Mi spiegate perché odiano Ignazio Marino?

Sono ancora nella grotta a riflettere sulla terza via per la segreteria del PD.

Chiedo aiuto per avere una spiegazione.
Nel nostro panorama politico sono in tanti a professarsi cattolici.
Si va da Vendola a Fiore, passando per la Binetti e per Rutelli.
Bene.

Anche Ignazio Marino si è sempre professato cattolico praticante, ma è molto malvisto dall’ala più militante e clericale dei cattolici.
Avvenire, Il Foglio, Radio Maria gli hanno buttato addosso tonnellate di letame.

Io mi chiedo perché?
Cioè, magari mi sono perso dei passaggi.

Mi volete dire che Marino non va bene perché ha detto cose di questo tipo?

Sono convinto che la maggior parte dei medici rianimatori condivide quello che scrivo; cosa aspettiamo allora a farci un po’ di coraggio, a cambiare le abitudini ed i regolamenti, ad aprire le nostre rianimazioni trasformandole da impersonali luoghi ad alta tecnologia a spazi dove l’umanità si incontra nei momenti più difficili della vita. Ricorda ancora Adriano Sofri, che si fanno tanti sforzi per guarire chi sta in una rianimazione ma ci sono anche coloro che non ce la fanno oppure chi, collegato ad una macchina che lo mantiene artificialmente in vita, non è più nelle condizioni di poter decidere del proprio destino. Per queste persone è urgente che il nostro paese si doti di regole precise sul testamento biologico e contro l’accanimento terapeutico. Serve una legge che permetta di staccare la spina quando non c’è più nulla da fare senza che il medico corra il rischio di essere accusato di omicidio volontario e senza che il corpo di un essere umano resti incatenato ad un’esistenza solo biologica, mentre i familiari sono costretti in una sorta di limbo doloroso.

E’ tutto qui?
Stiamo veramente pensando che in un paese civile non sia possibile ipotizzare la possibilità di sospendere cure pagliative palliative?

Credo che ci sia dell’altro.
Ditemi cosa devo leggere per capire come mai i cattolici di serie A odiano Ignazio Marino.
Che io proprio non riesco a capirlo.

Luca

16 thoughts on “Mi spiegate perché odiano Ignazio Marino?”

  1. Palliative, non pagliative.
    Palliativo da pallium, tunica, velo. Sta ad indicare che una cura è un “velo”, non qualcosa di veramente utile.

  2. Fosse stato solo un comunista materialista lo avrebbero bellamente ignorato, il problema però è ben più serio perchè Marino in quanto cattolico ma anche progressista potrebbe innescare una serie di riflessioni interne alla cultura cattolica italiana i cui sviluppi potrebbero nuocere a Bagnasco, Crociata e co.

  3. Essere cattolici implica necessariamente l’obbedienza al papa e alla Chiesa cattolica romana. Voglio dire, non si può parlare di “un’ala militante e clericale” e una no.
    Chi ritiene che quest’obbedienza sia una norma liberticida e antilaica dovrebbe, semplicemente e con molta onestà, NON dirsi cattolico.

    E poi: criticare aspramente non significa odiare. Perché siamo tutti così permalosi?
    Ogni cattolico è invitato alla correzione fraterna di chi è nell’errore. L’errore, nel caso del sen. Marino, è la posizione politica sul testamento biologico, in disaccordo con le indicazioni della Chiesa, che salvaguardano la Vita donata dal Signore e proprio non si prestano a fraintendimenti…

    Mi auguro davvero che nel PD prevalga la ragione e il buonsenso.

  4. @wousfan
    Che cosa c’entra l’obbedienza del singolo con il programma di un partito politico? Perché ci sono partiti che prendono come loro base programmatica il catechismo della chiesa cattolica e che giurano fedeltà al Papa?

    I problemi di coscienza ci sono, è evidente. Non dico di no.
    Ma la politica è un compromesso tra posizioni diverse.
    E io non vedo nel compromesso una cosa negativa quando questo diventa composizione.

    Per me i problemi non sono sul testamento biologico, nel quale non vedo nessun problema etico, ma semmai nelle questioni gay. E per quelle che ancora non sono uscito dalla grotta e resto a riflettere.

