Anch’io ho sempre coltivato vari interessi

C’è uno strano caso in Italia.
La politica si interroga se sia opportuno che un senatore eletto nelle file del Partito Democratico vada a dirigere una agenzia governativa, dove il governo è di centro-destra.
I più avveduti si chiedono se sia opportuno che un senatore eletto nelle file di un partito contrario al ritorno del nucleare vada a dirigere una agenzia che deve favorire e controllare il ritorno della produzione di energia nucleare in Italia.

Mi pare che nessuno si chieda se sia normale che un anziano medico, per quanto autorevole, vada a dirigere l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare, tanto che proprio l’interessato è costretto a giustificarsi in modo piuttosto imbarazzato rivendicando titoli fantasiosi:

Chi teme la mia mancanza di sapere ed esperienza tecnica sul nucleare va rassicurato: mi occuperò di rischio per la salute e prevenzione, come faccio da sempre, con impegno. Va detto comunque che ho sempre coltivato l’interesse per la fisica (anzi direi che sono un appassionato); non a caso ho ricevuto la Laurea Honoris Causa in Fisica dall’Università di Milano.

Magari è anche abbonato a Focus Junior.

Andiamo bene.
Un barone in meno nel PD.
Io non ne sentirò la mancanza.

Luca

13 thoughts on “Anch’io ho sempre coltivato vari interessi”

  1. Peccato però che l’Agenzia debba occuparsi anche di salute. Diciamo che potrebbe presiederla un ingegnere, un fisico o un medico senza alcuno scandalo. Poi ovviamente ognuno può pensare quello che vuole di veronesi e del nucleare, ma la tua obiezione (che non è solo tua purtroppo: è già partito il can can internettaro pro rubbia, un altro giovanissimo) secondo me è fuori bersaglio

  2. Magari potrebbe presiederla qualcuno che ha studiato, lavorato e fatto ricerca sul nucleare.

  3. oppure un medico, visto che si deve occupare di sicurezza e rischi per la salute e non di gestire il piano governativo

  4. “L’Agenzia svolge le funzioni e i compiti di autorità nazionale per la regolamentazione tecnica, il controllo e l’autorizzazione ai fini della sicurezza delle attività concernenti gli impieghi pacifici dell’energia nucleare, la gestione e la sistemazione dei rifiuti radioattivi e dei materiali nucleari provenienti sia da impianti di produzione di elettricità sia da attività mediche ed industriali, la protezione dalle radiazioni, nonchè le funzioni e i compiti di vigilanza sulla costruzione, l’esercizio e la salvaguardia degli impianti e dei materiali nucleari, comprese le loro infrastrutture e la logistica.”
    http://www.parlamento.it/parlam/leggi/09099l.htm

  5. appunto: non le deve mica progettare. ha il compito di individuare i siti per le scorie, di definire norme che tutelino la popolazione (non solo riguardo le centrali peraltro). Non ho detto che ha ESCLUSIVEMENTE compiti medici, ma anche questi certamente si. Dal mio punto di vista un medico un fisico o un ingegnere possono tranquillamente presiederla

  6. La Gabanelli è d’accordo con me e mi pare dica cose sensate:

    Presiedere l’agenzia per il nucleare vuol dire affrontare problemi di carattere tecnico, elaborare i regolamenti insieme ai commissari, dare il parere sui progetti, verificare il rispetto delle regole e prescrizioni a cui sono sottomesse le installazioni. Un lavoro certamente a tempo pieno, meglio se subordinato a una competenza specifica, più che a una passione. Siccome il Prof. Veronesi cita il modello francese, saprà che la loro agenzia (ASN) è diretta da Jean Christophe Niel, 49 anni (laureato in fisica teorica che ha ricoperto incarichi di vertice nel controllo sul ciclo del combustibile e dei rifiuti, ed è stato per anni capo del dipartimento per la sicurezza dei materiali radioattivi). Il presidente è Andrè-Claude Lacoste, 69 anni, ingegnere, da 17 anni con incarichi direttivi nel settore sicurezza nucleare.

  7. mi permetto modestamente di segnalare che esistono anche fisici sanitari. forse, potrebbe essere la migliore soluzione.
    Per favore, teniamo Rubbia lontano dall’agenzia. E’ re mida al contrario, rischieremmo di avere le scorie direttamente nell’alveo del po…

  8. poi mi taccio che tanto le posizioni mi sembrano chiare.
    1) non è che mi hai citato la posizione di un luminare. per la gabanelli il principio della “competenza” non vale?
    2) ribadisco che non penso debba essere necessariamente un medico a presiederla, ma che è una delle figure possibili (lo stesso francese da lei citato non è un fisico come reclamato a gran voce dai chi avversa veronesi)
    3) gabanelli contesta la necessità del nucleare. legittimo, ma mi fa venire il sospetto che il presidente dell’Agenzia forse dovrebbe essere di un’altra idea
    4) la gabanelli mi ha però dato un altro argomento: nel caso di veronesi parliamo della presidenza e non della direzione: a maggior ragione le competenze di fisica passano in secondo piano
    5) last, but not least, in italia non esiste nessuno “da 17 anni con incarichi direttivi nel settore sicurezza nucleare”. per colpa di gente come la gabanelli che ha spiegato ai nostri padri che il nucleare è troppo pericoloso e del fatto che i nostri padri hanno ascoltato persone come lei e non la comunità scientifica

  9. Dare la colpa alla Gabanelli della rinuncia al nucleare mi pare un azzardo comico.

  10. ma tu interpreti sempre tutto in modo letterale? e anche a volerlo fare, ho scritto: “persone come la gabanelli”. Vuoi forse negare che ci fu una campagna anche mediatica a favore del referendum?

  11. La campagna mediatica ci fu perché prima c’era stata Černobyl, che non fu una cosetta da niente, anche se pure io penso che sia stato stupido rinunciare a priori al nucleare.

  12. @champ:
    non vorrei sbagliare, ma anche Craxi fece campagna per votare CONTRO il nucleare ai famosi referendum del 1987; lui non mi pare proprio fosse una delle “persone come la gabanelli”

  13. Veronesi ha 85 anni, e` irrilevante se sia competente o meno: dovrebbe essere ai giardinetti con i nipotini, perche` non puo` fisiologicamente stare dietro ad un incarico del genere. Se in Italia non abbiamo nessuno decentemente giovane (entro i 55-60 anni)e con sufficiente esperienza, si fa come farebbero in qualsiasi altro paese: si chiama da fuori!

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