Il backstage dell’elezione di Franceschini

Francesco Costa ha raccontato com’è andata veramente l’elezione di Franceschini alla segreteria del PD.

La sera prima dell’assemblea sembrava che la posizione maggioritaria fosse quella delle primarie da fare subito.
Una volta arrivati a Roma si è scoperto che in nottata era cambiato tutto, tanto che l’opzione “Franceschini segretario” è stata votata dall’81% dei partecipanti.
La percentuale è troppo bulgara per non far pensar male…

Cosa è successo?
Come si spiega il trionfo di Franceschini?

Si spiega con il fatto che soltanto un terzo dell’assemblea era presente.
E chi si è catapultato a Roma con un giorno soltanto di preavviso?
In maggioranza tutti gli eletti del PD, ovvero tutti i fedeli alla linea.
E la mozione d’ordine era quella di stare tranquilli e votare tutti in massa per Franceschini.

I voti necessari per candidare Parisi sono stati raccolti direttamente da Franceschini (come testimoniato in questo video), proprio per non dare l’idea di una elezione bulgara, senza nemmeno un avversario.

Bersani, come al solito, se ne è rimasto in disparte, aspettando il momento giusto per diventare segretario.

Il resto, un centinaio in tutto, se ne sono rimasti a bocca aperta.
Traditi da quelli che avevano promesso battaglia e che invece sono stati zitti o sono restati direttamente a casa.

Nell’elezione di Franceschini di sabato ci sono stati circa 1000 voti per lui, 92 per Parisi e un po’ più di cento astensioni.
In quel centinaio di “astensionisti” c’è forse il possibile rinnovamento del PD.
Che è quello che ha partecipato l’altro giorno al forum nella sede dell’Unità.

Intanto Giuseppe Civati chiama a raccolta.

Luca