Ecco perché Povia sbaglia

Sono favorevole alla presenza di Povia a Sanremo e chi lo contesta si scorda di abitare in un paese democratico nel quale la libertà di espressione è il bene più grande.
Quindi Povia può dire quello che vuole.
Deve però anche accettare le critiche.

Ecco la mia.

Povia sbaglia.
Sbaglia perché non dice (come fanno altri) che l’omosessualità è immorale e che a lui non piace, ma dice che l’omosessualità è una sorta di condizione transitoria dalla quale, se si vuole, si può uscire.
Sbaglia ancora di più quando prova a dare giustificazioni pseudoscientifiche alla sua idea, citando addirittura Freud.
Banalizza il tutto chiudendo la questione dentro il solito cerchio “mamma oppressiva-babbo assente e violento-bisogno d’amore”.
La realtà non è questa.

La mia idea è che l’omosessualità non sia una scelta.
Semplicemente scopri di essere gay.
Lo sei fin da bambino, ma arriva il momento in cui prendi coscienza di te e di quello che sei.
Ed è complicato.

Non si può tornare indietro.
E’ impossibile.
L’amore non si impone.

E allora?
E la morale cattolica?
Come la mettiamo?

Non lo so.
Semplicemente.

Ma Povia sicuramente banalizza una questione che può rendere un inferno la vita delle persone.
E, forse, avrebbe fatto bene ad essere più prudente.

Luca

16 thoughts on “Ecco perché Povia sbaglia”

  1. Io giudico le polemiche sulla canzone come un enorme polverone, con una gran massa ma poco peso.
    Io la leggo come un semplice racconto e forse non sbagli nel dire che è piena di stereotipi, ma continuo a vederla nel suddetto modo: un testo che non vuole generalizzare il mondo gay, ma solo coglierne un aspetto.
    Perchè poi, in fondo, quello che la canzone può dire, tra l’altro, è che l’amore non guarda in faccia a niente e che ci si può innamorare di chiunque, nonostante i gusti(volevo sctivere tendenze ma non mi piace).
    Lo dici anche tu, l’amore non si impone, perchè è intimo, personale e profondo.
    Infine la “banalità” di Povia mi ha sempre affascinato.

  2. bah io Luca devo dire che la canzone non è brutta. Racconta un aspetto della sessualità (che poi diciamocelo.. ha sbagliato titolo e ritornello.. Luca non era Gay era bisessuale ma vabbene). C’e’ un passaggio che dice: questa è la mia storia, ne malattia ne guarigione.. più o meno dice questo. Come se spiegasse che non vuol per niente significare che dall’omosessualità si guarisce.
    Se avessero scritto una canzone su un uomo etero che scopre di essere omosessuale tutti felici e contenti. Che poi sarebbe stata la stessa cosa.
    L’omosessualità non è ne una malattia ne una condizione transitoria e te ne do atto. Ma ci sono le mille sfumature da considerare per ogni singola vicenda umana.. Bu io tutta sta polemica non l’avrei fatta..

  3. @elena
    Sarà che ho sentito alcune interviste nelle quali dice che quella che racconta lui è più o meno la vera essenza dell’omosessualità.
    Dice di aver letto tanti libri e di esser giunto alla conclusione che, te lo riassumo io, chiunque può “smettere” di essere omosessuale.
    Comunque si, forse le polemiche sono state eccessive.

  4. Non sarebbe tutto più semplice se ognuno (etero, gay, bisex, trisex, macioni, amazzoni etc)si tenesse i suoi gusti sessuali dentro la propria camera da letto, piuttosto che l’abitacolo della sua macchina o, se preferisce, l’ascensore del condominio e si smettesse con questa menata ossessiva dell’orgoglio dell’identità sesuale? Forse i più darebbero meno peso ai proclami papali e potremmo relazionarci in quanto amici, professionisti o semplici conoscenti.

  5. Luca, apprezzo la premessa del tuo post e quindi volentieri commento. Non sono d’accordo con quanto tu dici. In primo luogo, Povia dice una cosa diversa: dice che, *per alcuni*, le esperienze omosessuali (e l’identità omosessuale, se vogliamo) possono essere transitorie. Tanto quanto lo possono essere quelle eterosessuali per altri. (per inciso, il che non ne fa dei bisessuali che è invece un fare esperienze continuativamente nei due sensi). Povia cita Freud – correttamente checché ne dica a vanvera Grillini (vedi Walter Siti sulla Stampa di oggi) – per dire che non c’è un pensiero “unico” sull’omosessualità. Pur in un campo scientifico così politicizzato, è dimostrato che vi sono persone che transitano da una situazione all’altra, e che il cambiamento è possibile -benchè difficile- per chi lo desidera è la posizione della psichiatria. La teoria biologica dell’omosessualità ha meno ancora sostegno di quella presentata da Povia. Quindi se c’è pseudoscienza, è probabilmente più dalla parte dell’Arci-gay. Il quadro che tu presenti, compresa la figura abusante adulta, senza essere uno specialista, per me può spiegare alcuni casi di omosessualità infelice; come potrebbe accadere per il contrario. Comunque ad una sessualità disturbata. Di nuovo, ci sono centinaia di persone documentate da studiosi imparziali che hanno fatto il passaggio che cita Povia, e anche tante testimonianze, fatto per scelta e magari per la scintilla d’amore che racconta la canzone. Fa parte della libertà di ciascuno di capire se stesso e di trovare la propria strada, al di là di quello che succede nell’infanzia. Io credo che questa libertà appartiene a tutti, e dire che omosessuali (od eterosessuali) si nasce è generalmente una falsificazione di quanto sappiamo, che toglie alle persone il gusto e la sfida di trovare la condizione in cui possono sperimentare, appunto, l’amore eterno e la felicità. Io non credo che, omosessuale od eterosessuale, si debba aver paura di capire e di capirsi e di cercare la propria verità. Questo non accetto dell’Arci-gay: che si voglia togliere alle persone il desiderio e la possibilità di cercare dentro se stessi la propria strada verso l’amore.
    S&P

  6. Non credo che sia stata una polemica inutile. L’atteggiamento difensivo della società civile contro questo patetico ragazzetto, che drammatizza e sfrutta i bambini ed i piccioni per pgare il mutuo, è servito ad attutire la violenza gratuita di questo testo contro persone che amano altre persone -il sesso fa parte delle generalità della persona, come la razza, la data ed il luogo di nascita. Mi è capitato do sentire la canzone e ho pianto. Non piangevo da anni. “Gara a chi fa meglio il sesso”; parole come “pura”, “ci scoprono”, “lo prendono”, “nascondono le prove”, “lo assolvono”, “sono un altro uomo”. Ho pianto perchè sono fragile e questa canzone mi ha fatto pensare, anche solo per un momento, che sono sbagliato, che tutto sommato non sarò mai felice, e che sarò sempre solo. Ho subito questa violenza anche se avevo messo in moto dei meccanismi difensivi ai quali ha contribuito soprattutto la buona e impegnata Luxuria, soprattutto col suo video su youtube -luca non era etero. Per scrollarmi da dosso quella aggressione psicologica l’ho visto più volte, per consentire a lei, alla sua intelligenza e forza di difendermi da quella sottile demolizione psicologica di Povia. Io sono diventato quello che sono e non devo perdonare nessuno.

  7. Povia sfrutta miti sull’omosessualità patologizzandola checché se ne dica! ma l’obiettivo di Povia non è solo la polemica o vendere più dischi fosse così sarebbe già tutto finito, Povia vuole proprio mandare un massaggio basta vedere i suoi cartelli e la sua esibizione di ieri sera “la serenità è meglio della felicità”, Povia ha anche in mente di trarre un film da questa canzone, quello che Povia sta preparande è un vero e proprio attacco al mondo gay e promozione a coloro che li curano, vedrete nei prossimi mesi se ciò non è vero.

  8. le polemiche sono servite purtroppo a fare pubblicità a questo personaggio piuttosto patetico. questa canzone è fondamentalmente violenta e in quanto tale sarebbe stata rifiutata dalle televisioni di mezzo mondo civile.
    trovo triste che ci sia gente che trova corretto presentare una idea pericolosamente distorta e totalmente e vaticanamente antiscientifica dell’essere umano. E se costui avesse fatto una canzone che raccontava la storia di un povero negretto che si sbianca la pelle per essere più bianco e felice, che avreste commentato?

  9. Fino a 2000 fa non c’era una separazione tra etero e omo esisteva la sessualita’. Da 2000 anni gli omosessuali sono perseguitati e c’e’ 1 solo mandante : il cristianesimo deviato che si e’ “impossessato” di Gesu’ il Cristo costruendo una religione o setta fondata da pietro (e paolo) maschilista , tradendo la vera discendenza di Gesu’ , tradendo sopratutto le parole del Messia . Gesu’ l’Ellenico non tollelerebbe insulti, impiccagioni, roghi torture come hanno fatto o fanno i cristiani, i mussulmani, i nazisti , i comunisti !

  10. Quello che dici è giusto..è vero che banalizza ma sono casi che possono capitare,è possibile che una persona manifesti dei disagi magari dovuti da una situazione familiare in questo modo..sia chiaro non sto dicendo che l’omosessualità sia una patologia,assolutamente no dico solo che una cosa del genere può capitare,non è detto che una persona ci nasca.Povia sbaglia perchè dà modo agli omofobici di essere più convinti di ciò che sostengono,offre qsta come unica prospettiva.L’Italia è troppo bigotta per capire che l’orientamento sessuale non rende una persona diversa dalle altre.

  11. @Vale: tu dici “l’orientamento sessuale non rende una persona diversa dalle altre”. Io sostengo che ogni persona è unica e quindi diversa dalle
    altre. La nostra diversità ci rende speciali. Sarà un discorso banale, ma lo reputo alla base del rispetto fra persone.

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