Come ho perso la guerra

Filippo Bologna è un trentenne della provincia senese che, come tanti di noi, prova a combattere la sua battaglia ideale contro il degrado e lo svilimento del nostro territorio e della sua storia.
Ovviamente la battaglia la perde.

Come ho perso la guerra è il primo romanzo di Filippo Bologna e ve lo consiglio caldamente.

Ora mi vedete così, ma il mio nonno li frustava i contadini. Anche se non ce lo vedo. Ho ancora una foto nel portafogli, una foto di un tempo lontano, molto prima che cominciasse come è cominciata e che finisse come è finita. E’ una foto ritagliata a forma di ovale, con la grana dell’immagine che stinge al verde, quel verde dei tetti di rame quando si ossidano. E nell’ovale c’è lui: i gambali lucidi e la maremmana di fustagno, la doppietta a tracolla, i baffi e il cappello con la tesa, che monta un cavalla bianca e guarda dritto avanti a sé. Senza né parlare né muoversi. Fermo, con la pancia in dentro e il petto in fuori, l’aria ingabbiata nei polmoni, lo sguardo fiero, come un soldato in parata, e mi sembra di sentire il ronzio stizzito del suo pensiero rivolto al fotografo che indugia ancora prima di scattare: Forza giovanotto, Forza. Che ho furia.

Luca