Il bambino e la bara

Inutile invocare il rispetto per il dolore di un bambino.
Ormai, quella foto in cui con una mano accarezza la bara del padre e con l’altra si copre gli occhi che piangono è diventata un’icona.
La foto è stata pubblicata da tutti ed ovunque, anche nel New York Times.

Io non l’avrei pubblicata.
Si può pubblicare la foto di un morto in battaglia, non quella di suo figlio che piange.

Ormai è andata.
Il bambino è diventato suo malgrado un’icona.

Di certo le sue lacrime, confrontate con quelle degli uomini seduti in prima fila, fanno venire rabbia.

lacrimecoccodrillo

Luca

4 thoughts on “Il bambino e la bara”

  1. a proposito di servizi sul dolore delle vittime, qualche sera fa (mi pare venerdi`) a studio aperto hanno mandato in onda un servizio allucinante sul sergente maggiore Valente. Entrando nel profilo FB del sergente, hanno mostrato i messaggi scambiati fra lui e gli amici e soprattutto fra lui e la moglie (meglio se in riferimento al figlio).
    Ora ovviamente il giornalista puo` ripararsi dietro al fatto che evidentemente il profilo del sergente e` pubblico.
    A me il suddetto professionista fa schifo lo stesso, come fa schifo la morbosita` della gente (e mi ci metto un po’ anche io, che ho resistito troppo a lungo alla vocina che diceva ‘cambia canale’).
    ma come si fa a violentare le persone in questo modo?!

  2. Studio Aperto: basta la parola.
    Anche se, chi pubblica informazioni sui social network è evidentemente disposto a condividerle con amici. Starebbe a questi amici non cedere a terzi le informazioni private.

  3. Le lacrime del bambino fanno venire veramente una gran rabbia. Personalmente non so che pensare, ma mi viene da dire che forse era giusto pubblicarla, perchè ripropone alla collettività, in modo ancor più tragico e prepotente, delle domande che è giusto farsi: perchè facciamo la guerra in un luogo dove il desiderio di democrazia non viene dal basso? Non si può andare a combattere per far nascere una democrazia dal nulla.
    L’italia è diventata libera e democratica dopo un lungo processo interno. Per arrivare all’unità ci sono volute tre guerre di indipendenza ed il sogno Mazziniano a tardato a realizzarsi anche perchè la maggior parte del popolo non ne aveva ancora desiderio.
    L’italia si è liberata dal nazi fascismo, grazie alla “potenza degli alleati”, ma se non ci fosse stata una resistenza, probabilmente le cose non sarebbero andate bene.

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