Il giusto pregiudizio

Ho aspettato un po’ prima di dire la mia.
Ci ho pensato ed ora sono giunto alla conclusione.

La proposta leghista di istituire classi riservate ai bambini stranieri ancora non padroni della lingua italiana è una proposta sbagliata.
E’ sbagliata prima di qualsiasi analisi.
E’ sbagliata semplicemente perché è stata proposta da un parlamentare della lega.

Chi da 15 anni inneggia al razzismo, al “padroni in casa nostra” e spruzza benzina sulla fiamma sempre accesa dell’intolleranza non può proporre una misura propagandata come viatico per una migliore integrazione dei bambini immigrati.
E’ lecito pensare che la proposta sia in realtà una misura concepita per separare i bambini italiani dai bambini stranieri.

Dite che il mio sia un pregiudizio?
Lo è sicuramente.
Non sono d’accordo con chi dice che sia sbagliato avere pregiudizi.

Ci sono alcuni giusti pregiudizi che ci proteggono dal lupo che si nasconde sotto la pelle della pecora.

Detto questo, a me sembrerebbe intelligente proporre dei corsi di lingua per i bambini stranieri che non parlano italiano. Corsi aggiuntivi da seguire fuori dal normale orario scolastico.

Mi sembrerebbe intelligente.
Ovviamente non nella scuola del maestro unico e delle sempre minori risorse.
A meno che i corsi di italiani non li faccia il maestro unico a casa sua, magari durante la cena.

Luca

5 thoughts on “Il giusto pregiudizio”

  1. sinceramente non penso sia un pregiudizio il tuo… e penso che sia un provvedimento idiota, senza ma e senza se.

    non sono contrario di principio al maestro unico, ma sono contrarissimo, e non solo di principio, a simili operazioni, dannose per i bambini (ma questo ai nostri politici interessa poco, da tempo) sia per la società (e questo anche ai politici che dalla società prendono di fatto linfa dovrebbe interessare).

  2. Secondo me alle elementari sarebbe meglio lasciare tutto così.
    Alle medie il problema invece esiste.
    Allora ho chiesto ad un esperto, a mio figlio che fa seconda media.
    Lui mi ha detto che ci sono bambini che non riescono a studiare storia, per esempio perché, non capiscono le parole.
    Il problema, nella sua scuola, è stato affrontato in due modi:
    1) invitare i bambini a fare i compiti a casa in gruppi di tre, due italiani e uno straniero. A Siena si può fare perché gli immigrati sono pochi, tre o quattro per classe massimo. Questa cosa sembra funzionare bene.
    2) Durante le ore di informatica, religione ecc…, i bambini con problemi di italiano si separano e vanno al corso di italiano.

    Per cui le classi ponte non sono necessarie, si può anche agire in altri modi che vanno verso una integrazione senza la separazione.

  3. @eleonora: sei sicuro che sia solo per i leghisti?… mi pare che anche il ministro la avalli… (e questo per me è molto peggio! i leghisti… beh, si sa, dai!)

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