Il mistero RU486

Dall’alto della mia immensa laicità vi devo dire che ho grandissimi dubbi sulla pillola RU486, quella che ti fa abortire in casa e che oggi potrebbe essere immessa in commercio anche in Italia.
Non è questione di essere favorevoli o contrari all’aborto.
Non c’entra niente l’obiezione di coscienza.

C’entra che se una donna decide di non potere o di non volere portare avanti una gravidanza è bene che sia assistita in una struttura ospedaliera dove la possano seguire ed intervenire in caso di eventuali complicazioni, dandole anche assistenza psicologica.

La pillola RU486 a me pare una falsa scorciatoia forse pensata unicamente per togliere un po’ di beghe al servizio sanitario nazionale.
E magari per far fare qualche soldino all’industria farmaceutica che la produce.

Ma forse questa è solo una visione maschile ed ignorante della questione e le cose magari sono diverse.

Luca

38 thoughts on “Il mistero RU486”

  1. abbi fede e non temere: i dubbi sulla RU486 ti passeranno. E’ necessaria.

  2. Io avevo capito che comunque viene somministrata in ospedale sotto stretto controllo medico, non che viene somministrata e poi si e` rispedite a casa. Ho capito male?

  3. Se la donna firma il consenso va a casa e questo è quello che per prassi succede all’estero (sennò non ci sarebbero state 29 donne morte) ed è successo in Italia nelle varie “sperimentazioni”. Anche perchè se si deve aspettare la totale espulsione del feto(anche 15 giorni!!), la RU486 diventa la modalità più costosa per il SSN per abortire, cosa che gli ospedali non vogliono.
    Davide Rabbini: spiegami perchè è necessaria per favore.

  4. più che a me bisognerebbe chiederlo all’EMEA (Agenzia europea del farmaco), al RCOG (Royal College of Obstetricians and Gynaecologists), all’ANAES (Agence nationale d’accréditation et d’évaluation en santé) oppure all’ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) da cui la RU486 è stata ampiamente promossa.

    La RU486 è è commercializzata nei 50 stati americani dal 2000, in Europa il processo di omologazione è iniziato anche prima: alla fine degli anni 80 e mi sembra che solo la Polonia e l’Irlanda a causa delle loro leggi estremamente restrittive nei riguardi dell’aborto in generale non l’abbiano ancora adottata (ma guarda un pò il caso).

    La RU486 è inserita nella lista dei farmaci essenziali dell’OMS dal 2005.

    Adesso arrivano quei quattro imbecilli prezzolati dell’MPV e ci spiegano che i più furbi sono loro, ma per favore…

  5. “Prezzolati”???? ma fammi il piacere tu….e pensa ai soldi che le case farmaceutiche possono mettere in pista quando vogliono spingere un prodotto.

  6. “prezzolati” è l’aggettivo più inoffensivo che mi viene in mente quando penso a carlo casini e alla sua congrega. @delprà, se vuoi ragionare da terzomondista fa pure, solo non aspettarti che poi la gente ti venga dietro

  7. @DavideRabbini: hai dato solo una lista di chi la promuove e di chi no, offendendo questi ultimi, senza rispondere quindi sul “perchè” è necessaria.
    Per quanto mi riguarda sono molto scetiico, inquanto l’aborto, di per se, mi fa molta paura, pur condividendo la scelta di farne uso in alcuni casi gravi.
    Infine ci vedo più che un principio di laicismo, una motivazione lucrosa come paventato da P Delprà

  8. @marco mi pare che “necessario” ed “essenziale” siano sinonimi, o no?

  9. “Essenziale” è un farmaco che cura, non uno che fa fuori un essere vivente e a volte due. Ippocrate si rivolta nella tomba, poveretto….
    E poi la RU486 ha bisogno di un ospedale per essere sicura; peccato che la danno nei paesi del terzo mondo dove gli ospedali non ci sono… ebbene sì sono terzomondista e se non mi segue nessuno non me frega un tubo…
    Per trasparenza: sono del MPV e non mi paga nessuno, ma la mano al portafoglio e alla porta di casa mia per dare una mano alle donne che non vorrebbero abortire l’ho messa tante volte. Certo, dargli una bella pillola costerebbe meno fatica, vero Rabbini?

