Novanta secondi di orgoglio civico

Su Internazionale di questa settimana c’è un articolo di Henry Porter pubblicato su The Observer.
Si intitola “Novanta secondi di orgoglio civico” e spiega, nonostante qualche inesattezza, come mai sia impossibile pensare Siena senza il Palio.

Porter dice anche che il rispetto collettivo che i senesi hanno per sé stessi è un modello che andrebbe preso ad esempio.

L’articolo originale in inglese lo trovate sul sito dell’Observer.
Tra i commentatori molti criticano lui e la crudeltà del Palio, a dimostrazione di quanto sia difficile riuscire a raccontare Siena e la sua festa.

Luca

10 thoughts on “Novanta secondi di orgoglio civico”

  1. la storia si ripete, luca…

    sinceramente, mi auguro che aumenti la gente che si disgusta e che diminuisca conseguentemente la tempesta mediatica, la folla in campo, ecc… almeno – anche per l’Assunta – si riesce ad entrare da via duprè senza troppi spintonamenti…

  2. quando non corre la mia, e/o la nemica porto sempre amici e colleghi extra moenia a gironzolare per la citta` il giorno del palio e poi entriamo in piazza. nella settimana precedente li istruisco raccontando regole scritte (e non), e soprattutto dando avvertenze basilari del tipo: non fare battute, MAI. non intralciare il passaggio di contradaioli. il contradaiolo ha SEMPRE ragione. etc etc
    Le reazioni sono le piu`disparate e sorprendenti, ma vi assicuro che tutti imparano ad amare e rispettare il Palio, la senesita` ed i senesi. Provare per credere.

    p.s. a chi dice che non sono una senesona doc, speriamo a luglio si ripurghi :p

  3. eleonora, lo stesso faccio io (che non sono senese doc, ma semplicemente nipote di quasi senese, per cui non importa se corre o meno la nemica). sono quasi trent’anni che vado al palio, sempre con amici e parenti. il mio riferimento era a quanti arrivano credendo si tratti semplicemente di un fenomeno di folklore, senza capirne lo spirito.

    Luca: recentemente, vedo una tendenza a svilire il senso del Palio (non mi riferisco quindi all’articolo dell’Observer): ad esempio, la diretta rai è decaduta in un modo indicibile. D’accordo, la mossa estenuante… ma quello che ho dovuto sentire il 16 (non ho potuto entrare in campo per questioni di salute) era davvero imbarazzante. condivido pienamente la tua posizione se si tratta di “buona informazione”!

  4. @yetsite: sisi capisco, tranquillo giocavo. e nel giocare volevo dare un consiglio ai lettori del blog, in generale senza rimbrotti. 🙂

  5. @Eleonora: ma cosa è la senesità? io mi ci scervello, da senese, e non riesco a trovarla. E perchè il contradaiolo ha sempre ragione? anche questa cosa io veramente non la capisco.

    E Siena e il Palio sono la stessa cosa? Io non penso, e soprattutto non penso che chi ami il Palio ami sempre Siena: basta vederla adesso la città soffocata ovunque da valanghe di cemento senza senso e senza garbo che la rendono più brutta e volgare e nessuno che dica niente, è questo il rispetto che i Senesi hanno per se stessi?
    Ma come scriveva Calvino nel “le città invisibili”: “è l’umore di chi la guarda che dà alla città la sua forma”.
    Siena è anche come l’ha scritta Tozzi, e basta leggerlo e poi camminarci dentro per vedere un’altra città, almeno per me quella vera:

    “viene subito alla vista un gran rigonfio di case; e, dentro, la cattedrale. In Fontebranda, le case invece si biforcano, lasciando in mezzo uno spazio vuoto. Stanno come attaccate e schiacciate sotto la cattedrale, a strapiombo su gli orti e sulla campagna. Poi si abbassano sempre di più fino a sparire, sotto una balza; e allora si vedono soltanto i loro tetti. Quelle più grosse reggono le altre; e non è possibile capire dove siano le vie; perchè le case paiono separate l’una dall’altre da spacchi e da tagli quasi bizzarri, alla rinfusa; a crocicchi rasenti, contrari, di tutte le lunghezze, e di tutte le specie. E i tetti in quelle picce e in quegli arrembamenti, in quelle spezzettature di ogni forma, sono sempre più rari di mano in mano che le case si spargono per le chine. La campagna era di un’ampiezze, che non finiva mai; e, Siena, in quel silenzio, quasi tacitutno ma soave, sembrava quasi tutta raccolta in se stessa e inaccostabile. Mentre le cime più lontane, fino alle Cornate di Gerfalco, si sbandavano e riempivano l’orizzonte sperduto.”

    “Mentre i tetti delle tre vie, che s’annodano insieme a porta Ovile, scendevano, pendendo tutti da una parte; come se le case non potessero stare dritte. Un pezzetto d’una delle vie assomigliava a un baratro pietroso; e una donna, ferma, vi sembrava rinchiusa”

    Quando penso a Siena e al Palio mi sembra di essere io quella donna.

  6. @Marco Angio
    Grazie, Marco… ricordare Calvino in quello che considero il suo capolavoro è sempre una boccata di freschezza per me.

    p.s. non avevo letto “tre croci” ma leggere su questo blog “Gerfalco”, ridente frazione del comune dei miei avi, mi fa sentire quasi più a casa…

  7. @Angio, hai ampliato un po’ il discorso e la faccenda si complica. Condivido moltissimo di quello che dici e alla prima occasione sara` un piacere riprendere ed approfondire il discorso. Al momento mi limito a rispondere alle domande (solo per motivi di tempo):
    -cosa e` la senesita`? Bo. una cosa e` certa il rapporto del senese con la sua citta` e di amore e odio (come per la maggior parte delle persone). A questo il senese aggiunge la GELOSIA (non so esplicitare molto bene il concetto, sorry). Un’altra cosa e` certa: siena non implica palio e contrada, ma palio e contrada implicano siena (in matematichese stretto)….
    -‘il contradaiolo ha sempre ragione’: nel senso che ci sono delle regole, spesso non scritte, e se non le si seguono, non si puo` pretendere l’assoluta calma del contradaiolo, soprattutto nello stato alterato in cui si trova nei giorni di palio. Esempio: il visitatore si compra il fazzoletto dell’istrice perche` gli pare bellino e attraversa il corteo della lupa che entra in piazza per la prova. Inevitabilmente l’ignaro si becca del gazzilloro e del contadino.
    Ora, cosa conviene fare all’ignaro visitatore? stare zitto! per non incorrere in ulteriori incidenti. In questo senso a chi porto a siena nei giorni di palio do l’avvertenza: ‘il contradaiolo ha ragione’. Non e` possibille che il visitatore conosca tutti gli usi e costumi, e per la sua salvaguardia e` bene che abbozzi se qualche contradaiolo bontrola (altro esempio calzante e` chi in piazza si mette i bimbi in spalla) etc etc. Poi si puo` discutere sul fatto che, molto spesso, i senesi stessi si approfittino di questo loro stato sfociando nella maleducazione gratuita…..

Comments are closed.