Un Simone Neri qualunque

Nella dimenticata tragedia di Messina, poco di moda perché lì le casette in legno non le costruirà nessuno, c’è anche una storia di grande coraggio.
Un uomo qualunque, trentenne, già in salvo dall’alluvione, si mette a salvare altre persone.
Ne salva otto.
Poi muore.
Si chiamava Simone Neri.

E’ lui, sottocapo di prima classe della Marina, che – secondo diverse testimonianze, a cominciare da quella della sua fidanzata – nonostante fosse in salvo dal nubifragio ha raccolto le molte richieste di aiuto che sentiva attorno a sè fino a lasciarci la vita.

Simoe ha cominciato a portare in salvo parenti e persone accompagnandole sul tetto di una casa. Ha salvato uomini, donne, per otto volte. Poi alle 21 l’ultima telefonata alla fidanzata «C’è un bambino che piange, vado a salvarlo. Qualsiasi cosa succeda, ricordati che io ti amo». E’ stata l’ultima sua frase d’amore. Poi è morto.

Nessun funerale di stato per lui.
Li abbiamo esauriti per Mike e per Alberto Sordi.

Su Messina scrive oggi Francesco La Licata.

Luca