La zingarella ed il carabiniere

Stamattina, Domenica, sono uscito per andare a messa.
Come al mio solito ho fatto tardi e non facendo in tempo ad andare in parrocchia, opto per un’altra chiesa.
Ci sono le prime comunioni e fuori dalla chiesa c’è un sacco di gente con i vestiti nuovi di zecca venuti a partecipare ad una fiera della vanità più che ad una celebrazione.

Accanto alla porta d’ingresso c’è una ragazza che chiede l’elemosina.
E’ probabilmente una rom anche se è vestita come una qualsiasi adolescente dei giorni nostri.
In mano tiene un cartello con scritto qualcosa del tipo: “Ho fame …”

Entro trascinando mio figlio che sembra un po’ frastornato dalla ressa.
Alla fine della messa esco di chiesa e mi trovo di fronte ad un signore che sta strappando il cartello della zingarella e la sta portando dentro.
Incuriosito li seguo ed osservo il signore che invita la ragazza a mettere il ricavato della sua elemosina nella cassetta delle offerte (in realtà buona parte del ricavato se lo è già nascosto in tasca).
Vorrei chiedere spiegazioni al signore, ma sono pavido e mi allontano.

Qualche minuto dopo lo incontro nuovamente davanti al giornalaio.
Vinco la timidezza e gli chiedo:
“Mi scusi, perché ha strappato il cartello di quella ragazza?”
“Perché l’accattonaggio è proibito dal regolamento municipale”
“Ho capito. E con quale titolo lei ha preso questa iniziativa?”
“L’ho fatto in qualità di maresciallo dei carabinieri”
“Ah, ok”
“La conosco. E’ già la seconda volta che succede.”
“Certo che poteva evitare di farlo di fronte ad una chiesa all’uscita della messa!”

Lui si allontana contrariato, io faccio altrettanto indispettito.

Mi chiedo chi tra me e lui avesse ragione.
E vorrei sapere da che parte starebbe il Dio che sia io che lui abbiamo onorato in chiesa.
Forse con nessuno dei due.
Probabilmente ci stupirebbe.
Anzi, ne sono sicuro.

Luca

13 thoughts on “La zingarella ed il carabiniere”

  1. Drammatico e dolcissimo, questo intervento. La chiosa finale mi ha dato un senso di speranza… magari qualcuno illuminato dalla grazia divina saprà stupirci: ne avremmo bisogno…

    mi dispiace che il maresciallo dei carabinieri abbia fatto questo gesto insulso: o usava la sua carica pubblica per metterla in galera (ma non poteva perchè l’accattonaggio non è più reato) o cercava di aiutarla, chiamando i servizi sociali… quello che ha fatto è per me insulso.

    (commento un po’ da telenovela, chiedo scusa al titolare e ai lettori)

  2. Sai a me cosa fa arrabbiare Luca? Che io di solito a queste persone non do soldi ma chiedo loro di venire con me a fare la spesa, perché voglio comprare loro pane o latte o carne, una cosa a loro scelta insomma. E tutte le ragazze e le donne con i cartelli “ho fame” rifiutano sempre e mi dico “no no, tu dai soldi”. Allora mi chiedo, provando a non giudicare: che cazzo di fame hanno?

  3. Bella riflessione.
    Mi permetto solo di aggiungere:
    se vuoi sapere cosa farebbe Dio, pensa se la zingarella e il maresciallo fossero fratelli e cosa farebbe il suo Babbo.
    Pensa a quello che fai te quanto i tuoi figliolini litigano o hanno dei problemi tra di loro.

  4. E’ chiaro che il cartello “Ho fame…” è fasullo.
    Mica devi darle per forza i soldi.
    Lo fai se hai voglia e se ti sembra giusto.

    Portarla a fare la spesa mi sembra un po’ malizioso perché sai benissimo che lei non verrà.
    Se tu pensassi che lei avesse veramente fame le daresti i soldi perché sai che lei li userebbe per sfamarsi.
    Offrirle di pagarle la spesa equivale a dirle:” So che sei un’imbrogliona”.

  5. Infatti non sono obbligata e non glieli dò mai, i soldi. Ma non credo che offrire di pagarle la spesa equivalga a darle della bugiarda, o perlomeno io ho sempre pensato che fosse un ragionamento semplice: hai fame? Ok, ti compro da mangiare. Vuol dire soddisfare un bisogno, come dare un passaggio ad uno che fa l’autostop. Non sono obbligata ma lui cerca un passaggio, io glielo offro ed ecco che c’è stata domanda ed offerta.
    Suonerò fascista e anche stronza, ma ho passato anni in cui potevo soddisfare solo i miei bisogni primari e non ho rotto le palle a nessuno.
    Vero è che queste persone a me non danno fastidio, non faccio elemosine e con questo siamo a posto ma da “accettare” a “comprendere”o “giustificare” ce ne corre, nonostante nessuno lo chieda.
    Chiudo e scusa la polemica.

