Se c’è una piaga interna alla Chiesa, anche quella senese, è la maldicenza.
Riporto integralmente e sottoscrivo quanto scrive oggi Gad Lerner nel suo blog:
Non sapevo che girassero pure le veline, recapitate addirittura a tutti i vescovi italiani, ma mi erano ben note le voci diffamatorie circolanti su Dino Boffo.
In seguito al loro utilizzo da parte del “Giornale”, esse sono divenute oggi uno sgradevole caso politico. Ma ciò non toglie che esista un problema, all’interno della Chiesa, che la rende soggetta alle iniziative meno trasparenti di soggetti a lei esterni. Mi riferisco al fatto che per anni, se non decenni, la censura (e l’autocensura) imposta al dibattito interno ha favorito il dilagare di una pratica deplorevole qual è la maldicenza.
Troppe volte mi è capitato di ascoltare in privato insinuazioni sull’interlocutore ecclesiale -laico o sacerdote, non importa- nei confronti del quale si esitava a esprimere le divergenze. Insinuazioni spietate; tragedie familiari spacciate come prova di scarsa moralità; e poi naturalmente l’omosessualità brandita come accusa.
E’ giusto che lo si sappia: l’ingiusto supplizio cui viene sottoposto oggi Dino Boffo è figlio anche di una Chiesa incapace di discutere, e perciò incattivita nella maldicenza. Era già scritto che prima o poi se ne sarebbe approfittato qualche mascalzone esterno al suo mondo.
Alla fine BlogBabel è morto.
Era ormai almeno un anno che giaceva moribondo.
Pensare che qualcuno possa comprarselo per cinquemila euro mi sembra ottimistico.
Vedremo.
E cosi siamo allegramente arrivati al fondo dello squallore.
Non contenti di essere giunti a toccare il punto più basso, ora iniziamo a scavare nel fango per cercare di capire se sia possibile andare ancora più giù.
Il gioco fatto da Feltri contro Boffo, il direttore di Avvenire colpevole di aver lievemente criticato la condotta morale del nostro puttaniere del consiglio, è tanto vile quanto ridicolo.
D’Avanzo scrive che l’informativa con la quale si dimostrerebbe la condanna di Boffo sarebbe una patacca talmente evidente che Feltri non può aver agito in buona fede.
Qui non siamo più nel giustizialismo.
Ormai siamo arrivati al regime che si inventa accuse false pur di denigrare chi lo mette in discussione.
Ancora due riflessioni.
Secondo Feltri “Il Boffo è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla onde lasciasse libero il marito con il quale Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione”.
Se ne deduce quindi che gli omosessuali sono schedati dalla polizia in quanto omosessuali.
Per finire.
Boffo, moderno moralizzatore capace di velenosissime invettive contro chi non la pensa come lui, potrebbe forse far tesoro di questa vicenda per ricordarsi che forse chi semina vento alla fine raccogie sempre tempesta.
E che alla fine, tutto quello che scrivi non vale niente se non hai la carità.
I giornali online ed i telegiornali hanno dato grande risalto alla storia del presunto manifesto leghista che invita a torturare gli immigrati.
Il manifesto è una vignetta di Mauro Biani del 2004 che intendeva prendere in giro la deriva razzista della Lega.
La vignetta era stata ripresa da un militante leghista ed usata per aprire un gruppo su Facebook a cui qualcuno avrebbe iscritto anche Bossi e Cota.
Ovviamente i due non ne potevano sapere niente e appara cretino pensare che due politici navigati avessero potuto fare una sciocchezza del genere.
Le redazioni, invece ci sono cascate ed hanno trovato uno scandalo dove non c’è.
Il problema vero forse è che FaceBook è diventato un tale marasma che è consigliabile non iscriversi a gruppi dei quali poi non seguiamo l’evoluzione.
Domani vi potrebbero “accusare” di essere iscritto ad un gruppo nel quale era stata pubblicata una cosa razzista o diffamatoria.
Forse val la pena lasciarli proprio perdere i gruppi su FaceBook.
E sono già passati cinque anni dalla morte di Enzo Baldoni.
Ancora non hanno nemmeno potuto seppellirlo, visto che non siamo nemmeno stati in grado di farci restituire il corpo.
