Il papato e le gaffes

Il Papa è il Papa.
Almeno per noi cattolici.
Il suo magistero è incontestabile.

Credo sia però legittimo storcere il naso di fronte ad alcune gaffes fatte da Papa Ratzinger.

La storia dei Lefebvriani negazionisti, perdonati e riammessi proprio alla vigilia del giorno della memoria, sembrerebbe una barzelletta.

E’ ovvio che l’anticlericalismo prende al volo qualsiasi occasione per dar contro la Chiesa ed il Papa, ma è altrettanto evidente che alcune situazioni non possono non generare polemiche.

La leggerezza con la quale vengono pronunciate frasi o compiuti atti così importanti da un punto di vista simbolico, è incomprensibile.
Soprattutto per una istituzione religiosa che procede sempre con i piedi piombati e non compie mai gesti che possano essere in qualche male interpretati.

Di imbecillotti nella Chiesa c’è già una bella collezione; la presenza di questo esimio vescovo negazionista era proprio necessaria, vero?

Si è arrabbiato pure Ferrara, il più affezionato seguace del nostro Papa.
E questo è molto grave.

Luca

3 thoughts on “Il papato e le gaffes”

  1. @Alberto
    Si, vero quello che scrive Don Stefano Colombo, ma sarebbe bastato che il vescovo in questione, le cui dichiarazioni negazioniste erano ben note da tempo, fosse stato invitato ad allontanarsi.
    Non è ammissibile sentire un vescovo che nega l’esistenza delle camere a gas.

  2. mi pare che le motivazioni addotte da Don Stefano Colombo siano capziose fino a rasentare il ridicolo. E’ molto comico questo voler allontanare la remissione di scomunica in una nebulosa dimensione giuridico-ecclesiastica, sembra la messa in pratica del latinorum di Don Abbondio.
    Se ti riporti in casa uno che sragiona è solo colpa tua.

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