  5. L’obbedienza di Marino alla Chiesa richiede che non sia lui a proporre eventualmente punti anticattolici nel programma del PD. Anzi, piuttosto, che lavori per correggerli…

    Il problema, secondo me, in questo caso non sta tanto nel compromesso, ma nell’onestà e nel buonsenso.
    Se per essere progressisti bisogna negare il ruolo di guida spirituale della Chiesa in Italia e sovvertire l’ordine naturale (in tutto o in parte), trasformando la fede cattolica in un sentimento privato ed intimo… che lo si dica apertamente.
    La definizione di “cattolico adulto” andrebbe sempre evitata, dal momento che Gesù intimava categoricamente ai suoi riluttanti seguaci di accogliere il Regno di Dio “come un bambino”.

    I bambini “staccherebbero la spina”? Capirebbero i matrimoni tra gay? Ecc. ecc.

  6. @wousfan
    Il ruolo di guida spirituale della chiesa non c’entra niente con la politica di un partito.
    E’ ovvio che la fede non è un sentimento privato e si riflette nelle azioni delle persone, ma la politica deve considerare le istanze di tutti.
    Credo che si possa essere cattolici senza avere paura di leggi che regolino la convivenza tra persone non sposate, solo per fare un esempio.

    La questione è complessa, lo so.
    Non voglio banalizzarla in nessun modo, ma il partito clericale per me è un controsenso.
    Sarei curioso di sapere per chi voti, perché non mi sembra che ci sia in Italia nessun partito come quello che auspichi te.

  7. Hai ragione, infatti non c’è.
    Ma per me il problema nella cabina elettorale è ancora più grave di così, perché vorrei poter votare per un partito che non solo non voglia fare riforme per sovvertire l’ordine naturale, ma che abbia consapevolezza che lo Stato italiano è nato 150 anni fa nel peggiore dei modi possibili e, mantenendolo unito e indivisibile ma superando la retorica risorgimentale, lavori per rifondarlo e per permettere agli italiani di ogni regione di costruirsi un futuro.
    Operazione quantomai complessa e delicata, ma che ormai non è più possibile prorogare…

    Se questo partito fosse il PD, lo voterei senza esitazione.

  8. @wousfan
    Questa cosa dell’ordine naturale mi pare quanto meno contestabile. Nel senso che è un concetto molto soggettivo.
    Ho come il sospetto che tu sia un nostalgico dello stato pontificio, o sbaglio?

  9. @lucacicca
    Sono cattolico, ho nostalgia del Paradiso.
    Lo Stato pontificio e il Regno delle Due Sicilie – i due Stati perdenti nel processo di unificazione italiana – erano tentativi più o meno riusciti di costruire una via terrena verso Dio. Certamente la base migliore per costruire uno Stato italiano unitario.

  10. @wousfan
    Visto che ti avevo ben “inquadrato”! 😉
    Anch’io ho nostalgia del paradiso, ma parlare di vita eterna mentre si ragiona del segretario del PD mi pare veramente fuori luogo…
    Suvvia, non si può tornare allo stato pontificio. Non mi sembra il caso.

  11. @lucacicca
    infatti non voglio parlare di vita eterna ma di problemi molto terreni, a cominciare dal segretario del PD 😉

  12. Vuoi sapere perchè?
    Ecco perchè:
    http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/RU486-MARINO-MINISTERO-INTERVENGA-SU-OBIETTORI/news-dettaglio/3694644

    a parte il fatto che la RU486 non c’entra un tubo con la pillola del giorno dopo (ma questo è colpa del giornalista che fa casino), la cosa che dà noia è che Marino apre bocca solo quando si parla di queste cose. Lo sentiamo dire qualcosa sulla crisi economica? Sull’ecologia? sulla giustizia? sulle tv?
    Il sospetto che lui sia lì per fare casino sulla bioetica e basta è troppo forte e francamente non se ne avverte la necessità.

  13. Capisco la tua posizione, ma da un punto di vista logico Marino ha perfettamente ragione. Non è che qui ognuno si può mettere ad obiettare per qualsiasi cosa.
    Applausi a chi ha fatto il titolo della notizia, infilandoci la RU486 (che non c’entra nulla).

    L’obiezione che fai te potrebbe essere rigirata ed applicata a quella parte del mondo cattolico che ragiona solo di bioetica (o quasi).
    No?

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