Si, ma il fondo dov’è?

Forse dipenderà dal fatto che sono un tipo ansioso, ma a me la bocciatura di ieri del piano del governo americano per salvare Wall Street e le banche è sembrato una specie di apocalisse finanziario.

Mi sarei aspettato commenti molto più allarmati ed apocalittici, invece sembra che tutti vogliano rassicurarci.
A me sembra che i cittadini siano trattati un po’ come il malato terminale al quale non si dice che sta per morire.
Il disastro è dietro l’angolo, il ciclone ci sta per colpire, ma nessuno ci dice niente.

Leggere Mario Deaglio che spiega perché l’Europa e l’Italia si salveranno grazie alla loro arretratezza non mi consola.

Mi basta controllare l’andamento del titolo della mia azienda per preoccuparmi.

Qualcuno dice che dobbiamo toccare il fondo per poterci riprendere.
Resta da chiarire quanto dobbiamo ancora scendere.
E quanta zavorra dovrà essere scaricata per permetterci di risalire dal fondo.

Ecco, oggi mi sento zavorra.

Luca

3 thoughts on “Si, ma il fondo dov’è?”

  1. luca, stringiamo i denti e aspettiamo. se l’europa avesse una classe politica seria e capace, questo sarebbe il momento per preparare la riscossa contro l’espansione americana. la mia preoccupazione è rivolta – assurdamente forse, ma non sono un economista – al mercato cinese, dove le grandi banche americane sull’orlo (o ben oltre) del fallimento hanno investito miliardi di dollari… si prospetta il crollo della globalizzazione. per questo l’italia potrebbe rischiare di sopravvivere… certo, non sono tempi di lussuria.

  2. Il fondo mi pare che no ci sia. Anche io sono estremamente preoccoputa perchè la tragedia è sotto gli occhi di tutti, ma si cerca di non guardarla se non di sbieco. Non sono ottimista per niente e penso che il risveglio sarà durissimo. In Europa la batosta sarà ancora più forte: se si pensa che ci sono banche che hanno un bilancio quasi pari a quelo del proprio stato non ci possono essere ancore di salvezza come quella lanciata dal governo Usa e follemente respinta dal congresso.
    E cosa ancor peggiore non sento voci lucide su come sia possibile affrontare questa situazione. Aspettando di trovarsi col culo per terra intanto sarà meglio imparare a coltivare l’orto.

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