  6. @elisa: Ognuno si regola nel modo che ritiene migliore.
    Ho raccontato una mia esperienza, ma non pretendo di insegnare niente a nessuno. Forse hai ragione te. Oppure aveva ragione il carabiniere.

  7. Ma neanche io voglio insegnare niente a nessuno! E non credo di aver ragione né che qualcuno possa aver ragione in questi casi: sono punti di vista.
    Ti chiedo scusa perché rileggendo quello che ho scritto ho notato una vena polemica e aggressiva che mal si addiceva al discorso.

  8. @elisa: non c’è problema, non avevo interpretato in maniera polemica le tue parole. E’ sacrosanto avere opinioni diverse. 🙂

  9. Un giorno di tantissimo tempo fa, quando Siena la conoscevo di nome, e non avevo mai assaporato le gioie del pane toscano (puntina di ironia :P) ero ad un concerto dei modena city ramblers, quando ancora facevano i concertini nei paesi sperduti. Avevo il mio bel vassoino con pizzette, arancini.. ci ferma una bimba, era sporca, non denutrita devo dire e ci chiede l’elemosina. Noi avevamo gia’ visto la madre in giro li per il concerto che faceva altrettanto. Un vassoio in mano e una mano tesa a dire ho fame, dammi qualche spicciolo, viene spontaneo dire vuoi una cartocciata (una specie di pizza chiusa farcita di mezzo kilo l’una)?

    Dopo pochi minuti vedemmo la bimba tutta fiera correre per la scaletta, dividersi con il fratello questo cibo e mangiare con gusto quanto avevamo offerto. Anche io se vedo una persona che mi ispira bisogno propongo di andare a fare un panino imbottito. Non do mai soldi. Se hai fame ti faccio la spesa. Se mi dici no vuol dire che non hai fame. Ma se un giorno qualcuno ti dicesse, si te ne sono grata?

  10. altra testimonianza:
    quando stavo a careggi (firenze nord), andando a lpolo scientifico in macchina all’ora del rientro c’era sempre il lavavetri al semaforo. aveva imparato a conoscere gli automobilisti e i loro orari, con me sapeva perfettamente che se volevo mi pulisse il vestro gli vacevo un cenno, e cmq salutava sempre con un cenno della mano. si era creato un rapporto di reciproco rispetto fra lui e gli automobilisti, mai un fastidio mai un;insistrnza e mai nessuno che lo abbia trattato male. un giorno ci trovai un altro ragazzo sottopeso. fera al semaforo mi vece cenno con la mano per avere spicci, abbassai il finestrino e gli dissi che non ne avevo (non ne avevo davvero), ma gli dissi che avevo2 fruste di pane e una gliela potevo dare. Non mai piu` visot tanta gratitudune in uno sguardo, non fini` di ringraziarmi fino allo scattare del verde.
    Come queste eseperienze positive ne ho avute anche di negative, ovvimante.
    Questo mi convince sempre piu` che chi chiede l’elemosina e` proprio come noi: ci sono i buoni e ci sono i cattivi. e non pssiamo spaerlo in anticipo, personalmente seguo l’istinto.
    Un’ultima cosa: io sopporto molto meno chi ti ferma per stada, ti chiede una firma a sostegno di qualsiasi tipo di persona sfortunata (spesso ex-tossicodiepndenti), e poi ti chiedono i soldi. Peggio che mai: “daresti un’offerta per queste penne?” e l'”offerta” minima e` 8 euro”…. ecco questo mi schizza dagli occhi!

  11. un giorno una zingarella bussa alla porta di una casa apre una vecchietta e lei si inginocchia e con le mani giunte la prega di darle un po d’acqua ed un pò di pane, la vecchietta la lascia sull’uscio e va dentro, dietro la zingarella entra uno zingaro, narcotizza la vechietta e la deruba di tutto, un pò di pensione, gli oggetti del marito che non c’è più, la zingarella rimane per tutto il tempo fuori in ginocchio quando arriviamo noi cc da l’allarme e cercano di scappare, stizzita dice a noi cc: le vostre fedi le vostre catenine non le riavrete mai, ce le dovete strappare da bocca e fa vedere alcuni denti d’oro, il vostro oro finisce tutto qui.

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