Dimmi soltanto una parola

Giuro che non riesco a godere delle disgrazie del PDL in Lazio ed in Lombardia.
E’ talmente svilente quello che sta succedendo, che la Polverini e Formigoni farebbero bene a tirarsi indietro per non assecondare il cialtronismo delle liste che li sostengono.

Mario Calabresi è d’accordo con me ed invoca il ritorno alle promesse elettorali.

Si dice da mesi che gli ultimi tre anni della legislatura, un periodo insolitamente lungo senza nessun appuntamento elettorale nazionale, potrebbero essere una grande occasione per fare riforme. Ma non si capisce quali e guidate da quale visione. Però non è immaginabile pensare di vivere 36 mesi in cui la politica si prepara soltanto ad un ipotetico dopo-Berlusconi.

L’unica certezza è che avremmo bisogno di molto più dibattito, di proposte, idee e parole e di molti meno silenzi. Non è blindando tutto che si riconquista la fiducia degli elettori, una fiducia che sta scendendo ai livelli più bassi: i cittadini sembrano aspettarsi qualunque cosa o forse sarebbe meglio dire che non si aspettano più niente dalla politica. E questa è la cosa che allarma di più. Viene da rimpiangere quell’ironica richiesta scritta con la vernice pochi anni fa su un muro di Brescia: «Basta con i fatti, vogliamo promesse».

Luca