La paurà ti renderà vulnerabile

I miei amici sanno quanto io sia scettico sul reale bisogno di sicurezza della nostra società.
Avrei voluto spiegarvi quanto sia necessario, in un momento come questo, tenere la mente fredda e non cadere nell’indiscriminata caccia al diverso.

Poi ho letto un post di nonsolomamma ed ho deciso che non sarei stato in grado di trovare parole più efficaci.

Se avete tempo, leggetevi tutto il post.

Qui sotto riporto la risposta di nonsolomamma al figlio di cinque anni che ha sentito dire da un amichetto che gli zingari rubano i bambini.

caro hobbit grande,
avere paura non serve a niente e trovare un nemico è rassicurante ma non ti protegge.
cinque anni sono pochi per sapere che l’orrore esiste ma è impossibile stanarlo.
perché ti devi guardare dai tuoi simili prima che dai diversi, perché il nemico, nonostante quello che dice il tuo amico giacomo, figlio di spider man, ha quasi sempre un viso familiare, troppo somigliante al tuo per riconoscerlo.
quindi, hobbit grande, sii impavido e guarda con fiducia il prossimo, uguale o diverso da te che sia, perché la paura ti renderà vulnerabile e la diffidenza farà di te un uomo piccolo.

Luca

9 thoughts on “La paurà ti renderà vulnerabile”

  1. questo passaggio è da incorniciare.

    come sai, condivido le tue perplessità sul bisogno di sicurezza che porta alla caccia all’untore.

  2. proprio ieri sera parlavo con un tedesco di immigrazione clandestina e non. La Germania da questo punto di vista ha molta più esperienza di noi (hanno incominciato nel dopoguerra coi turchi). Mi spiegava che per quanto oramai si è arrivati alla terza generazione di extracomunitari in Germania i problemi di integrazione sono ancora in parte da risolvere. Nonostante un grosso sforzo economico per la scolarizzazione i ghetti continuano ad esserci e dalla caduta del muro altre etnie si sono stabilite in Germania saturando le possibilità di accoglienza del paese.
    L’Italia ha meno esperienza, meno soldi, e meno sensibilità per la questione immigrazione che, paura del diverso a parte, è una questione seria che va affrontata.
    Sarebbe quindi il caso di lasciare da parte buonismi generici o la “malacarità” e guardare alla situazione per quella che è: la spregevole caccia al rumeno di questi giorni non è causata da rigurgiti nazifascisti nè da ipocrite campagne elettorali fatte all’ultima ora per vincere le elezioni, quanto dal lassismo col quale si è trattata la faccenda sin qui.

  3. Provo ad argomentare.
    Non so se la caccia al rumeno sia stata causata dal lassismo col quale è stata trattata la faccenda.
    Diciamo che secondo me si tratta di banale xenofobia.

  4. secondo me parlare di xenofobia generalizzata è riduttivo… gira per le campagne dell’emilia-romagna (dove ora la lega ha comunque avuto un bel balzo) e vedi quanti extracomunitari sono evidentemente parte del tessuto economico e sociale… il problema – a mio avviso – sorge quando vedi tanti sfaccendati e li identifichi come “i cattivi” di cui parla la televisione… (per cui un tempo ogni “straniero” era terrone, poi era albanese, e ora è rumeno… e magari è nato a sovicille o a monticiano). non è la caccia all’untore conseguenza della xenofobia, ma la xenofobia conseguenza della necessità di identificare un mostro. (ovviamente a mio banale parere)

  5. Inserisco questo link di un “piccolo” articolo pubblicato oggi su repubblica.

    Per quanto rimarrà pubblicato? In quanti ne parleranno?

    Il fatto è che il mondo a volte è brutto, ma tale bruttura non ha ne colore ne nazionalità…

  6. questa però è andata in prima pagina su repubblicaonline…qualcuno una volta mi disse che repubblica era un giornale di sinistra bolscevica…

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