E’ piccolo, è brutto ed è cattivo

Il personaggio pare uscito da una canzone di De Andrè.
E’ basso di statura, è molto brutto ed ha una vocina fastidiosa.
Non ci sarebbe niente di male in questo se non fosse che lui vive il suo stato fisico con disagio.

Da piccolo gli amici lo picchiavano duro.
Uno di quei ragazzi preso di mira dai compagni.

Suo padre, venditore ambulante, era un altro motivo di sberleffo.
I suoi compagni, quasi tutti figli di impiegati statali, lo prendevano in giro anche per questo.
Loro non sapevano cosa significasse vivere senza la certezza di uno stipendio garantito.

Il piccolo grande uomo nel suo cuore meditava la vendetta e studiava con grande impegno mentre pregustava i giorni in cui la ruota avrebbe girato.

Il ragazzo diventò uomo, si laureò brillantemente ed inizio un’ascesa sociale e professionale inarrestabile.
Intanto la sua cattiveria aumentava.

Venne il giorno in cui un presidente irresponsabile, lo mise a capo di un ministero.
Fu allora che il piccolo grande uomo poté compiere la sua vendetta.
La mannaia dei tagli si scagliò contro i dipendenti pubblici di ogni ordine e grado.
Il suo obiettivo non era quello di ridurre le spese.
Il suo vero scopo era quello di umiliare i dipendenti pubblici, di farli sentire un peso per la società.
Con la bava alla bocca e gli occhi sbarrati pensava a quei cattivi ragazzi, di tanti anni fa, che lo sbeffeggiavano.

Il piccolo grande uomo non sapeva, o forse non si voleva rendere conto, che la ruota stava ancora per girare.

Luca

21 thoughts on “E’ piccolo, è brutto ed è cattivo”

  1. non mi importa per qual perverso motivo voglia segare gli statali, se lo fa ha ha mia stima a prescindere

  2. sì, ma forse sarebbe il caso di cominciare dall’alto e non dal basso…beppe grillo ultimamente non mi piace ma ha fatto bene a pubblicare i dati sulle presenze (o meglio sulle assenze) in aula dei parlamentari
    anche secondo me bisogna dare un giro di vite all’inefficiente PA, ma penso anche che ci siano tanti dirigenti con poche competenze e troppo stipendio

  3. la pensavo esattamente come te, leggendo i suoi interventi sul sole 24 ore. poi l’ho sentito parlare: i suoi distinguo sono stati tutt’altro che “di facciata”, e soprattutto non gli si può negare (a differenza di altri compagni di bisbocce governative) intelligenza e capacità. se guardi bene, le richieste di brunetta sono normali in qualsiasi azienda… e visto che non vale più troppo la distinzione in termini di stipendi tra pubblico e privato, mi sembra ancora meno assurdo. (sai quanto me che i contratti a progetto, a consulenza, all’accidentechetispacchi non prevedono giorni di malattia pagati, per esempio)

  4. mica tanto, è più probabile che gli statali seghino brunetta per come vanno le cose, per cui aspetto a riporre la mia stima..
    ..eppure la sola idea di non dover più litigare al telefono con quella stronza dell’ASL per avere un minimo di informazioni è semplicemente stupenda

  5. Molto meglio le simpatiche operatrici dei call center di Telecom.
    Che saranno gli statali a segare Brunetta, questo è sicuro.
    Senza i voti degli statali voglio vedere il PDL come fa a vincere le elezioni, sopratutto al Sud.

  6. dema: perfettamente d’accordo con te sulla necessità di modificare il compenso ai parlamentari. pensa se usassero il metodo brunetta per i parlamentari… un risparmio da paura! altro che gettone di presenza, decurtazione da assenza! purtroppo però una delibera così non sarà mai fatta.

    luca: se la pubblica amministrazione al sud ha tanto potere, siamo sicuri che la posizione di brunetta sia del tutto sbagliata? ed è giusto pensare che l’inefficienza di un carrozzone quasi di stato come telecom possa essere una scusante per l’inefficienza conclamata ed evidente dei carrozzoni di stato quali INPS, ASL, INAIL, Ministeri vari?… possibile che in un ministero da almeno cinque anni (da quando ho cominciato a lavorare) c’è una dirigente di un ufficio che non opera perchè non è definito il regolamento di attuazione dell’ufficio, per cui il suo mestiere è girare per convegni dicendo: “si farà questo codesto e quello?”

  7. @yetiste: nessuno nega che ci siano tante inefficienze. Questo non significa che Brunetta non odi i dipendenti pubblici.
    E scommetti che i tagli riguarderanno soltanto gli impiegati e non scalfiranno nemmeno di striscio i dirigenti?

