Sto con Luca Sofri

Ammetto che Luca Sofri si sarebbe potuto risparmiare alcuni epiteti nel suo post contro Marco Travaglio, ma nella sostanza ha ragione lui.

Lo so che in Italia ci sono tante persone che pensano che Travaglio sia preparatissimo ed abbia sempre ragione, ma non è così.
Sulla questione dell’intervista all’Era Glaciale tagliata da Marano, è ovvio che non poteva essere messa in onda in regime di par condicio.
Travaglio finge di non conoscere la legge sulla par condicio quando dice che sono stati intervistati dei ministri senza contraddittorio; il contraddittorio infatti è richiesto soltanto quando viene intervistato un opinionista. Quando si intervista un politico questo deve essere solo; l’importante è che alla fine della campagna elettorale i vari schieramenti e partiti abbiano avuto un tempo di esposizione equilibrato.

La par condicio finisce dopo i ballottaggi di domenica e per quella data la trasmissione sarà finita, ma non è detto che RAI DUE non decida di mandarla in onda.
Non è vero come dice Travaglio che, siccome nell’intervista si parlava male di Berlusconi, allora si può mettere in onda perché i ballottaggi sono per le amministrative.

Insomma, Travaglio in questo caso dice un mare di cretinate (e non è la prima volta), ma non è abituato ad avere persone che lo contraddicono in modo puntuale.
La sua risposta a Luca Sofri ha il tono squadrista di chi pensa di dover avere sempre ragione.
E poi conclude con il cattivissimo gusto di farsi beffe di chi, suo malgrado, con un certo giustizialismo ha pagato direttamente.

Il poverino conclude: “Poi uno si chiede come abbia fatto (Travaglio) a perdere una querela da Cesare Previti”. Purtroppo gli sfugge la differenza fra una querela (ramo penale) e una causa per risarcimento danni (ramo civile). La prossima volta, prima di avventurarsi su terreni tanto impervi, questo piccolo analfabeta potrebbe rivolgersi a chi, in famiglia, di penale deve intendersi per forza.

Non è facile essere contraddetti quando ci si è creati l’immagine di quello preparato che non sbaglia mai.
A Marco Travaglio farebbe bene un bel bagno di umiltà.

Luca

37 thoughts on “Sto con Luca Sofri”

  1. Secondo me ci fanno una figuraccia entrambi per i toni usati (ma la mancanza di equilibrio, l’eccesso di aggressività e l’uso di colpi bassi da bulletti di quartiere va per la maggiore ovunque di questi tempi).

    A mio avviso la Bignardi non ne è uscita bene (e anche per lei, parere personale, non è la prima volta): l’auto assoluzione “ha deciso il direttore” fa molto scuola elementare e non si addice a una giornalista ormai famosa che di fronte a una censura (perché di quello si tratta) quantomeno avrebbe dovuto reagire un po’ più energicamente.

    La storia della par-condicio invocata da Marano mi fa sorridere: si applica solo quando fa comodo e sempre contro qualcuno che disturba i propri referenti politici.

    Credo poi che la Bignardi abbia i mezzi e gli spazi per difendersi da sola. Da questo punto di vista, il marito Sofri avrebbe fatto più bella figura ad astenersi dall’intervenire.

    Sono d’accordo per il bagno di umiltà a Travaglio, che pure stimo. Ma, leggendolo spesso, credo farebbe bene anche a Sofri. Potrà sembrare contraddittorio, ma stimo anche lui. E anche a rischio di apparire una parodia del veltronianiano cerchiobottista (giuro sulla testa dei miei figli che non lo sono! 😉 ), credo che ci sia del buono sia in Luca Sofri che in Marco Travaglio, ed entrambi meritino di essere letti.

    Non voglio ragionare da ultras. A volte condivido quello che scrivono, altre no. In questo caso hanno sbagliato tutti e due: l’hanno buttata sulle offese personali e il merito è passato in secondo piano.

