Emergency e la gestione della crisi

I miei dubbi sulla gestione di questa crisi da parte di Gino Strada non minano la mia stima per il lavoro fatto da questa organizzazione.
Non so se i volontari siano colpevoli o meno, ma di sicuro il loro arresto e la loro prigionia non sono stati gestiti nel rispetto dei loro diritti fondamentali.

Sono convinto che un altro governo avrebbe gestito diversamente la questione.
Sono anche convinto che Gino Strada dovrebbe far gestire la cosa a qualcuno un po’ più esperto di lui perché, pare evidente a tutti, che le sue dichiarazioni non agevolano la liberazione dei volontari.
Se la priorità in questo momento è la loro liberazione, bisogna metter da parte l’orgoglio e le convinzioni personali, e far agire chi sa come muovere i fili della diplomazia.

Basta leggere ad esempio l’intervista a Riccardo Noury di Amnesty per capire quali toni e quali parole sia utile usare in vicende così delicate e complicate.

Per il resto sottoscrivo il comunicato di Amnesty e mi auguro che i 9 volontari vengano rilasciati quanto prima.
E mi auguro soprattutto che gli ospedali di Emergency riaprano presto.

Luca

4 thoughts on “Emergency e la gestione della crisi”

  1. Evitiamo ogni polemica, ma hai forse intravisto qualcuno che sa muovere i fili della diplomazia?… Frattini?…

  2. @Silvia
    Ovviamente Frattini no.
    Non credo che le dichiarazioni di Gino Strada abbiano giovato al destino, non tanto dei 3 italiani, quanto degli altri 6 volontari afghani.

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