  8. ehm… non scommetto di principio! ma in questo caso… sarebbe un suicidio, no? eheheh

  9. stamattina il portinaio del posto in cui lavoro, col quale normalmente si va solo di buongiorno e buonasera, si è lasciato andare ad un commento estemporaneo: “Quello stron*o di brunetta, speriamo se lo inculi*o presto, eh?”.
    E non è neanche uno statale.
    Brunetta sta lentamente diventando un eroe tragico.

  10. quando si prova a cammbiare lo status quo si rischia sempre di essere brutti( de gustibus)piccini(non mi sembra una colpa)e cattivi.certo sarebbero tante le cose da cambiare ma da qualche parte bisogna cominciare.

  11. Un giudice (F.De Andrè)

    Cosa vuol dire avere
    un metro e mezzo di statura,
    ve lo rivelan gli occhi
    e le battute della gente,
    o la curiosità
    di una ragazza irriverente
    che si avvicina solo
    per un suo dubbio impertinente:

    vuole scoprir se è vero
    quanto si dice intorno ai nani,
    che siano i più forniti
    della virtù meno apparente,
    fra tutte le virtù
    la più indecente.

    Passano gli anni, i mesi,
    e se li conti anche i minuti,
    è triste trovarsi adulti
    senza essere cresciuti;
    la maldicenza insiste,
    batte la lingua sul tamburo
    fino a dire che un nano
    è una carogna di sicuro
    perché ha il cuore toppo,
    troppo vicino al buco del culo.

    Fu nelle notti insonni
    vegliate al lume del rancore
    che preparai gli esami.
    diventai procuratore
    per imboccar la strada
    che dalle panche d’una cattedrale
    porta alla sacrestia
    quindi alla cattedra d’un tribunale,
    giudice finalmente,
    arbitro in terra del bene e del male.

    E allora la mia statura
    non dispensò più buonumore
    a chi alla sbarra in piedi
    mi diceva Vostro Onore,
    e di affidarli al boia
    fu un piacere del tutto mio,
    prima di genuflettermi
    nell’ora dell’addio
    non conoscendo affatto
    la statura di Dio.

  12. direi che la fannullona mischia un pò i problemi e i temi: un conto è la cattiva ripartizione di lavoro in un ufficio, che è un problema strutturale ed organizzativo e va a ledere l’indice di produttività, un altro è che parte dell’amministrazione pubblica italiana cosa sia un indice di produttività non lo ha mai voluto imparare. Per cominciare dall’alto sarebbe necessario che la base e cioè i fannulloni conniventi che vanno al mare ma si fanno timbrare il cartellino dai colleghi, si incazzassero un pò, un buon modo sarebbe licenziarli in tronco.

  13. non credo che tutti i dipendenti pubblici siano fannulloni anzi.ma tra loro coe ovunque ce ne sono.quindi sentirsi offesi se scatta un giro di vite su quelli che fanno i furbi vuol dire avere la coscienza sposrca.se la mia azienda manda a casa chi non lavora e io mi impegno e faccio il mio sto tranquillo.

  14. lucacicca : mi hai preceduto…volevo essere io ad inserire questo testo come commento!!!E mi sembra d’avertelo anche detto..;-)Va beh via siamo colleghi…ti perdonerò!!!;-) La canzone è come tutte le canzoni di De Andrè:praticamente perfetta..e sempre attuale(vedi Brunetta che ahinoi si vendica delle sue sofferenze personali scatenando la propria ira sui dipendenti pubblici!)

  15. Un ministro

    Sulle note del brano di Fabrizio De Andrè: Un giudice
    (Provate a cantarla così)

    Cosa vuol dire avere
    un mezzo metro di statura,
    ve lo rivelan gli occhi
    e le battute della gente,
    o la curiosità
    di una ragazza irriverente
    che si avvicina solo
    per un suo dubbio impertinente:

    vuole scoprir se è vero
    quanto si dice intorno ai nani,
    che siano i più forniti
    della virtù meno apparente,
    fra tutte le virtù
    la più indecente.

    Passano gli anni, i mesi,
    e se li conti anche i minuti,
    è triste trovarsi adulti
    senza essere cresciuti;
    la maldicenza insiste,
    batte la lingua sul tamburo
    fino a dire che un nano
    è una carogna di sicuro
    perché ha il cuore toppo,
    troppo vicino al buco del culo.

    Fu prima delle elezioni
    che cominciò tutto il mio rancore
    offrendomi deputato
    e perché no, anche senatore
    per imboccar la strada
    che da docente universitario
    porta a Montecitorio
    quindi poi a governare
    ministro finalmente,
    coi fannulloni da brutalizzare.

    E allora la mia statura
    non dispensò più buonumore
    a tutti gli statali
    che di me avevano terrore,
    di licenziarli in tronco
    fu un piacere del tutto mio,
    prima di genuflettermi
    nell’ora dell’addio
    non conoscendo affatto
    la statura di Dio.

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