Avevamo i nostri buoni motivi

Non è che fossimo tutti scemi.
Quando accusano i cattolici della mia generazione di essersi fatti irretire dalla fisicità e dalla capacità comunicativa di Giovanni Paolo II si scordano della sostanza.
Si scordano che quel Papa, nonostante le sue rigidità, ci ricordò che essere cristiani è soprattutto una cosa bella e piena di speranza, che rivaluta e non sacrifica l’uomo.

Quando, nell’omelia del suo funerale, senti l’allora cardinale Ratzinger, parlare di una Chiesa sola, sballottata in mezzo al mare in tempesta dei tempi moderni, restai di sasso.
Non si potevano trovare parole più inadeguate per il funerale di Papa Wojtyła.
Questo pensai.
Dispiace, ma è così.

La cosa che ci manca è la speranza.
Non eravamo scemi a seguire Papa Wojtyła.
Avevamo i nostri buoni motivi.

Luca

10 thoughts on “Avevamo i nostri buoni motivi”

  1. condivido la nostalgia per l’individuo Wojtyła e per la figura di un pontefice che aveva stabilito coi giovani un rapporto speciale

    l’elezione di questo papa è stata una doccia fredda sulla via della modernizzazione di una chiesa che per fortuna, nelle strade e nella realtà, è ben diversa dal medioevo di ratzinger teologo

  2. Vorrei discutere su temi “forti” riguardo ai quali ci sono oggettive differenze di pensiero tra giovanni paolo II e benedetto XVI

  3. @P Delpra’
    Poche differenze, credo, per i temi “forti” che ovviamente sono soltanto la bioetica ed i morti viventi.
    Per quanto riguarda la vita vissuta ci arrangiamo da soli.
    GPII aveva un po’ più di speranza nell’uomo.
    Tutto qui.

  4. non sono sicuro… sono convinto che la differenza sia sostanzialmente comunicativa. e che noi che avevamo pochi anni quando quell’omone polacco divenne Papa siamo abituati a quel tipo di comunicazione e fatichiamo a capirne un’altra.
    parlavo nei giorni scorsi con un sacerdote, che sottolineava la tendenza modernizzatrice in una serie di questioni interne alla Chiesa, che fino a che non sbocciano in qualcosa di eclatante noialtri (per quanto praticanti) facciamo fatica a vedere.
    riguardo all’omelia di ratzinger, che a me ovviamente (e non per bastiancontrarismo, ma perchè abbiamo due modi diversi di vedere la vita) piacque assai, mi permetto solo di ricordare che la Chiesa da tempo attendeva quel momento, e i fedeli erano effettivamente gregge senza pastore. certo era un discorso “hic et nunc”, ma come tale – secondo me – andrebbe considerato.

  5. “tendenza modernizzatrice” nella Chiesa di Benedetto XVI a me pare una cosa totalmente stonata dal contesto.
    Dal mio punto di vista siamo tornati indietro di un bel po’.
    Senza considerare le gaffes vere o presunte.

    E’ vero, ci eravamo abituati al modello comunicativo di GPII, ma che ci dobbiamo fare?
    Del resto, chiariamoci, non è che stiamo parlando di un Papa che facesse i fuochi di artiicio.
    Si limitava a far sembrare la vita una cosa bella e positiva piuttosto che farci maledire il giorno in cui siamo venuti al mondo.

    Ma queste sono sensazioni e non possono che essere molto soggettive.

  6. Non volevo in alcun modo criticare la tua posizione.
    Solo esprimere un punto di vista che non voleva negare di un millimetro il tuo giudizio positivo su GPII, ma cercare di trovare motivi per stimare qualche microgrammo in più benedetto xvi.

    non so quali siano i “passi indietro”, se non nelle forme… di sicuro mi veniva segnalata una importante apertura ai preti uxorati, ciò che potrebbe favorire la ricucitura dello scisma anglicano e nello stesso tempo aprire una porta al matrimonio dei preti.

  7. ogni tanto ci vuole…
    poi magari domani, verrò con il capo cosparso di cenere a dire “avevi ragione”

  8. Ciao a tutti, curiosavo un po’ qua e là e mi sono imbattutto in questo post, rimanendo un po’ interdetto. Sono molto affezionato al Venerabile Giovanni PaoloII (sono nato in sede vacante, visto che Woytila fu eletto una settimana dopo che io nascessi), ho vissuto momenti indimenticabili come la GMG 2000 a Roma o l’udienza generale degli scout pochi mesi prima della sua morte, quando ormai era minato dalla malattia ma nei suoi occhi brillavano la Verità e la Speranza.

    Quello che non capisco è come si possa trovare una discontinuità fra i due pontificati, anche alla luce del fatto che l’allor cardinal Ratzinger fosse uno dei prelati di fiducia di Giovanni Paolo II. Non capisco inoltre come risulti scandaloso parlare di “…una Chiesa sola, sballottata in mezzo al mare in tempesta dei tempi moderni…”, visto che è sistematicamente attaccata da chiunque, perseguitata in tutto il mondo quanto nessun altra confessione religiosa.

    Credo che Benedetto XVI stia giustamente centrando l’attenzione sull’Avvenimento principale del cristianesimo, che è semplicemente Cristo.

    A parer mio molte delle critiche vengono proprio per scarsa conoscenza di ciò che dice effettivamente il Papa, e sono frutto di una interpretazione filtrata (è più facile leggere un articolo su quello che dice il Papa piuttosto che leggere direttamente il discorso).

  9. @reddy78
    Speranza contro angoscia di vivere.
    Non abbiate paura contro abbiate molta paura.
    Poi, se scavi, ovviamente il messaggio è lo stesso.
    Ma lo puoi presentare in mille modi.
    I due papi, pur senza discontinuità, hanno una visione della vita che a volte pare contrastante.

    Vero che quasi nessuno legge i testi originali.
    Va anche detto che sono scritti in modo che a nessuno venga mai voglia di leggerli.
    Se ci vogliamo far capire sarebbe anche necessario scrivere in modo che gli altri capiscano.

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