Leonardo dice cose notevoli su di lui:

Oggi si sta male per Pietro Taricone. Con la sensazione di non aver perso un grande attore, ma una persona che avevamo conosciuto. È evidentemente un’illusione indotta dal medium televisivo, ma diamine, funziona. Non ho nemmeno acceso la tv, non voglio saperne niente, eppure mi vengono alla testa centinaia di sequenze in cui Taricone non è un carabiniere o un poliziotto o un pompiere o il pusher di Maradona, ma è semplicemente Pietro Taricone. Taricone sul divano che le spara grosse, Taricone che tacchina la prima che ci sta, Taricone che pianta una tenda nel soggiorno. Taricone che fa gli addominali, ma soprattutto Taricone che si vergogna. Questo è importante. Taricone ha fatto tutto il peggio che poteva fare per vincere al Grande Fratello e trovarsi un posto al sole, ma non ne andava fiero.
[…]
Taricone è stato sé stesso per 99 giorni, in tv; poi ha passato dieci anni a cercare di essere qualcosa di diverso, magari migliore. Non so se ci stesse riuscendo davvero. Quel che ho scoperto ieri, è che io tifavo per lui.

Addirittura Roberto Saviano ricorda come proprio Taricone lo abbia difeso nei giorni delle accuse disgraziate di Berlusconi.

Aldilà della retorica del ricordo, il caso di Pietro Taricone mi ha insegnato ancora una volta quanto sia stupido giudicare una persona in modo frettoloso e quanto torto le si faccia.

A me, fino a pochi giorni fa, Taricone era sembrato soltanto un tamarro simpatico con un sorriso coinvolgente.
Mi sbagliavo.

Luca

2 thoughts on “Taricone come simbolo dei pregiudizi snob”

  1. E’ vero. Non lo conoscevo ma la sua normalità, la sua bontà, la sua non-banalità lo hanno reso un “amico”… più guardo le sue foto più piango…

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