  10. @delprà faccio ammenda per i termini forti utilizzati nei miei precedenti messaggi, sono eccessivi e me li rimangio, non sono qua per offenderti. Mi premeva però mettere in evidenza lo stato di deriva e provincialismo intellettuale in cui versa il nostro paese e di cui l’mpv è a mio parere un fulgido esempio. Ovviamente non conoscendoti non mi permetto di mettere in dubbio la tua onestà.

  11. Ok, ti ringrazio. Qualcun altro al posto tuo avrebbe colto la palla al balzo per rispondermi per le rime e far partire l’ennesimo, inconcludente muro contro muro. Per ulteriore onesta’ ti diro’ che spesso anch’io non mi sento ben rappresentato da certi ultras pro-life, pero’ sono profondamente convinto che la nostra e’ una battaglia civile e giusta.

  12. Per la RU486 è prevista una degenza, seppur breve, in ospedale, anche perchè sono necessarie due somministrazioni per avere la massima efficacia.
    E per chi fosse scettico, andata a vedere, in un solo anno, quanti morti provocano le smart drugs che vanno così di moda negli adolescenti americani, o gli anti-depressivi. 29 casi di morte in 21 anni sono meglio della statistica per l’ Aulin. Per di più, circa la metà di quelle 29 vittime è morte per infezioni uterine a seguito di somministrazione per via vaginale, mentre per le altre non è dato sapere se, come e in quali modalità si sia verificato il decesso.
    Non basiamo le nostre convinzioni su un semplice numero senza alcuna spiegazione ulteriore.

  13. non lo so se mettermi in questo ginepraio di discussione. Ricordo a chi mi conosce che sono pro aborto. Una donna deve poter decidere se avere un figlio oppure no in piena libertà.
    Una pillola abortiva se è sicura non vedo perchè non debba essere messa in commercio. E’ solo un altro modo, forse meno invasivo fisicamente (che tanto mentalmente un aborto ti segna a vita pillola o non pillola) di interrompere la gravidanza. Ma è veramente sicura? Non discutiamo sull’eticità dell’aborto. Premesso che in italia l’aborto è legale, questa pillola è un valido metodo alternativo all’intervento chirurgico?
    Il fatto che in America da tot anni si usa non vuol dire nulla. Ogni Nazione ha ben precisi standard farmacologici e di qualità per introdurre un nuovo farmaco. E’ bene che la RU486 passi questi controlli e standard prima di ammetterla in Italia.
    Se poi l’Italia non la metterà in commercio per motivi di lunghe tuniche bianche affacciate a balconi famosi.. beh potrebbe essere. Dopo l’ultima legge sulla fecondazione assistita non escludo nulla.

  14. Io penso che non ci si renda conto.
    La RU486 ha una mortalità 10 volte superiore all’aborto chirurgico.
    La FDA ne sospendette la sperimentazione perché le pazienti morivano.
    Non è per niente meno invasivo. La donna soffre molto di più con la RU486 che ad abortire in ospedale.
    Molte volte dopo l’aborto con la RU486, la donna deve fare il raschiamento per eliminare i residui di placenta.

    Come si fa a dire che è migliore proprio non lo so.
    Anzi, si, lo so.

  15. @elena: la pillola in Italia ha passato una fase sperimentale in Piemonte (o solo Torino, non ricordo), quanto sia stata accurata non posso dirlo, ma sarebbe bene documentarsi su quella prima di sparare sentenze in un senso o nell’altro
    @pDelpra’ & Daniele: riportate statistiche e info sulle morti a seguito di RU486 senza fonti….non mi pare corretto, né in un senso né nell’altro (adoro essere bipartisan… :P)
    @Marco Angio: bravo e basta!

