Vivevamo un momento storico

muro
Nel 1989 avevo quindici anni, frequentavo il liceo ed iniziavo a prendere coscienza che intorno a me c’era tutto un mondo spesso molto distante dalla mia esperienza quotidiana.
La cortina di ferro, il comunismo, il grigiore dei paesi dell’est erano per me soltanto immagini e sensazioni, privi di qualsiasi significato politico o sociale.
La mia irrequietezza e ribellione adolescenziale facevano si che di tutti gli aspetti dei regimi comunisti ce ne fosse soprattutto uno che me li faceva sembrare orribili.
L’impossibilità di muoversi liberamente, imposta alle persone, questa era la cosa che detestavo di più di quei regimi.

L’idea che io potessi non essere libero di viaggiare, nonostante comunque non lo facessi, era una cosa che mi sdegnava.
In questo, il Muro era il simbolo massimo di questa privazione.

Il 1989 fu un anno di stravolgimenti, si capiva che stava succedendo qualcosa di grande.
Guardavamo i telegiornali e mia mamma ripeteva continuamente a me e ai mie fratelli:
“Ma vi rendete conto? Stiamo vivendo un momento storico”.

I regimi cadevano, i popoli si liberavano e mia madre continuava a dirci che vivevamo un momento storico.
Noi ridacchiavamo, la prendevamo in giro, ma ci rendevamo conto che aveva ragione.

Quando, il 9 Novembre di 20 anni fa, la gente iniziò ad attraversare il Muro senza soldati che li fermassero, fu come tirare un sospiro di sollievo.
Finalmente quelle persone potevano muoversi liberamente.
In qualche modo tornarono ad essere libere.

Nella mia mente di quindicenne irrequieto quella riconquista del proprio diritto al movimento era la dimostrazione che effettivamente avevamo vissuto un momento storico.
E quel giorno di Novembre, anche se forse non ne siamo consapevoli, è stato probabilmente il più bel giorno vissuto dalla nostra generazione.

Luca

Foto | Monumento a Peter Fechter

Per il blog dei Mille

One thought on “Vivevamo un momento storico”

  1. Ho l’espressione di Mamma impressa negli occhi e nelle orecchie. Io non sapevo e non capivo niente di quello che stava succedendo e di cosa vi fosse dietro. Ma percepii sensibilmente l’importanza e la grandezza di quello che accadeva, che andava oltre al gioco di prenderla in giro, ripetendo ogni cinque minuti “Ma vi rendete conto del momento storico che stiamo vivendo?”.
    Grazie Luca, mi hai regalato un gran bel post.

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