    Ciao 🙂

  2. “Infatti la Bignardi ha intervistato, in periodo di par condicio, politici come il ministro Zaia e altri senz’alcun contraddittorio.”

    ma a maggior ragione sapendo di non poterla mandare in onda perchè fare promesse che non si possono mantenere? solo per tenere buona la gente? per fare la parte di quelli che non censurano nella speranza che poi la gente se ne scorda e amen?

    potete rigirarla come vi pare, Travaglio ha ancora una volta ragione. Il post di Sofri è pieno al 99,9% di insulti e inesattezze (come ad esempio il fatto che Travaglio avrebbe paura ad attaccare Marano!) che vengono smantellate dal blog di risposta del giornalista torinese.(http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2275524.html)

    altro che sostanza Sofri ha solo fatto una figuraccia .

  3. @Cri
    Lo so. Travaglio è una fede.
    Per capire, comunque è utile la cronaca che fece a suo tempo la Bignardi:

    In teoria in periodo preelettorale solo i politici possono parlare di politica, non gli altri ospiti. Di solito, una battuta o due ci stanno, poi si parla d’altro. Ma la settimana scorsa eravamo tutti ipnotizzati barra rincoglioniti dalla vicenda Lario-Berlusconi, una di quelle storie che dici «no, non sta succedendo veramente». La sera prima ne aveva parlato anche Annozero: una puntata in cui non erano uscite notizie clamorose, ma si erano fatte un po’ di domande. Quando ho davanti a me Vauro e Borromeo, ovviamente comincio da lì, dalla sera prima. Loro partono in quarta e non ci vanno leggeri. Dicono quello che dicono molte persone e lo fanno con molta foga. Io devo contraddirli. E non solo per par condicio (tanto non vale: dovrei essere del Pdl) ma per motivi giornalistici. Se un ospite attacca A, io devo tenere le parti di A, per forza. Se no non sto facendo la giornalista, ma la spalla. Non è che mi venga così bene, prendere le difese di Berlusconi, ma ce la metto tutta. A un certo punto Beatrice dice qualcosa sul fatto che «lavorare ad Annozero era difficile, c’erano pressioni». Credo che questo faccia saltare la mosca al naso a Marano, che dice sempre di spendersi parecchio per Santoro (ma io ad Annozero non ho mai lavorato, bisognerebbe chiedere a Santoro come stanno le cose). Insomma, in un modo o nell’altro, per ventotto minuti si parla di Berlusconi, del caso Noemi, di che cosa ha detto Veronica, e della condizione dell’informazione italiana.

  4. In questa storia nessuno ci fa una bella figura. Ma che a farla peggiore sia Travaglio, mi sembra una considerazione poco sostenibile. Se sui toni si può discutere, sulla sostanza non molto. L’accusa che Travaglio lancia è al suo solito documentata e ben supportata, e per smontarla bisogna avvitarsi in considerazioni che stanno poco in piedi. Che peraltro nemmeno Sofri attacca con grande convinzione, più impegnato a riempire di epiteti ed ingiurie il suo intervento. Travaglio manca da sempre di umiltà, we questo è il suo limite maggiore, vorrei che a metterlo a posto fossero giornalisti migliori di lui, ma dove li troviamo al momento? La Gabanelli e Saviano sicuramente, ma hanno altro da fare. E comunque rimane il fatto che sul blog di Travaglio, come su questo, si può rispondere ed argomentare, su quello di Sofri non è previsto. Questo significa qualcosa, secondo me.
    Michele Gardini

  5. Certo, è come sempre troppo tranchant. Ma l’accusa di Travaglio non riguarda l’avere spostato la prima volta la trasmissione, ma di avere promesso di ritrasmetterla e non averlo fatto. E la par condicio richiede di riequilibrare i tempi, non impedisce di trasmettere qualcosa. Se la colpa non è tanto della Bignardi, quanto di Marano, che ha fatto la scelta di cancellare, rimane il fatto che lei ci ha messo la faccia quando ha detto che sarebbe stata ritrasmessa. E lei quindi l’ha persa, non avendo avuto reazioni di sorta alla cancellazione (perché ritrasmettere le intervista tra mesi non avrebbe senso). E quindi non è Travaglio quello che cerca di tenersi stretto il posto. E quindi la difesa di Sofri può essere al limite capita, per motivi sentimentali, ma sottoscritta, proprio no.

