La miseria dell’uomo

In tempi ancora non sospetti avevo espresso la mia poca simpatia per Bertolaso.
Questo non significa che io pensi che sia colpevole.
Lo ricorda oggi Barbara Spinelli su La Stampa: i processi servono soprattutto per tutelare gli innocenti.

Avremo modo di capire se alcuni responsabili della Protezione Civile hanno guadagnato illecitamente dei soldi lucrando sulle tragedie.
Non scandalizziamoci di questo, perché non ci sarebbe niente di nuovo o di strano, se è vero che due imprenditori intercettati se la ridevano il giorno dopo il sisma abruzzese, pensando ai soldi che avrebbero fatto grazie alla ricostruzione:

Due imprenditori sprofondano nella sguaiataggine, nei minuti stessi in cui la terra abruzzese trema. Esordisce al telefono tale Gagliardi: «Qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno». Il collega Piscitelli dice che lo sa. E ride. Al che Gagliardi: «… (lo dico ) così per dire per carità… poveracci». Piscitelli: «Va buò ciao». Gagliardi: «O no?». Piscitelli: «Eh certo… io ridevo stamattina alle tre e mezzo dentro al letto». Gagliardi: «Io pure…».

La miseria dell’uomo non ci deve sorprendere.

E’ più sorprendente vedere come in tanti ancora riescano ad avere fiducia nell’uomo della provvidenza, nel cavaliere senza macchia, nel salvatore della patria, nel Berlusconi o nel Bertolaso di turno.

Uno solo modo avrebbe Bertolaso per venire fuori da questa vicenda in modo dignitoso.
E sarebbe quello di tacere, almeno finché non verrà escluso il suo coinvolgimento.
Non servono patetiche dichiarazioni (“sarei disposto a dare la vita per dimostrare di non aver mai ingannato gli italiani”) per riconquistare la fiducia delle tante persone che hanno creduto in lui.

Da parte mia, il mio consiglio agli italiani sarebbe quello di smetterla di cercare l’uomo perfetto.
Non esiste, tanto meno nella cerchia dell’omuncolo che governa da 20 anni questo paese cadavere.

Luca