( ) Ordunque, trascurando il fatto che io sono certamente immortale, se per qualche errore del Creatore prima o poi dovesse succedere anche a me di morire – evento verso cui serbo la più tranquilla e sorridente delle disposizioni – ecco le mie istruzioni per l’uso. La mia bara posata a terra, in un ambiente possibilmente laico, ma va bene anche una chiesa, chi se ne frega. Potrebbe anche essere la Casa delle Balene, se ci sarà già o ci sarà ancora. L’ora? Tardo pomeriggio, verso l’ora dell’aperitivo.Se non sarà stato possibile recuperare il cadavere ( ) andrà bene la sedia dove lavoro col mio ritratto sopra.Verrà data comunicazione, naturalmente per posta elettronica, alla lista EnzoB e a tutte le altre mailing list che avrò all’epoca. Si farà anche un annuncio sui miei blog e su qualsiasi altra diavoleria elettronica verrà inventata nei prossimi cent’anni.Vorrei che tutti fossero vestiti con abiti allegri e colorati.Vorrei che, per non più di trenta minuti complessivi, mia moglie, i miei figli, i miei fratelli e miei amici più stretti tracciassero un breve ritratto del caro estinto, coi mezzi che credono: lettera, ricordo, audiovisivo, canzone, poesia, satira, epigramma, haiku. Ci saranno alcune parole tabù che *assolutamente* non dovranno essere pronunciate: dolore, perdita, vuoto incolmabile, padre affettuoso, sposo esemplare, valle di lacrime, non lo dimenticheremo mai, inconsolabile, il mondo è un po’ più freddo, sono sempre i migliori che se ne vanno e poi tutti gli eufemismi come si è spento, è scomparso, ci ha lasciati. Il ritratto migliore sarà quello che strapperà più risate fra il pubblico. Quindi dateci dentro e non risparmiatemi. Tanto non avrete mai veramente idea di tutto quello che ho combinato.Poi una tenda si scosterà e apparirà un buffet con vino, panini e paninetti, tartine, dolci, pasta al forno, risotti, birra, salsicce e tutto quel che volete. Vorrei l’orchestra degli Unza, gli zingari di Milano, che cominci a suonare musiche allegre, violini e sax e fisarmoniche. Non mi dispiacerebbe se la gente si mettesse a ballare. Voglio che ognuno versi una goccia di vino sulla bara, checcazzo, mica tutto a voi, in fondo sono io che pago, datene un pò anche a me.Voglio che si rida – avete notato? Ai funerali si finisce sempre per ridere: è naturale, la vita prende il sopravvento sulla morte -. E si fumi tranquillamente tutto ciò che si vuole. Non mi dispiacerebbe se nascessero nuovi amori. Una sveltina su un soppalco defilato non la considerei un’offesa alla morte, bensì un’offerta alla vita. Verso le otto o le nove, senza tante cerimonie, la mia bara venga portata via in punta di piedi e avviata al crematorio, mentre la musica e la festa continueranno fino a notte inoltrata.Le mie ceneri in mare, direi. Ma fate voi, cazzo mi frega.
Non so se qualcuno l’abbia già fatto, ma secondo oggi se ne scappa fuori un buontempone che propone Fini come segretario del PD.
Ripugna le coscienze scrivere in una legge che non ha diritto di cura chi è clandestino e infatti, dopo un’ iniziale polemica, è prevalsa la coscienza. Ma dobbiamo stare attenti a non cadere nell’eccesso contrario. L’equilibrio sta nell’estremo rigore nel rispetto delle regole fondamentali per l’ingresso e il soggiorno ma una fortissima censura verso posizioni xenofobe, discriminatorie e vagamente razziste.
Per fortuna non se ne è praticamente accorto nessuno.
Del resto lanciare una bomba il 14 Agosto dimostra che nemmeno l’autore della provocazione era così convinto.
Insomma Giuliano Ferrara, dopo le polemiche sull’ora di religione a scuola, aveva proposto lo Sconcordato (PDF).
Cioè, togliamo l’ora di religione a scuola, che appare anacronistica pure a lui, ed aboliamo la scuola pubblica.
Si, aboliamo la scuola pubblica e adottiamo un modello simil-americano, magari non disdegnando neppure l’insegnamento casalingo ad opera dei genitori.
Il netbook che Nokia presenterà a Settembre sembra piuttosto bello.
Peccato che abbiano scelto di usare Windows e che probabilmente ci monteranno sopra tanto software inutile.
Se riescono a tenerlo sotto i 300 € potrebbe comunque essere un’alternativa interessante.
Temo invece che costerà un botto.
Obama sta agendo con i piedi di piombo sulla questione della CIA e delle torture utilizzate negli interrogatori dei presunti terroristi.
Negli USA un presidente non può sputtanare il suo predecessore.
Intanto però ha tolto alla CIA la competenza sugli interrogatori e l’ha data all’FBI.
Come dire che quello che è stato fatto negli anni precedenti non andava fatto e che da oggi si prova a cambiare regime.
Recent Comments