    Michele Gardini

  6. L’intervista deve essere trasmessa dopo la fine della campagna elettorale, quindi dalla settimana prossima. Inutile incazzarsi, c’è una legge.

  7. Ma quale parte della legge avrebbe violato, quell’intervista? Non ho specifiche competenze legali, ma non trovo nulla di tassativo nella legge, se si esce dall’ambito dei candidati ufficiali e dei loro messaggi politici. Solo indicazioni vaghe che richiedono l’equilibrio dell’informazione. E sappiamo quanto siano rispettati. Se si vuole, si può trasmettere. Rifacendosi ai precedenti, Biagi subì l’editto bulgaro ma, pur essendogli stata contestata formalmente la violazione della par condicio, fu assolto con formula piena. E non cito questi a caso. Come ho scritto, il motivo dsella paura che ha spinto la cancellazione non è a mio vedere nella violazione di una legge che, come sempre in Italia, nessuno fa rispettare realmente (qualcuno ha visto ultimamente dati sulla presenza in tivù e ha poi fatto veramente rispettare la par condicio a uno come Fede?). Sta nella sostanza di un sistema radiiotelevisivo che allontana chi non si allinea. Se quell’intervista non è andata in onda, non è per la par condicio. Ma perché appunto qualcuno ha temuto di vedere svanire il futuro in tivù. E questo qualcuno non è Marco Travaglio.

    Michele Gardini

  8. La violazione sta nel fatto che un non candidato (Vauro e Borromeo) ha parlato di un candidato (Berlusconi) senza contraddittorio e questo non si può fare.

  9. cmq penosa la Bignardi che si fa censurare e che promette cio’ che non puo’ mantenere e il Sofri che la difende lanciando insulti.

  10. penso voi tutti sappiate che la bignardi pare sia la moglie del tal Sofri… aggiungerei Luca 🙂

  11. Sofri nel suo post lo premette di essere interessato affettivamente:

    Quindi non ci tornerei, per amor di me stesso, se non fosse che la sua vigliaccheria si esprime stavolta nei confronti di un amore a me più importante.

    Magari se si leggesse prima di criticare…

  12. lucacicca :
    La violazione sta nel fatto che un non candidato (Vauro e Borromeo) ha parlato di un candidato (Berlusconi) senza contraddittorio e questo non si può fare.

    E allora perché Biagi è stato assolto, e Luttazzi mi risulta pure (e la legge era già in vigote)? Voglio una risposta sincera: davvero pensi che la Bignardi temesse un procedimento per violazione della par condicio e non le conseguenze che hanno subito appunto questi due?
    Michele Gardini

  13. A parte che adoro Marco Travaglio e lo ritengo una persona seria e infornata sui fatti, e ho sempre seguito le trasmissioni di Daria Bignardi perchè mi piace come conduce, non vedo perchè alzare i toni insultandosi a vicenda con prendenze personali vecchie e addiritura legami familiari. La verità è che quando la Bignardi era su la7 era molto più libera da censura. Ora si è dovuta adeguare alle decisioni del direttore di rai2 ma non credo che l’abbia fatto per vigliaccheria anche perchè sennò non avrebbe fatto l’intervista a Vauro e Beatrice. Comunque non è normale che in una democrazia succedano queste cose…

  14. @Manuela
    Proprio perché siamo in una democrazia di queste cose ne possiamo parlare. Travaglio parla per 10 minuti ogni settimana in prima serata senza che nessuno lo contraddica. Ti risulta che ci sia qualcun altro che abbia la possibilità di fare la stessa cosa in Italia?

