Archive

Archive for February, 2010

Assolvimi questa

February 28th, 2010 No comments

Il TG1 di Minzolini non si smentisce e ieri ha confuso la parola “assoluzione” con “prescrizione”.
E la battuta migliore l’ha fatta Spinoza:

Ieri Minzolini ha chiesto al suo medico di assolvergli l’aspirina.

Luca

Categories: informazione Tags: ,

Aspettate, che piano piano vi riprendo

February 28th, 2010 No comments

avatar

Dopo un tempo immemorabile io e la mogliettina siamo andati a cinema.
A vedere Avatar.
Che ci è anche piaciuto.

E ho comprato 5 € di popcorn.

Ah, se non l’avete ancora visto, quello sopra è l’ultimo fotogramma del film.

Luca

Categories: cinema, diario Tags:

C’è chi sospettava qualcosa

February 26th, 2010 4 comments

Sul blog dei Mille già un anno e mezzo fa si instillava qualche dubbio sulla limpidezza del personaggio Di Girolamo, oggi al centro dell’affaire Fastweb

Eh sí, pare proprio che un fantasma si aggiri per l’Europa: si tratta del senatore Nicola di Girolamo, riuscito nell’impresa di farsi eleggere al Senato nel collegio degli italiani residenti all’estero, quando all’estero non ci vive e a quanto pare ci va pure poco. La faccenda é finita pure sul quotidiano belga Le Soir.

Eppure la soluzione ci sarebbe.
Togliere il voto agli italiani all’estero che è una cosa talmente ridicola da fare il paio con il non voto degli stranieri che vivono e pagano le tasse in Italia.

Luca

Via | iMille

Categories: iMille, politica Tags:

Go quiet

February 26th, 2010 No comments

jónsi – “go quiet” from Jónsi on Vimeo.

Ho come l’impressione che il disco di Jónsi non passerà inosservato tra gli amanti del genere.
Da oggi potete preordinare l’edizione limitata dell’album con un sacco di roba dentro per 40 $, diciamo 35 €.
Oltre al CD, prendete il DVD, potete scaricare subito l’EP di “Go” e tante altre cosette.

Luca

Categories: musica Tags: ,

Tilikum

February 25th, 2010 8 comments

Tilikum

Tilikum aveva due anni nel 1983 quando l’hanno catturato in Islanda.
E’ un’orca, uno degli animali più belli che ci sia.
Tilikum è la più grande orca che ci sia in cattività.
E’ lungo sette metri e pesa 5 tonnellate e mezzo.
E’ tanto grande che fare spettacoli con Tilikum è pericoloso.
Dicono che non sia conscio delle sue dimensioni.
O forse sono i suoi carcerieri a non essere consci delle dimensioni della sua vasca-prigione.

In ogni caso, nella vasca di Tilikum non si immerge nessuno.
Il suo spettacolo consiste nell’uscire dalla vasca e nel mostrarsi al pubblico.
Proprio come nella foto che gli hanno scattato qui sopra.

Bisogna anche dire che Tilikum non ha una buona fama.
Ha già ucciso due persone.
Un istruttore caduto per sbaglio in acqua e fatto affogare, ed uno sprovveduto che si era immerso di nascosto nella sua vasca e la cui autopsia dimostrò che era stato colpito dall’orca.
E’ soprattutto per questo che nessuno si immerge insieme a lui.

Ieri Tilikum ha fatto il suo solito spettacolo.
E’ saltato fuori dall’acqua come sempre, ma questa volta ha azzannato la sua istruttrice, l’ha trascinata in acqua e l’ha portata in giro fino a che non è affogata.

Tutti a chiedersi cosa sia successo e perché.
E’ la solita storia dell’orca assassina e della sua terribile fama.
D’altra parte in inglese orca si dice “Killer Whale”, balena assassina appunto.

Se volessimo bene a Tilikum e a noi stessi, lo impacchetteremmo ben bene e lo riporteremmo nei freddi mari del nord dove lo abbiamo catturato trenta anni fa.
Probabilmente morirebbe, avendo vissuto sempre in cattività, ma sarebbe forse la cosa migliore che potremmo fare per lui.
E per noi.

Luca

Categories: natura Tags:

No comment

February 24th, 2010 No comments

Il commento migliore sulla condanna di Google l’ha fatto Google stesso, con questo comunicato che riporto integralmente.

A fine 2006, alcuni studenti di una scuola di Torino si sono filmati mentre maltrattavano un compagno di classe affetto da autismo e hanno caricato il video su Google Video. Vista la natura assolutamente riprovevole del video, è stato rimosso a distanza di poche ore dalla notifica della Polizia. Abbiamo inoltre collaborato con la polizia locale per l’identificazione della persona che lo ha caricato, che è stata poi condannata dal Tribunale di Torino a 10 mesi di lavoro al servizio della comunità, e con lei diversi altri compagni di classe coinvolti. In casi come questo, rari ma gravi, è qui che il nostro coinvolgimento dovrebbe finire.

