Non tagliano solo i soldi ai giudici

Il governo sta tagliano tante risorse.
C’è la crisi, lo si sa.
Quindi tagliano i soldi ai magistrati.

E giù tutti a scandalizzarci.
Ok.
Stiamo parlando comunque di tagli ad una categoria che guadagna bene o molto bene.
Sarebbe meglio, secondo me, focalizzarci su altri tagli.
Ad esempio su quelli agli stipendi degli insegnanti che, perderenno il 10 % del loro valore di acquisto (secondo i calcoli fatti dal sindacato).

Tutto questo mentre continuiamo a dare soldi alle scuole private dove, genitori ricchi che vivono in una realtà parallela, mandano i loro figli somari con la certezza di vederli promuovere senza sforzo.

Tutto questo mentre il nostro futuro va in rotoli.

Come dice Luca Sofri sul Post, buttiamo la sveglia perché abbiamo paura di non svegliarci in tempo per l’appuntamento.

Nessun paese in difficoltà rispetto al proprio futuro, che si tratti della propria sopravvivenza economica ma anche civile e culturale, taglierebbe sul fronte della scuola. Sarebbe come essere preoccupati di perdere un appuntamento domattina presto e buttare via la sveglia. Ma l’Italia lo fa, sistematicamente, da anni: butta la via sveglia. E la mattina dopo dorme, salvo lamentarsene poi. E l’attuale maggioranza di governo si sta premurando di distruggere a martellate ogni orologio di casa, e prendere dei sonniferi. Con la connivenza di mezzo paese.

Perché gli italiani che si preoccupano della scuola sono solo una minoranza di quelli che hanno dei figli a scuola, a loro volta minoranza. Poche cose dimostrano l’egoismo di questo paese e l’incapacità degli italiani di guardare oltre se stessi e oltre il pomeriggio di domani quanto l’atteggiamento sulla scuola. Tutti allenatori della nazionale quando si tratta di dare lezioni agli insegnanti su come trattare nostro figlio, tutti preoccupati di altro quando la funzione della scuola viene smantellata: scandalizzati dalle tasse, dai politici ladri, dal bavaglio e da qualunque cosa fuorchè dalla distruzione della sveglia. Dormiremo tutta la mattina, e anche di più, e chissenefrega.

Luca

2 thoughts on “Non tagliano solo i soldi ai giudici”

  1. Altra categoria, sicuramente ancor piu` di nicchia del’insegnamento, ma esponenzialmente non considerata e` quella della ricerca di base. Il decreto legge prevede per gli istituti di riceca pubblici:
    taglio 50% dei precari rispetto all’anno 2009,
    blocco turnover fino al 2014,
    blocco assunzioni fino al 2015.
    Allora chiudiamo direttamente tutti i corsi di laurera sotto scienza matematiche fisiche e naturali che si fa prima.
    La genete nemmeno si rende conto di tutto l’indotto che la ricerca di base crea. Nemmeno si rende conto che a farla sono i precari perche` gli stabilizzati si occupano o di didattica o di trovare escamotage per pagare i precari.

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