  16. @pDeilprà: evidentemente non rido sulle donne morte, la cosa che mi fa sorridere sono le discussioni fra maschi riguardanti l’aborto: fino a prova contraria sono le donne che partoriscono e che portano nel loro grembo un bambino, almeno fino a quando la tecnica non sarà così abile da installarci, a noi maschi, una vagina all’altezza del perineo e così con un complesso gioco di biellamanovella potremmo anche autofecodarci. Ecco gli uomini che parlano e straparlano su una cosa che nemmeno lontanamente possono immaginare, che volenti o nolenti potrei quasi dire che non gli appartiene, mi fanno sorridere: come volessero controllare, volessereo dirigere qualcosa che gli è estraneo per natura.

  17. mamma mia come sei saggio sensibile ed intelligente, grazie per avermi illuminato eh

  18. allora se ben capisco qui non e` in gioco la moralita` o meno dell’aborto. giusto? si discute sulla salute della donna, o no?
    partendo dal presupposto che si discuta della salute della donna: sulla carta, usare una pillola piuttosto che la chirurgia e` meglio e mentalemnte e per l’ivasivita` degli intervnti, e questo e` un solo un parere personale. Ovviamente in maniera asettica bisogna vedere la pericolosita` della RU486, e per capire cio` le statistiche vanno sapute leggere: 29 donne morte non vuol dire assolutamente nulla. medicinali oncologici, vaccini, emoderivati e tanti altri ammazzano. per capire se e` veramente pericolosa bisogna guardare le statistiche nel complesso e paragonare i dati. se li trovo e soprattutto se son bona a leggerli cerchero` di capirci qualcosa per farmi un parere, ma confido che chi fa la sperimentazione di mestiere e chi giudica tale sperimentazione lo sappia fare bene.

  19. @davide: avevo capito e proprio per quello te l’ho chiesto…puoi anche non condividere, ma commentare così l’opinione di un altro non mi pare corretto, visto che magari è frutto di esperienza che non conosci…saresti contento se qualcuno avesse chiosato così su un tuo commento?

  20. il problema dema è che siamo a livelli bassissimi, rasoterra. Perchè se è chiarissimo che esiste una dimensione viscerale nell’aborto che è appannaggio della sola donna sono assai palesi le conseguenze sociali di un tale gesto la cui gravità riguarda tutti noi e per cui è sacrosanto discutere. Sarei contento se invece di fare interventi fighi tanto per, si discutesse davvero del problema o ci si astenesse.

  21. C’entra che se una donna decide di non potere o di non volere portare avanti una gravidanza è bene che sia assistita in una struttura ospedaliera dove la possano seguire ed intervenire in caso di eventuali complicazioni, dandole anche assistenza psicologica.

    E infatti è esattamente così. La legge in vigore sull’aborto in Italia è sempre la 194. Quindi la donna va in ospedale, cerca un medico non obiettore, si fa visitare, le viene data assistenza psicofisica e se alla fine decide di abortire, invece di metterle un pezzo di ferro tra le gambe le danno una pillola. Come avviene nel resto del mondo civilizzato.

  22. @davide: avverti il gestore del blog che a fissare il livello minimo o massimo di figaggine degli interventi d’ora in poi sarai tu

  23. Leggendo, mi sento di dare un mio pararere, dividendolo in tre punti.
    1) Le donne sono coloro che hanno il privilegio, con oneri ed onori, a dover portare la vita in grembo e quindi credo che l’ultima decisione, intima, personale straziante e forse devastante debba essere lasciata a loro, senza permettersi di giudicarle. C’è chi ci penserà al posto di noi “maschi”.
    2) L’aborto è consentito, se la RU486 può diminuire sia i rischi fisici che mentali di chi ne debba far uso, ben venga, ma solo sotto assistenza.
    3) L’embrione è un dono. Il bocciolo di una vita futura. Il recipiente di un’infinità di potenzialità. Un generatore di amore, che non ti cambia, ti stravolge come praticamente niente. C’ho che può distruggerlo(od uccidere) mi viene “istintivamente” di ripudiarlo. Razionalmente non del tutto.

    Da c’ho potrebbe sembrare che sono d’accordo con tutti e forse è così. Sarà che oggi son tranquillo, ma non mi viene da sorridere ne da offedervi difronte a post che in fin dei conti mi arrichiscono nell’analisi di questo argomento a me molto caro.

