Velocità, io sono velocità

Alla fine dal Vaticano sono arrivate le parole che in tanti aspettavamo in silenzio.
E sono venute dalla bocca di Monsignor Fisichella, il più autorevole nel suo campo.
Fisichella in pratica dice che la scomunica dei medici brasiliani, per quanto “automatica”, è stata immeritata.

La chiarificazione giunge con 10 giorni di ritardo, ma in casi come questi, forse è il contenuto che conta. Anche se riflessi un po’ più svelti forse non guasterebbero alla causa.

Ve ne propongo alcuni stralci, anche se la lettera completa potete leggerla sul sito dell’Osservatore Romano (PDF)

[…] Prima di pensare alla scomunica era necessario e urgente salvaguardare la sua vita innocente e riportarla a un livello di umanità di cui noi uomini di Chiesa dovremmo essere esperti annunciatori e maestri. Così non è stato e, purtroppo, ne risente la credibilità del nostro insegnamento che appare agli occhi di tanti come insensibile, incomprensibile e privo di misericordia. È vero, Carmen portava dentro di sé altre vite innocenti come la sua, anche se frutto della violenza, e sono state soppresse; ciò, tuttavia, non basta per dare un giudizio che pesa come una mannaia.

[…] Il rispetto dovuto alla professionalità del medico è una regola che deve coinvolgere tutti e non può consentire di giungere a un giudizio negativo senza prima aver considerato il conflitto che si è creato nel suo intimo. Il medico porta con sé la sua storia e la sua esperienza; una scelta come quella di dover salvare una vita, sapendo che ne mette a serio rischio una seconda, non viene mai vissuta con facilità.

[…] Carmen, stiamo dalla tua parte. Condividiamo con te la sofferenza che hai provato, vorremmo fare di tutto per restituirti la dignità di cui sei stata privata e l’amore di cui avrai ancora più bisogno. Sono altri che meritano la scomunica e il nostro perdono, non quanti ti hanno permesso di vivere e ti aiuteranno a recuperare la speranza e la fiducia. Nonostante la presenza del male e la cattiveria di molti.

Luca