E che sarà mai

La scena è questa.
Sono nel bus.
Mi sto leggendo un libro.
Scende la sera ed inizio a non vedere più nulla.
Essendo spente le lucine di cortesia, mi alzo e vado verso l’autista per chiedergli di accenderle.

Il bus ha uno scossone ed io, per non cadere, afferro un sostegno sopra i seggiolini.
Sento un leggero dolore ad un dito.
Lo guardo.
Metà unghia del dito medio si è alzata.
Sanguina pochissimo e non mi fa molto male.

Faccio finta di niente e chiedo all’autista di accendere le luci.
Lui mi risponde che sono già accese.
Evito di mandarlo dove merita e me ne torno a posto, tenendomi il dito dolorante.

L’unghia non la tocco nemmeno.
Aspetto un’ora ed appena arrivo a Siena me ne vado al pronto soccorso.
Nella sala di attesa ci saranno almeno cento persone, anche perché nel pomeriggio è crollata una piscina (per fortuna senza gravi conseguenze).

Dopo qualche ora mi guardano il dito e mi dicono che non c’è da farci niente.
Guarirà da sola.

Oggi mi sono comprato una lucina tascabile per leggere.

Luca