  15. @lucacicca
    Tutti i giornalisti dei telegiornali in onda, ogni giorno. E i giornalisti che all’interno degli stessi ogni tanto compaiono a monologare (uno qualche tempo fa, tal Del Debbio, aveva una sua rubrica fissa). Per non parlare di quando i loro direttori compaiono per lanciare gli strali contro il Grillo di turno che ha osato dire quello che non si deve. E spero che non non mi vorrai dire che i telegiornali non centrano, che fanno informazione imparziale. Riportano opinioni, spesso molto più orientate di quello che racconta Travaglio nel suo spazio da 10 minuti alla settimana. E comunque finiamola con questa favola del contraddittorio. Da quando l’editoriale di un giornalista deve essere seguito da quello contrario? Nessuno negli USA si sogna mai di chiedere il contraddittorio a Letterman o a Leno nei loro programmi. Si ascolta quello che dicono, si giudica, si controbatte. Da noi invece si innalza regolarmente l’accusa di “mancanza di contraddittorio”, strumento perfetto per annacquare le discussioni in un gran calderone dove tutto si mescola e tutti sembrano avere ragione, quando poi non finisce in vacca totale. E comunque l’accusa la si sente fare sempre a Travaglio, quqndo non si è in grado di controbattere nel merito. Ma basta.
    Grazie comunque per non avermi risposto sulla Bignardi, è una risposta più che esauriente.

    Michele Gardini

  16. @Michele Gardini
    La risposta sulla Bignardi te può dare soltanto lei. Cosa vuoi che ti dica? Il caso di Luttazzi e Biagi è diverso e, almeno nel primo, non c’entrava niente la par condicio.
    Su Travaglio non dico più niente, tanto lui ha ragione e basta.
    Sono io che sbaglio.

  17. Tutti ad iniziare da Fede a finire da Vespa che permette intere trasmissioni con monologhi interminabili e nessun contradditorio. Ti ricordo che in America le critiche al sistema sono molto rigide, i giornalisti hanno scoperto casi che hanno fatto saltare presidenti, vedi Nixon e Clinton e che la stampa fa domande per quali l’opinione pubblica esige una risposta concreta e sincera. Guarda che è successo in Inghilterra, è caduto metà governo per dei rimborsi spesa. In Italia è tutto concesso e neanche un presidente del consiglio che si riempie la casa di ragazze fa scalpore… che ti devo dire. Travaglio parla per 10 minuti ma ognuno tirato in causa è libero di querelare se lo ritiene opportuno, il problema è che dice la verità e nessuno può negarla perchè è sempre documentato e comprovato ciò che dice. Fede e Vespa dicono anche tante bugie tipo che dell’utri e andreotti sono stati assolti, figurati te…

  18. Manuela :

    Travaglio parla per 10 minuti ma ognuno tirato in causa è libero di querelare se lo ritiene opportuno, il problema è che dice la verità e nessuno può negarla perchè è sempre documentato e comprovato ciò che dice.

    Inutile continuare a discuterne, quindi.

  19. Manuela :
    Tutti ad iniziare da Fede a finire da Vespa che permette intere trasmissioni con monologhi interminabili e nessun contradditorio…Travaglio parla per 10 minuti ma ognuno tirato in causa è libero di querelare se lo ritiene opportuno, il problema è che dice la verità e nessuno può negarla perchè è sempre documentato e comprovato ciò che dice. Fede e Vespa dicono anche tante bugie tipo che dell’utri e andreotti sono stati assolti, figurati te…

