A Pescomaggiore, vicino all’Aquila, dopo il terremoto gli abitanti si stanno costruendo le case da soli.
Muri interni di legno, muri esterni di balle di paglia intonacate.
A Pescomaggiore ci abitano in 45 persone, tutte piuttosto anzianotte.
La Protezione civile le avrebbe distribuite in quartieri dormitorio di nuova costruzione.
Il paese, come tanti altri, sarebbe morto.
Così è nato il progetto EVA, totalmente autofinanziato, con cui gli abitanti di Pescomaggiore intendono ricostruirsi le case per loro e per chi vorrà andare a vivere là.
E’ possibile contribuire con donazioni o, se siete idraulici, elettricisti, carpentieri od operai specializzati, andando direttamente a dare una mano.
Oggi la salute, fisica e mentale, non mi assiste, quindi non riesco a fare una disanima del keynote di ieri sera di Steve Jobs.
L’unica cosa che ho capito è che le mie speranze per ora sono rimaste vane, nel senso che è stato prestentato soltanto un nuovoa aggeggio fichissimo, ma quello che ci riusciremo a fare non è ancora chiaro.
La mia impressione è che come e-book reader l’iPad non sarà da preferire al Kindle, in quanto quest’ultimo ha lo schermo passivo e non stanca nella lettura.
Se mi dovessi sbilanciare direi che l’iPad sarà un gingillo molto carino per fare giocare chi se lo potrà comprare e la gente continuerà ad usare computer ed iPhone.
Il mondo dell’editoria e della distribuzione digitale sta vivendo un tale momento di crisi che l’attesa per la presentazione di Steve Jobs di stasera è febbrile, quasi delirante.
Il CEO di Apple non presenterà probabilmente soltanto il nuovo Tablet Mac (iPad, iSlate, iCoso?), ma tutto un sistema di produzione e distribuzione di contenuti che ruoterà intorno ad una piattaforma a cui probabilmente si accederà tramite iTunes.
Da Steve Jobs potrebbe venire quindi una proposta interessante per i produttori di contenuti, per i distributori e per chi dei contenuti poi ne usufruisce.
Insomma, il Tablet Mac potrebbe essere l’hardware, splendido e fichissimo, per presentare un nuovo modo di accesso a musica, film e libri.
Parallelamente potrebbe essere presentato un servizio per ascoltare musica in streaming (iCloud) da iPhone o Computer sullo schema di quella che fa Dada negli USA con il nuovo Play.me.
Di carne al fuoco ce ne è tanta, quindi.
L’impressione è che stasera possa essere impressa una svolta importante nella definizione di un modello sostenibile per la fruizione di contenuti in rete.
Volenti o nolenti, siamo un po’ tutti nelle mani di Steve Jobs.
Mi chiedo quanto può essere cretino e megalomane un amministratore che pensa di candidare Venezia per ospitare le Olimpiadi del 2020.
Stiamo parlando di Venezia, ok?
Venezia, accantonata l’idea di centrare l’Olimpiade su una Marghera senza Petrolchimico, ha scelto la terraferma di Mestre per ospitare il 60% degli eventi e in particolare il quadrante di Tessera, terre vergini attorno all’aeroporto “Marco Polo”. A Tessera si allargheranno i 320 mila metri quadrati del Villaggio olimpico e il centro media, si costruirà uno stadio da 80 mila posti riducibili a evento finito, più due nuove arene al chiuso. Dopo molte insistenze, per garantire a Venezia il fascino dell’Olimpiade nella città storica, il comitato guidato dal manager Federico Fantini, già Benetton e Infostrada, ha ipotizzato il passaggio della maratona a fianco di piazza San Marco e ha scelto il Lido per golf, ciclismo, vela e nuoto in acque libere. Quindi ha chiesto l’aiuto a due città di tradizione sportiva come Treviso e Padova affidando il calcio a stadi lontani come Udine e Verona (ma anche San Siro). Bello il progetto di viabilità integrata tra metro, treni leggeri, alta velocità, tapis roulant e subway (nel senso che si viaggia sotto la laguna).
Voglio vedere che succederebbe se davvero venisse scelta Venezia.
Che Bertolaso fosse un venditore di fumo degno emulo del suo principale sponsor politico ne avevamo il sospetto.
Ora ne abbiamo la riprova.
La Clinton lo ha definito “Monday morning quarterback” (quarterback del lunedì mattina), ricordandogli che Haiti non è propriamente paragonabile ad una cittadina della provincia italiana.
Pat Metheny ha pubblicato un disco solista che si chiama “Orchestrion“.
Il più geniale chitarrista dei nostri tempi ha costruito tutto un sistema per suonare un numero incredibile di strumenti tramite la chitarra.
Il controllo è elettronico, ma gli strumenti che suonano sono acustici.
Del tipo che suona la chitarra e si muovono i martelletti del piano o le bacchette della batteria.
Pat Metheny si è ispirato agli Orchestrion, le macchine ottocentesche che suonavano da sole.
E’ una follia, ma lui può fare anche questo.
A Marzo sarà in tour in Italia, il 16 a Firenze al Saschall (ma i biglietti sono già quasi finiti).
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