Quell’Allevi è un fenomeno

Io lo ho sempre pensato, ma raramente lo ho affermato.
Che poi la gente ti prende per il solito rompicoglioni che non gli piace niente.

Da oggi però lo dico, perché se lo dice Uto Ughi, ora sono legittimato a farlo anch’io.

Giovanni Allevi è il pianista maggiormente sopravvalutato della storia.
Al massimo è un pianista decente con un addetto stampa geniale.

Scrive e suona spottoni per la tv, melodie banali che sembrano complesse, ma veramente niente di niente che non sia stato sentito mille altre volte.

E poi il ragazzo è talmente pieno di sé da rasentare il ridicolo, come quando ha affermato:

La mia musica avrà sulla musica classica lo stesso impatto che l’Islam sta avendo sulla civiltà occidentale.

Nell’header del suo sito si legge:

Stiamo tornando nel Rinascimento italiano, dove l’artista deve essere un po’ filosofo, un po’ inventore, un po’ folle, deve uscire dalla torre d’avorio e avvicinarsi al sentire comune.

Che sia stato invitato a suonare in Senato per il concerto di Natale la dice lunga sulla preparazione musicale dei nostri deputati e senatori.
O come ha detto Uto Ughi nell’intervista a La Stampa:

Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore. La cosa che più mi dà fastidio è l’investimento mediatico che è stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umiltà. Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze».

Che poi, detto tra noi, di Giovanni Allevi ce ne vogliono quattro o cinque per fare un solo Cesare Picco.

Luca

Aggiornamento:
Giovanni Allevi risponde ad Uto Ughi con una lettera a La Stampa.

Via | Matteo Bordone

13 thoughts on “Quell’Allevi è un fenomeno”

  1. Se c’è ua cosa che mi fa incazzare, è quando tu critichi una nullità che ha successo e ti dicono che sei invidioso. Invidioso di che? Che colpa ne ho io se solo le idiozie hanno successo? Se una vaccata come Il Profumo di Suskind viene considerato un gran romanzo, Il Favoloso Mondo Di Amelie Un gran film, Allevi un genio musicale? “Tu non lo sapresti fare, quello che fa lui”, dicono. Okay, se è per questo non so fare neanche il pane, ma non spreco soldi e tempo andando in un panificio gestito da incompetenti improvvisati solo perchè io non so fare il pane. CHEPPALLE!

  2. E’ come Bocelli.
    Nell’ambiente lo chiamano “Boh c’e’ lì?” perché quando canta in teatro senza microfono non si sente proprio.
    Però ha fatto tanti dischi e apparizioni in TV.

  3. forse non è un caso che ad amare allevi siano soprattutto donne… l’inarrivabile genio marchigiano sembra infatti incarnare perfettamente il modello del nuovo ‘fighetto’; ma sì, basta con i belloni tipo brad pitt, e basta anche con i ‘seriosi’ tipo il vecchio sean connery, oggi alle adolescenti piace da matti il tipo ‘intellettualoide’ con gli occhiali – harry potter? – un po’ ingenuo e impacciato… allevi in realtà è un contesto di cose risibili e patetiche, a cominciare dallo sfoggio del curricolo: si è laureato con lode in filosofia? è che vuol dire???? a parte che a sentirlo parlare – e a vederlo ridere e gesticolare – sembra un troglodita cerebroleso, ma poi conosco una marea di imbecilli laureati in filosofia!!! ma la cosa più sconvolgente è che nel 2008 ci si ostini ancora a confondere i gusti personali con la qualità! un conto è dire, che ne so, “a me il jazz non piace”, un altro è dire “il jazz è una musica di scarso valore”… il valore e la qualità NON SONO SOGGETTIVI, sono bensì universali NEL CONTESTO DI UNA DETERMINATA CULTURA. allevi fa parte della cultura occidentale e in questo contesto la sua arte è OGGETTIVAMENTE di qualità scarsissima. punto e basta! se piace a un milione di persone vuol dire che il livello del senso estetico è BASSISSIMO, non vuol dire che quella musica E’ BELLA. è chiaro questo, una volta per tutte? leopardi sarebbe un grande poeta anche se venisse letto da tre persone, webern è un grande compositore anche se è ascoltato da dieci persone, pupo è un pessimo cantautore, albano è un pessimo cantante, mentre fabrizio de andré è un grande autore, ecc. ecc. è chiaro? fatela finita allora col difendere questo artistucolo da piano bar e cominciate a educare le vostre orecchie e il vostro senso estetico alla luce di grandi musicisti, che purtroppo non sono quelli che i media propongono. vanno cercati con sforzo e fatica, ma alla fine lo sforzo e la fatica premieranno: andate a sentire la musica di morton feldman, d aldo clementi, di steve reich, karlheinz stockhausen, luigi nono, gyorgy ligeti se vi piace la classica, e di aphex twin, bjork, radiohead, autechre se vi piace il pop. scoprirete un universo di emozioni tanto grande e vario e vi renderete conto che le composizioni di allevi sono un nulla emotivo. auguri, signore e signori!

