Bla bla bla

Dal Corriere:

La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana.

Alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo in questo periodo hanno evidentemente poco lavoro.

Ora togliete il globo che giace sopra l’armadietto perché potrebbe offendere quelli che ancora seguono la teoria tolemaica.
Poi via il velo delle ragazze islamiche, via le borchie dei ragazzi metallari, via la fedina dei ragazzi fidanzati e via il ciuffo davanti agli occhi dei ragazzi emo.
E tutti avanti verso un monoconformismo in cui nessuno neppure prende la parola per paura di offendere qualcun altro.

Che due palle.

Non sto dicendo che sia più o meno giusto togliere la croce dalle aule.
Non lo so, forse hanno ragione i parrucconi di Strasburgo.
Dico che la tolleranza è un’altra cosa.

Luca

11 thoughts on “Bla bla bla”

  1. Certe cose l’Europa non sa più come cercare di farcele capire. Purtroppo è fatica sprecata.

  2. a prescindere dagli effetti diretti, che trovo sinceramente poco preoccupanti, visto che non credo che l’assenza del crocifisso per un cattolico da un locale non ne comporti l’immediata oblescenza del proprio credo religioso, mi pare che la sentenza sia – tecnicamente – scritta in modo indecente. potremmo ridurre i giudici a strasburgo, e usare meglio quei soldi?

  3. @yetiste
    Boh, indecente non mi sembra. Da un punto di vista razionale temo che abbiano ragione.
    Poi discutiamo sulla tradizione, ecc ecc, ma formalmente penso ci sia poco da obiettare.

  4. @Luca: personalmente non penso che la tradizione, ecc. si cancelli solo con il crocifisso tolto da aule, ospedali, ecc… penso però che una sentenza così formulata potrebbe essere usata da chi fa della “cristianità” una crociata politica per cercare di negare altre forme di religiosità evidenti e che potrebbero essere considerate irrispettose dell’altrui sensibilità formativa… e francamente questo mi spaventa.

  5. @lucacicca
    speriamo di essere eccessivamente pessimisti… non mi piacerebbe nulla. anche perchè poi partirebbe una lotta senza quartiere di ciò che è rispettoso, ciò che non lo è, con il rischio (certamente ora sembrano perversioni mentali, sono il primo a pensarlo) che si torni all’iconoclastia…

  6. @yetiste
    Dai, non esageriamo.
    La gente non va più in Chiesa non per colpa dei crocifissi esposti o non esposti.
    Lo stato laico è forse la migliore garanzia per tutte le religioni.

  7. mi sono spiegato male, per la mia solita furia…
    ho già dato per assodato il fatto che togliere il crocifisso in luoghi pubblici non toglie nè aggiunge alla effettiva religiosità delle persone (altrimenti detto: meglio perdere che trovare i cristiani che smettono di esserlo non vedendo più il segno della loro religione).
    lo stato laico è certamente la migliore garanzia per tutte le religioni, prima tra tutte quella cattolica. in italia, in particolare, dove abbiamo avere il Vaticano come vicino di casa.
    la mia iperbole era volta solo a domandarmi quale possano essere i limiti del “rispetto per l’altrui religione”. (e non pensavo esclusivamente “ai danni” esclusivamente della religione cristiana: diverse sono le religioni in Italia che esternano i propri simboli religiosi, anche se certamente quella cristiana è la più diffusa).

  8. Credo che il problema non sia esternare la propria appartenenza, quanto lo siano i luoghi dove farlo. La scuola no. Per strada voglio sperare che nessuno ti impedisca di indossare un crocifisso o la maglietta di Marylin Manson

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