A calci nel culo

Il parlamentare europeo del PDL Enzo Rivellini è intervenuto parlando in dialetto napoletano per cercare (così dice lui) di attirare l’attenzione su quello che diceva (per altro banalità).
Ovviamente nessuno ha capito una parola, visto che la traduzione dal napoletano non è prevista nel parlamento.

Scusate.
Mi vergogno io per lui.

Luca

7 thoughts on “A calci nel culo”

  1. Comunque ha letto in napoletano cio che immediatamente prima ha esposto in italiano e sinceramente non mi è sembrata una provocazione tanto “vergognosa”.

  2. Ma infatti è stata una provocazione, in più durata 2min e 1/2 e con entrambe le “traduzioni”.

  3. Credo che il tempo concesso fosse di un minuto. Se tutti fanno come lui…
    Inoltre parli e nessuno capisce niente e ti prende per il culo.
    Boh, non capisco il senso della cosa.

  4. Ricordo che simile esperimento fu di Capanna, in occasione delle prime sedute del parlamento: il suo fu un discorso tutto in latino, e a braccio…. se non erro fu portato fuori di peso dall’aula (ma non ricordo se questo avvenne in altra occasione)

  5. io invece condivido la provocazione, peraltro tengo a precisare che il napoletano non è un dialetto, ma una lingua, era quella ufficiale del Regno delle due Sicilie, infatti sino a Garibaldi tutti gli atti erano scritti in questa lingua. Di recente anche l’Unesco ha riconosciuto lo status di patrimonio culturale dell’umanità alla lingua napoletana da tutelare.
    saluti

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