Pendolari brava gente

Da un po’ di tempo non sali più nel bus al capolinea, ma ti porti avanti con la bici per riuscire a tornare a casa un po’ prima.

Fai segno all’autista, lui accosta, tu sali e qui inizia ogni giorno la stessa scena pietosa.
Devi elemosinare un posto a sedere.
I posti non mancherebbero.
Questo se i tuoi simpatici compagni di viaggio non occupassero il posto vuoto che hanno di fianco.

Quindi ti fai in su ed in giù il corridoio centrale del bus per una paio di volte.
Nessuno fa cenno di spostare la giacca o la borsa che occupa il posto vuoto.
Alcuni leggono, altri telefonano, altri ancora fanno finta di dormire.
I migliori sono quelli che fanno “micio micio” sotto il seggiolino e poi ti chiedono se per caso tu abbia visto passare un gatto rosso, maschio, 6 kg, molto socievole che risponde se lo chiami Pippi.

Tenti di sistemarti nell fila in fondo, ma ci sono due che stanno pomiciando e si mettono a gridare “Aiuto! Un Maniaco!” quando provi ad infilarti nel posticino nell’angolo.
La cosa buona è che hai trovato Pippi e lo puoi riportare al propietario che vorrebbe tanto farti sedere, ma ora ha la gabbietta da sistemare sul seggiolino.

Alla fine, mentre ti stai sdraiando nel ripiano portavaligie, un signore pietoso ti fa cenno che c’è un posto libero accanto a lui.
Si scusa per non essersene accorto prima, ma stava parlando al telefono con il suo broker e non poteva interrompere.

Non è facile la vita del pendolare che sale alle fermate intemedie.

Luca

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