  4. posso anche scusarmi per le offese (a parte che non ho detto che allevi E’ un troglodita cerebroleso, ho detto che SEMBRA un troglodita cerebroleso – non è la stessa cosa…), comunque al di là di questo credo che la sostanza di quel che ho voluto dire non cambi e qui dunque vorrei ribadirla: come ci ha insegnato kant nella ‘critica del giudizio’ (visto che si parla anche di filosofia) il giudizio di valore sulle opere d’arte non dipende dal gusto individuale ma aspira all’universalità. ciò significa che c’è una differenza fondamentale tra dire “mi piace la musica di allevi” e dire “la musica di allevi è bella”: la prima proposizione parla di me, la seconda parla della musica di allevi. la confusione deriva quasi sempre dal fatto che si tende istintivamente a inferire la seconda dalla prima, cioè si pensa che se una cosa piace a molti, allora necessariamente è bella, è questa è una pura illusione… concludendo: continui pure, allevi, a fare la sua musica e continuino pure, i suoi fans, a seguirla, ma almeno la faccia finita, lui, di presentarla come qualcosa di importante e di straordinario – che NON E’ e non è NON perché lo dico io – e sappiano, i secondi, che possono aspirare a vivere ben più profonde emozioni, come chi, facendo un paragone per niente azzardato, esalta le virtù dei cipster senza aver mai assaggiato un’orata… 🙂

    PS quanto ad averle fatto voglia di diventare fan di allevi… accidenti! mi spiace, non credevo di risultare così antipatico, spero un giorno di poter rimediare. mi creda. tanti auguri di buon anno

  5. Posso chiedervi di pubblicare da qualche parte questa lettera che ho mandato ad Allevi, con la sua risposta? Io non saprei come fare altrimenti a renderla leggibile su intenet. Grazie

  6. @ alessandro barbone
    se vuoi la lettera puoi mandarla a me a questo indirizzo: lenzilenziCHIOCCIOLAalice.it
    non so se la pubblicherò sul mo blog ma senz’altro la leggerò volentieri.
    grazie, ciao
    marco lenzi

    ps scusa lucacicca se approfitto del tuo blog per chiedere informazioni a un altro.

  7. come al solito siete bravi a prendere le singole frasi, senza provare a leggere veramente i messaggi del compositore.si..e dico ad alta voce compositore!un titolo pienamente meritato per tutti gli immensi sacrifici che ha fatto!in ogni caso merita il successo, sicuramente più di te che perdi il tempo a scrivere queste cavolate assurde.
    Non è una radio che riproduce le note, ma sono le sue dita, il suo pianoforte, la sua testa…è lui che riesce ad emozionare migliaia e migliaia di persone…non tu con queste paroline…
    smettetela, e state in silenzio..idioti
    ora , rispondimi pure..
    qualunque sia la tua età

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