    In realtà Vespa fa di peggio, cioé fa in modo che il contraddittorio sia puramente funzionale alla parte che ritiene di dover favorire. Invita i personaggi che più servono a questo scopo, e quindi costruisce contraddittori fittizi, in cui se però qualcuno esce dal ruolo che lui gli ha assegnato, viene malamente stoppato. Magari inventando il numero di processi in cui il suo attuale padrone è stato assolto, come ha fatto una volta per stoppare Di Pietro. Oppure con le mezze verità, perché effettivamente Andreottti è stato assolto, ma a metà. E l’altra metà la si fa dimenticare…
    Comunque Travaglio non è l’oracolo di Delfi, non dice sempre la verità, metterlo su un piedistallo non gli fa bene, e come dice Luca per alcuni diventa un oggetto di fede. E la fede è il peggior nemico della verità. Travaglio è sicuramente sempre ben documentato, ma talvolta sbaglia anche lui, principalmente nei toni. Come tutti i bacchettatori, la sua rigidità lo spinge a vedere subito la malafede dove può esserci semplice leggerezza. O, nel caso della Bignardi, semplice scarsa personalità. A me la Bignardi ricorda la Palombelli: un bell’involucro con scarso contenuto. Per cui poteva concedere il beneficio del dubbio. Soprattutto, puntare piuttosto il dito verso chi ha creato un sistema in cui la Bignardi di turno preferisce dimenticarsi la sua promessa, piuttosto di rischiare un siluro. Ma questo Travaglio lo fa da sempre. Quento a Sofri, devo correggere una mia affremazione: è vero che il suo Blog non prevede commenti. Ma i link a cui rimanda sono praticamente tutti a suo sfavore. o al limite completamente neutri. L’unico che si pone convintamente a sostenere Sofri è questo. Ma con argomenti estremamente deboli. Per affermare che Travaglio dice cretinate bisognerebbe fare di meglio che appellarsi ad una legge estremamente aleatoria, che finora nessuno ha fatto realmente rispettare.Quanto al fatto che Sofri padre abbia pagato il giustizialismo italiano, mi sembra affermazione piuttosto azzardata. Sul processo Sofri c’è molto su cui discutere, mna in paesi come gli Usa si sarebbe fatto l’ergastolo da subito, vedi caso Baraldini. E magari si sarebbe “suicidato” in carcere come quelli della banda Meinhof in Germania. Che in Italia ci sia il giustizialismo è una delle leggende più ridicole che circolano. C’è il delirio giudiziario a volte, vedi caso Carlotto. Ma nessun imputato ha come in Italia la possibilità di difendersi dai e nei processi, e tanti gradi di giudizio in cui passare.

    Michele Gardini

  20. c’è poco da fare, travaglio l’ha gonfiato, e ora vediamo se è in grado di rispondere di nuovo, il sofri.

  21. non capisco perchè se la si pensa diversamente da te lucacicca automaticamente si diventa ultras di Travaglio.

    La scusa della parcondicio non regge e ribadisco il mio messaggio precedente :

    – la Bignardi ha assicurato di sua spontanea volontà che l’intervista sarebbe andata in onda dopo le elezioni.

    “Sempre che ancora vi interessi sentir parlare di Noemi eccetera, quel che è stato detto lo potrete sentire dopo le elezioni, quando sarà trasmessa, ma non aspettatevi chissà che. Io poi spero che avremo altro di cui discutere, dopo le elezioni. Ma non ci conto molto.

    Vanity Fair n.20/2009”

    non ha mantenuto la parola (i motivi li sa lei, paura di perdere la poltroncina?). Travaglio l’ha fatto notare.

    Sofri parte in quinta e crea quel post composto da virgole ed insulti basati sul nulla.

    c’è poco da dire… a meno che non si voglia andare contro Travaglio a priori…

  22. @Cri
    Io sarò anche puntiglioso, ma le elezioni non sono finite.
    Essendo ancora oggi in regime di par condicio se l’intervista non poteva essere trasmessa un mese fa non può esserlo nemmeno ora.

    Su Travaglio mi sembra che si voglia pensare che lui abbia sempre ragione a priori, anche quando ha torto.
    Sarà che le acclamazioni mi sono sempre piaciute poco…

  23. @ luccicca.
    I casi sarebbero due, o la par condicio è ancora in voga e allora ha a abagliato la Bignardi a promettere di mandare in onda l’intervista (in cui lei aveva fatto domande sul caso Noemi) o la parcondicio non è in essere e allora ha sempre sbagliato la Bignardi a non mandare in onda la trasmissione. Delle due è vera la seconda, siamo sotto regime di parcondicio ma solo per quel che riguarda i ballottaggi, cioè se una trasmissione invita Galli o Podesta, devono invitare anche Renzi o Penati. Ma non c’è piu’ par condicio “politica” infatti sono spariti dalle trsmissione sia i partiti minori reali da PRC a la Destra, sia i partiti minori fittizzi come Liberaldemocratici della Melchiorri l’unico che imperversa è il voltagabbana Pionati con la sua fantomatica Alleanza di Centro

  24. Travaglio sbaglierà nei toni ma si basa su fatti reali e documentati. la verità è che la Bignardi aveva promesso di trasmettere l’intervista e non l’ha fatto e che il marito non doveva prendere le sue difese ma restare al posto suo.@cù

  25. lucacicca :
    @DanieleN
    La par condicio è ancora in vigore essendoci domenica i ballottaggi.