In questo caso, tuttavia, la Procura di Milano ha deciso di incriminare quattro dipendenti di Google – David Drummond, Arvind Desikan, Peter Fleischer and George Reyes (che ha lasciato l’azienda nel 2008) – con accuse di diffamazione e mancato rispetto del codice italiano della privacy. Per essere chiari, nessuno dei quattro Googlers incriminati ha avuto niente a che fare con questo video. Non vi erano rappresentati, non lo hanno ripreso, caricato o rivisto. Nessuno di loro conosceva le persone coinvolte e non hanno saputo dell’esistenza di questo video fino a quando non è stato rimosso.

Nonostante questo, oggi un giudice del Tribunale di Milano ha condannato tre dei nostri quattro colleghi – David Drummond, Peter Fleischer e George Reyes – per mancato rispetto del codice Italiano della privacy. Tutti e 4 sono stati dichiarati non colpevoli delle accuse di diffamazione. In sostanza questa decisione significa che i dipendenti di piattaforme di hosting come Google Video sono penalmente responsabili per i contenuti caricati dagli utenti. Faremo appello contro questa decisione che riteniamo a dir poco sorprendente dal momento che i nostri colleghi non hanno niente a che fare con il video in questione. Riteniamo, anzi, che durante l’intero processo abbiano dato prova di grande coraggio e dignità; il semplice fatto che siano stati sottoposti ad un processo è eccessivo.

C’è un’altra importante ragione, però, per la quale siamo profondamente turbati da questa decisione: ci troviamo di fronte ad un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet. La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. La motivazione, che condividiamo, è che questo meccanismo di “segnalazione e rimozione” avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme – ogni singolo testo, foto, file o video – il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire.

Si tratta di questioni di principio importanti, ed è per questa ragione che continueremo a sostenere i nostri colleghi in tutto il percorso dell’appello.

Il commento migliore lo ha fatto Akille:

Ora è arrivata la sentenza per i dirigenti di Google. Si parla di 6 mesi di reclusione per “non aver impedito la pubblicazione del video”. Guardando tra gli articoli correlati di Repubblica ho scoperto che invece i “protagonisti”, quelli che il video l’hanno girato, pubblicato e reso possibile, hanno avuto un anno di sospensione a scuola.

Il titolo che da sé spiega tutto, l’ha fatto invece TechCrunch:

Can someone tell this Italian Judge what YouTube is?
(Qualcuno può dire a questo giudice italiano che cosa è YouTube?)

Ovviamente la figura di merda è colossale e tutto il mondo parla (male) di noi.

Luca

Categories: internet Tags: , ,

Se la Bonino vincerà lo dovrà al PD

February 24th, 2010 1 comment

emma bonino in visita dal papa

Non crediate che la lotta che settori del PD stanno inscenando contro Emma Bonino sia un atto emotivo o mosso da motivi ideologici.
Si tratta di una precisa strategia elettorale.

Se il PD fa campagna contro la propria candidata lo fa perché è il modo più sicuro per farla vincere.
La gente vede il PD farle la guerra e pensa che votarla debba essere indiscutibilmente una cosa buona e giusta.

Sulle consuete sceneggiate inscenate dalla Bonino con i rituali scioperi della sete, c’è poco da dire.
Sono i Radicali, sono fatti così.
Ottenere il consenso facendo sempre il massimo del casino.

Chi l’ha candidata lo sapeva.
E Bersani infatti pare averlo capito.

Luca

Torniamo alle notizie veramente importanti

February 24th, 2010 No comments

baustelle

Il 26 Marzo esce il quinto album dei Baustelle.
Si intitolerà “I mistici dell’occidente”.

Sembra ci abbia messo lo zampino Patrick McCarthy, un produttore irlandese che ha lavorato con i grandi.

Luca

Categories: musica Tags:

Siamo fatti così, siamo proprio fatti così

February 24th, 2010 1 comment

Repubblica dice che siamo il primo paese al mondo.
Non so se sia vero, ma questo è l’ennesimo record di un paese che l’Europa gentilmente continua a considerare parte di sé.

Google è stata condannata per diffamazione dal Tribunale di Milano per la storia del video pubblicato su YouTube del ragazzo disabile picchiato.

Milano, l’accusa è diffamazione e violazione della privacy. Non hanno impedito nel 2006 la pubblicazione delle immagini di un ragazzo down insultato e aggredito dai suoi compagni in una scuola di Torino. E’ il primo caso al mondo di procedimento penale che coinvolge il motore di ricerca per la diffusione di contenuti web.

Luca

Categories: internet Tags: ,

Sono sbruffone e me ne vanto

February 23rd, 2010 No comments

Formigoni in Lombardia ed Errani in Emilia Romagna sono probabilmente ineleggibili.
La questione sta finalmente venendo fuori in modo serio ed uno dei protagonisti risponde facendosi beffe di chi lo critica.

Luca

Via | Pippo Civati

Categories: politica Tags: