Ce la farò

1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12…
… 1001, 1002, 1003…

Mi sto concentrando per non cedere all’ira e per non sparare un giudizio contro quegli idioti che manifestano davanti all’ospedale dove hanno ricoverato Eluana.

… 1004, 1005, 1006…

Luca

18 thoughts on “Ce la farò”

  1. Mah, avete anche il coraggio di scherzarci. Io no. A me mi viene la nausea a pensare che tra qualche ora verra’ sospesa l’alimentazione ad una persona che non e’ attaccata a nessuna macchina, non ha una piaga da decubito, non sappiamo se sente dolore o no, ma la mattina apre gli occhi e la sera li chiude, non sappiamo cosa cavolo avesse nella mente quando ha pronunciato (ma l’avra’ pronunciata?) quella frase su cui poi e’ stato costruito tutto l’impianto giuridico della volonta’ presunta di eluana e non sappiamo cosa cavolo ha nella mente ora. Ci sarebbe tanto di più da dire… Io mi limito a dire che la religione qui non c’entra nulla: dobbiamo solo capire se stiamo assistendo inerti di fronte all’uccisione per fame di una persona o no. Io penso di si, voi?

  2. @P Delpra’
    Se dovessi piangere per tutte le persone malate e sofferenti che ci sono al mondo, riempirei il mare con le mie lacrime.
    Te hai, come al solito, ragione su tutto.
    Faccio soltanto due appunti:
    1- Viviamo in uno stato democratico laico nel quale il bravo cittadino accetta le sentenze dei tribunali, soprattutto quando sono sofferte e soppesate per così tanti anni.
    2- Beppino Englaro e sua moglie sono anch’essi forme di vita umana, che meritano il nostro rispetto. Certe baracconate di fronte all’ospedale potevano essere evitate…

  3. Qui non è in ballo solo la scelta per Eluana, c’è il principio e, come è sempre accade, sui principi si creano gli schieramenti e negli schieramenti gli estremismi. E’ un vero peccato perché, qualsiasi tesi preverrà, la quastione meriterebbe molta più commozione composta e interiore che questi proclami urlati… Soprattutto meno speclazioni politiche.

  4. condivido pienamente l’opinione di delprà. pensare che sia “rispettata la sua volontà” facendola morire peggio di una bestia mi fa impazzire. nel momento in cui si decide (e sinceramente ho forti dubbi sulla sentenza) che è ammissibile la richiesta del paziente (nella figura del tutore, nello specifico), si trovi il modo meno doloroso, non il modo che consenta il cavillismo legale di affermare che “non si è agito direttamente per portare la morte”. Scusate, un discorso del genere mi fa salire la gastrite fino all’esofago.

  5. @lucacicca
    Il tuo formalismo mi spaventa. Una sentenza che crea dal nulla la possibilita’ di far morire qualcuno, per me, da cittadino di uno stato che ha abolito la pena di morte, semplicemente non esiste, ancorche’ emanata dalla Cassazione.

  6. Ma quali volonta’!!! Quelle lasciate alla testimonianza orale? Ma se nemmeno per una successione si prende per buona una testimonianza orale.E si tratta di beni materiali, figuriamoci per una vita umana! Senti, lasciamo perdere questa storia della sentenza, che fa solo pena. Lasciamo perdere tutto, ormai….

  7. Io credo che se il Sig.Englaro non fosse stato sicuro di quali fossero le volontà della figlia, non avrebbe lottato per 17 anni per arrivare ad una tale sentenza: lo deduco anche dalla lettera che elgi stesso inviò nel 2004 alle massima autorità dello stato. Quindi, personalmente, credo che sia brutto e improrio mettere in dubbio tale posizione.
    Dico quanto sopra affermando, però, che se proprio mi dovessi mettere nei panni degli Englaro, non credo che avrei agito nello stesso modo. Ma sono panni talmente privati e ormai ripetutatemente violentati che non mi ci voglio proprioi mettere.

  8. Scusa luca, ma inserisco una citazione da l’editoriale di Ezio Mauro su Repubblica on-line, ma è quanto di più simile a quelli che sono i iei pensieri di padre.

    “So che in quel padre, in questi 17 anni, si somma il massimo del dolore e dell’amore per Eluana. Questo non significa automaticamente che tutto ciò che lui decide sia giusto. Ma significa che lui ha un diritto, il diritto di raccogliere la volontà di un tempo di Eluana e di confrontarla con la sua volontà, com’è venuta maturando accanto a quel letto d’ospedale, in un percorso che lui solo conosce, e che nasce dal rapporto più intimo e più autentico di un uomo con sua figlia, nei momenti supremi.”

    Trovo molto bello e lucido anche tutto il resto dell’articolo

  9. Noi NON viviamo in uno stato laico. Da quando ci si intromette la Chiesa, da quando ci sono i patti Lateranenzi, da quando ci si vuole difendere la vita di una persona in stato vegetativo e non ci si vuole firmare la carta dei diritti dei handicap o la depenalizzazione dell’omosessualità (Vaticano), da quando non ci si vuole le ricerche sulle cellule staminali ma ci si vuole che una persona con SLA continui a vivere una vita che non è vita ANCHE se ha detto mille volte che vorrebbe morire, quando ci si difende la vita del mostruo e non della vittima perché bisogna essere “cristiano” (vorrei vedere se un buon “musulmano” lo vorrebbe o lo farebbe)devo continuare? La ragazza apriva e chiudeva gli occhi per via dei cicli circadiani, un processo guidato dal diencefalo, cioè, quella parte dell’encefalo che processa e comanda i movimenti automatici (respirazione, battito cardiaco, ciclo di sveglia, ecc) ma la sua corteccia cerebrale doveva essere distrutta dal momento che non riusciva a comunicare col mondo. Di una cosa sono d’accordo, veniva fatta l’eutanasia e non lasciarla morire da se. Alcuni dicono che lei doveva andarsene quando dio lo voleva e io rispondo, senza l’alimentazione e idratazione artificiale (cioè, senza l’intervento delle vie superiori del sistema gastrointestinale)lei sarebbe morta già 17 anni fa. Meno male che la natura, più saggia e buona che nessun dio creato dall’uomo, l’ha fatta morire in fretta, uno scompeso idrolitico l’ha portata via in poco tempo.

  10. Nota: quando ho detto una persona con SLA che voleva morire, mi riferivo al signor Welby che con la sua volontà intatta (la SLA colpisce i tessuti muscolari soprattuto scheletrici) aveva dichiarato più volte, anche tramite una carta al Presidente della Repubblica.

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