Si tranquillizzi, signor Presidente

Contro chi ha pensato che si trattasse soltanto di gossip, anch’io mi unisco a quelli che hanno visto nell’affaire Noemi un caso anche politico.
Non per il fatto che la ragazza coinvolta fosse minorenne, ma perché abbiamo conosciuto il lato debole e ricattabile del nostro Presidente del Consiglio.

Un premio lo merita Repubblica, quotidiano che non leggo quasi più, ma che devo dire che sulla questione delle dieci domande al Premier ne ha fatto una questione di interesse nazionale e non ha mollato la presa.
Quando pensi di avere ragione è giusto insistere finanche a sembrare ossessivi.

Oggi, alla vigilia delle elezioni, un editoriale non firmato (quindi ascrivibile al direttore Ezio Mauro) conclude la questione.
E lo fa con una rabbia giusta e condivisibile:

Poi la denuncia di un complotto internazionale, con la stampa straniera impegnata in una campagna “anti-italiana”: a Berlusconi non viene in mente che sono i suoi comportamenti il vero danno per l’Italia. Infine la minaccia a Repubblica: “perderà molti lettori”. Si tranquillizzi, signor Presidente. La sua ira e il suo silenzio, da soli, spiegano la nostra funzione e le nostre domande.

Luca

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