Chiamiamola pure rivoluzione?

La disputa per le presidenziali americane non mi ha ancora entusiasmato.
E’ evidente che mi auguro che vinca Obama.
Non credo però che la politica degli Stati Uniti sia poi troppo dipendente da chi siede nella poltrona della stanza ovale.
Anche perché se fosse vero, significherebbe che George W. Bush ha avuto una qualche influenza sul destino del nostro pianeta, e questa non è una cosa rassicurante da pensare.

Prima di ogni considerazione, devo dire che trovo un lato tristemente comico in queste elezioni.
Non vi sembrerà possibile, ma c’è ancora chi ritiene rivoluzionario che un afro-americano possa diventare presidente degli Stati Uniti.
Siamo nel 2008, vero?
E la rivoluzione quindi dov’è?
Siamo ancora messi così male da ritenere il colore della pelle una discriminante sul giudizio che possiamo dare di una persona?

I quesiti sono ovviamente provocatori.
So benissimo che l’integrazione razziale è ancora una splendida utopia.

Detto questo, temo che proprio la questione razziale sia stata fortemente sottovalutata nei sondaggi.
Non vorrei che, come succede in Italia che la gente si vergogna a dire che voterà per Berlusconi, anche negli USA in tanti si siano vergognati di dire che non voteranno per Obama.
E questo non sarebbe bello.
Speriamo bene.

Luca

A seguire lo spottone di Obama di qualche giorno fa.

5 thoughts on “Chiamiamola pure rivoluzione?”

  1. il timore è che l’america, che ha tanto bisogno di riaffermare a se stessa e al mondo il proprio primato di lume democratico, decida di rifarsi il lifting eleggendo un presidente afroamericano ma lasciando assolutamente invariata la propria politica interna ed esterna.

  2. “Siamo ancora messi così male da ritenere il colore della pelle una discriminante sul giudizio che possiamo dare di una persona?”

    noi, forse, no (almeno io no…), ma gli americani sì!!!

  3. quando si verifica una qualsivoglia modifica nell’impianto “tradizionale”, soprattutto in tempo di crisi, ogni minima fesseria è “rivoluzione”, perchè serve a distogliere la mente dalle nostre preoccupazioni.
    in questo caso, la probabile ascesa alla Casa Bianca di un non-wasp è molto utile…
    la preoccupazione di Davide Rabbini è la mia. e penso che sia peggio ancora (se possibile) della vittoria di Mc Cain. in effetti sono arrivato a pensre “che vianca il meno peggio”

  4. A me non sembra un problema solo di lifting ma anche di sostanza. Obama e Mc Cain non mi sembrano proprio la stessa cosa, nè Obama per una volta mi para il meno peggio (discorso che inizio a sopportare sempre meno). Certo, non credo sia un novello Gesù Cristo ridisceso sulla terra per salvare l’umanità, ma penso che sia un segnale importante per l’America e per il mondo ed anche per la provincia dell’impero che è l’Italia. è vero, siamo nel 2008, ma la questione raziaile non mi pare superata per niente: nelle ultime settimane in Italia è stato ucciso un ragazzo nero fuori da un negozio a Milano, a Roma è stato picchiato un giovane alla fermata dell’autobus perchè cinese….
    E mentre negli stati Uniti Obama sta correndo per diventare presidente, onorevoli parlamentari parlano di razza padana. Anche noi saremo sempre più meticci, i nostri nipoti e forse anche i nostri figli (per me la possibilità è ancora valida) potrebbero avere la faccia di Obama. Obama rappresenta anche tutto questo e scusate se è poco!

    Date un occhio:
    http://crossmode.wordpress.com/2008/11/01/razza-obama-razza-piave-e-i-schei/

  5. segnalo un commento di marco travaglio:
    “domandiamoci come mai negli Stati Uniti stanno per eleggere un Presidente che, chiunque sia Obama o McCain, è nuovo, fino all’anno scorso ignoto alle cronache politiche e noi siamo ancora qua, nel 2008, a rimestare con i Cossiga, con la strategia della tensione, con gli Andreotti marmorizzati in televisione come abbiamo visto ieri [lunedì n.d.r.], con i Licio Gelli imbalsamati.
    Per quale motivo da noi il passato non passa mai?”

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