    Discutibililissimo. La legge, come da nostra tradizione, è assai fumosa, a partire dai soggetti interessati. Vediamo l’articolo 5 che dovrebbe riguardare i programmi di informazione. Chiede di “garantire la parità di trattamento, l’obiettività, la completezza e l’imparzialità dell’informazione.” Molto interpretabile. E non specifica se deve essere applicato in modo estensivo o limitativo al tipo di consultazione elettorale in corso. Anche se, nel punto 2 a dell’articolo 4 che disciplina gli spazi autogestiti, dice:”per il tempo intercorrente tra la prima e la seconda votazione nel caso di ballottaggio, gli spazi sono ripartiti in modo uguale tra i due candidati ammessi”. Per cui di conseguenza, anche la eventuale necessità di riequilibrio di una intervista come quella della Bignardi, vale solo per i soggetti in gioco. Berlusconi quindi non c’entra più.
    Ma facciamo conto che non esistano i precedenti di Biagi, che secondo una interpretazione rigorosa e punitiva della legge avrebbe dovuto essee condannato ed invece ne fu assolto. Cosa avrebbe rischiato la Bignardi, a mantenere quanto incautamente promesso e non mantenuto? Secondo le regole della legge stessa (art 10), queste sì molto chiare e specificate, le sanzioni prevedono esclusivamente la trasmissione di interventi riequilibratori. Nessuna sanzione individuale. E comunque come da tradizione italiana, trafila lunga, possibilità di ricorsi a Tar. Per cui se la signora Sofri doveva temere qualcosa, dubito fortemente venisse da questa legge.
    Quindi Travaglio magari è troppo sicuro di quello che dice, ma anche i tuoi “non è così”, “è ovvio che” non sembrano essere molto diversi. E quanto al fatto che “Travaglio in questo caso dice un mare di cretinate (e non è la prima volta), ma non è abituato ad avere persone che lo contraddicono in modo puntuale.”, mi viene da commentare: molto discutibile la prima parte, meno la seconda, visto il contenuto delle tue critiche.

    Michele Gardini

  26. Manuela :
    Travaglio sbaglierà nei toni ma si basa su fatti reali e documentati. la verità è che la Bignardi aveva promesso di trasmettere l’intervista e non l’ha fatto e che il marito non doveva prendere le sue difese ma restare al posto suo.@cù

    Beh, diciamo che avendo risposto in quel modo, ha dimostrato appunto di essere poco più che il marito della Bignardi. Io spero che finisca tutto qui perché lo scontro Travaglio Sofri mi ha ricordato questo:

    E non ci fanno bella figura nessuno dei due.

    Michele Gardini

  27. @lucacicca
    Se questo è il modo che usi di abitudine per replicare nel merito delle questioni che affronti, tanti auguri per il tuo blog.

    Michele Gardini

  28. Piccole e grandi trasgressioni alla “par condicio” vengono fatte da tutti, in tv e alla radio (a Condor ci hanno “giocato” abbastanza nelle settimane in questione), ma non frega niente, davvero, a nessuno. Che ‘sta legge sia una foglia di fico sottile come la carta velina credo non ci siano dubbi. Detto questo ritengo che il caso Travaglio sia solo l’eccezione, estrema, che consente alla “regola-legge” di funzionare, cioè di essere applicata e di avere senso (a mio avviso non ce l’ha, un senso) … negli altri casi, di trasgressioni più soft alla par condicio, tutto fila liscio nel silenzio più assoluto.

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