  24. Scusate. Devo fare una confessione. Una “risata” sulle future abilità della tecnica, riportate da MarcoAngio, ce l’ho fatta.

  25. Intervengo nel dibattito soltanto per chiarire una cosa.
    Non volevo fare una discussione sull’aborto, non almeno sulla sua legittimità.
    Non ne faccio nemmeno una disquisizione scientifica, visto che non ne ho assolutamente le capacità e leggere qualche documento preso a caso può soltanto far confusione.
    Mi chiedo se, visto che alle donne voglio bene, la RU486 sia un effettivo miglioramento. A me pare un peggioramento, ma forse è soltanto un’impressione superficiale.

    Marco Angio ha le sue ragioni e, da femminista quale sono, lo sostengo.

  26. Da quello che capisco dalle statistiche riportate nel documento di Pdelpra` e dalle referenze di wikipedia i rischi sono accettabili, ci sono medicinali ben piu` rischiosi e dannosi. Fidandomi di chi ha seguito i protocolli, le ricerche fatte in enti pubblici e di chi ha preso le decisioni, seguirei il consiglio del mio medico nella scelta dell’alternativa fra raschiamento e pillola.

    p.s. ma perche` nel momento in cui si parla di RU486 si pensa solo all’aborto volontario? puo` essere impegata come alternativa al raschiamento nel caso vi si debba ricorrere per l’aborto spontaneo: interno, incompleto etc..

  27. RU 486 un’opportunità per cambiare la legge 194

    di Achille della Ragione

    In ritardo di anni rispetto al mondo civile anche nella farmacopea italiana è stato registrato lo RU 486, il discusso prodotto che induce l’aborto per via farmacologica. La Chiesa si è letteralmente scatenata, facendo ricorso tra i tanti anatemi, anche alla scomunica, dimenticando che l’Italia è un paese laico e facendo somigliare il nostro paese all’Iran di Khomeini o all’Afganistan dei talebani, ma non è di questo che vogliamo parlare, bensì di alcuni argomenti fondamentali dei quali la stampa, impegnata nella consueta diatriba tra laici e cattolici, non ha trattato e sui quali viceversa è necessario meditare.

    a) Il farmaco va assunto entro la settima settimana di gestazione, per intenderci quando la donna ha pochi giorni di ritardo e si è appena accorta della gravidanza, mentre la legge prevede tutta una serie di ostacoli burocratici, dalla riflessione di sette giorni ai colloqui ed alle analisi, che costringono la paziente spesso vicino al limite dei tre mesi, in ogni caso costantemente oltre il periodo nel quale il farmaco è efficace. Senza un cambiamento della normativa vigente sarà come discutere sul sesso degli angeli.

    b) Il prodotto ha un costo di pochi euro e potrebbe far risparmiare allo Stato i circa 2000 euro che rappresentano il costo di un’interruzione di gravidanza in ospedale, essendo del tutto inutile il ricovero della donna per tre giorni fino al completamento dell’espulsione del materiale abortivo.(In nessuno dei paesi dove lo RU486 è adoperato si usa questo protocollo).

    c) Il vero effetto scatenante dell’aborto è dato dalla dose di prostaglandina che viene somministrata dopo due giorni, basterebbe questo farmaco, eventualmente associato ad un contratturante uterino ad ottenere lo stesso risultato, come il sottoscritto ha dimostrato da quasi venti anni, pubblicando i risultati su riviste scientifiche internazionali. (Per chi volesse approfondire l’argomento da pag 75 http://www.ilpungolo.com/e-book/EBK0020.pdf

    d) Il gravoso problema dell’obiezione di coscienza tra il personale medico e parasanitario, che assilla e paralizza tanti ospedali, sarebbe alleviato da tale metodica, perché è ipotizzabile che le donne possano da sole introdursi in vagina le candelette di prostaglandina e finalmente dell’aborto non dovrebbero più interessarsi legislatori e preti, medici ed assistenti sociali, facendo sì che questa scelta, difficile e quasi sempre dolorosa, riguardi unicamente la donna e la sua coscienza.

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