Intercettazioni

Se non vivessimo in un paese governato da quindici anni da un industriale miliardario che ha costruito la sua ricchezza ed il suo successo politico grazie ad un sistema basato sulla corruzione e sull’abuso di potere, le intercettazioni telefoniche ci sembrerebbero una insopportabile violazione della nostra libertà.

Perché lo sono.
Giovanni De Mauro ci fa oggi il suo editoriale su Internazionale.

Intercettazioni
– Pronto, ciao, come stai?
– Bene e tu?
– Non c’è male… Senti, ma tu la stai seguendo questa storia delle intercettazioni?
– Un po’, ma è difficile dare un giudizio.
– Sì, Berlusconi paladino della privacy fa davvero ridere. Ovviamente vuole solo impedire la pubblicazione di telefonate imbarazzanti e ostacolare i giudici.
– Secondo me però anche i giornali hanno un problema e sono preoccupati soprattutto di non poter più pubblicare le telefonate di politici e calciatori, che gli fanno aumentare le vendite.
– Tra l’altro vorrei sapere chi gliele passa, le intercettazioni, chi gliele vende.
– Ho letto che all’estero è difficilissimo fare le intercettazioni e i giornali stranieri non le pubblicano mai.
– Però alla fine è meglio un’intercettazione in più che una in meno: i leader politici devono essere nudi.
– Che schifo: te li immagini, tutti nudi? Comunque, non sono d’accordo: anche loro hanno diritto alla privacy.
– Ma poi perché il parlamento deve perdere tempo con le intercettazioni mentre il paese va a rotoli?
– Hai ragione. Anche noi dovremmo occuparci d’altro.
– A proposito, devo dirti una cosa.
– Cosa?
– No, te la spiego di persona quando ci vediamo.
– Ok, meglio.
– Ciao.

Luca