Non sono più le mele di una volta

L’altro giorno, durante la lezione di inglese, commentavo come l’iPhone sia diventato il segno di riferimento dei neo-tamarri.
E pensare che i prodotti della mela sono da sempre lo status symbol di un certo modo raffinato, elegante, ma anche snob, di intendere l’informatica ed il design.
Il loro prodotto di punta, l’iPhone, il telefono delle meraviglie ormai è preda dei nuovi cafoni, che nulla sanno della filosofia del “Think Different” di Apple.
Sono arciconvinto che tanti fanatici dei prodotti della mela inorridiscono a vedere il “loro” telefonino in mano a certa gente.

Per capire quanto la casa di Cupertino fosse avanti, basta guardare questo spot (diretto da Ridley Scott) e mandato in onda una volta sola durante il superbowl del 1984.

Quando ho letto la notizia che il prossimo MacWorld sarà l’ultimo al quale parteciperà la Apple, ho pensato che la mia riflessione sull’iPhone potesse in realtà collegarsi per dimostrare la crisi del celebre marchio.
Per capire l’importanza della notizia, possiamo fare questo paragone: dire che la Apple non parteciperà al MacWorld è un po’ come dire che voi non parteciperete al vostro compleanno.

L’assenza di Steve Jobs al keynote, invece è probabilmente dovuta al suo stato di salute, sul quale non possiamo che rammaricarci per lui.

Luca

Per il video della Apple, grazie a Paolo Attivissimo.

6 thoughts on “Non sono più le mele di una volta”

  1. ah noi che ricordiamo quanto l’amica fosse anni luce avanti ai macintosh… e mo ce tocca comprare dei PC con una mela disegnata al doppio del prezzo di un dell di pari qualità, solo perchè se no non siamo nessuno…

  2. ovviamente l'”amica” è il miglior pc mai inventato nella storia, che nel 94 aveva tutto quello che un macintosh avrebbe introdotto 20 anni dopo copiando unix…

  3. Questo spot (secondo me molto bello) ha una lunga storia.Era stato realizzato dalla Apple per mostrare il suo “Think different” anche in contrapposizione con quanto allora proponeva l’IBM. Ci sono vari spunti nello spot stesso legati all’opposizione della staticità vs movimento, del conformismo vs anticonformismo e molti altri ancora.Credo che la tua interpretazione dell’ I-phone sia giusta,come dicevi a lezione di inglese del resto !!!!! 🙂

  4. sarà che per anni sono stato un utilizzatore coatto di laptop apple, (il mio datore di lavoro della-milano-da-bere ce lo ha sempre imposto), sarà che non lavoro in uno studio grafico o in pubblicità per cui non posso fruire debitamente le capacità grafiche delle macchine -mela, sarà che il mio ultimo ibook saltò per aria senza salvare importanti dati sul server, sarà perchè il mio caposezione (manco a dirlo un tamarro) c’ha l’Iphone con suoneria registratore-di-cassa-scassacoglioni-a-manetta, sarà l’antipatia che mi suscitano applicativi tipo safari-filemaker-entourage,
    sarà per tutto questo che tornare a windows è stato davvero come rinascere.

    A cosa serve avere un Ibook se usi, come l’80 % degli utilizzatori, solo excell-words-adobe e la posta elettronica proprio non riesco a spiegarmelo.

  5. Luca, solo un piccolo appunto: si chiama “Super Bowl”. Se vai a lezione di inglese, non puoi sbagliare queste cose 😉

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