E’ come chiamare i carabinieri e ti dicono che sono finiti

Miriam ha scritto insieme ai suoi genitori una lettera alla Gelmini, l’altezzoso e sprovveduto Ministro dell’Istruzione.
La storia la pubblica La Stampa di oggi.

Mi chiamo Miriam. Sono una bambina di otto anni anzi quasi nove. Non avrei mai pensato di trovarmi un giorno, così presto, a dover difendere il mio diritto ad avere una maestra, come tutti gli altri.
Si avete capito bene. Faccio parte di quelli chiamati disabili o diversamente abili. E io invece chiamerei tutti ugualmente diversi.
Io quest’anno sarò in classe con tutte le mie compagne e le mie maestre. Io poi ne ho due un po’ speciali che gli altri bambini non hanno. A causa della mia sindrome sono un po’ più lenta nel fare le cose. Perciò ho bisogno di essere aiutata così posso fare tutto con i miei compagni e come i miei compagni. Quest’anno però c’è un problema. A causa della “riforma Gelmini” la compresenza nella mia classe è sparita. Ed io su 29 ore di scuola ne ho ben 8 senza la mia maestra. Io non sto chiedendo un favore. Voglio la mia maestra. Non voglio altro.
E’ come chiamare i carabinieri e ti dicono che sono finiti. O andare all’ospedale perché hai due gambe rotte e te ne aggiustano solo una perché hai finito i soldi. O che i vigili del fuoco arriveranno l’anno prossimo. Ma io non posso aspettare. Io devo andare a scuola quest’anno. Il ministro Gelmini venga nella mia scuola.

Eccola la fantastica riforma della scuola.

Luca