Ecco perché l’ICI la pagherà anche chi la casa non ce l’ha

E’ da tempo che volevo scrivere qualcosa su questa storia del taglio dell’ICI.
Volevo spiegare perché questa è una misura che non aiuterà le famiglie.
Sabato ho letto su La Stampa un articolo di Chiara Saraceno che mi ha tolto le parole di bocca.

Se cercate un’analisi seria, leggetevi la Saraceno, altrimenti accontentatevi della mia.
L’ICI è una delle maggiori entrate dei Comuni ed il suo taglio provocherà o un aumento della tassazione od un taglio dei servizi o, più probabilmente, entrambe le cose.
Il taglio dell’ICI non agevola la fascia più debole della popolazione che, di solito, vive in affitto e che subirà comunque il suddetto aumento della tassazione ed il taglio di servizi che coinvolgerà chiunque, possessori o meno di immobili.

Per chiarire la situazione, vi faccio il mio caso,
Risiedo in un comune che ha pochi posti negli asili nido.
Mio figlio non è rientrato tra i bambini che hanno avuto diritto ad un posto negli asili nido comunali.

Io ogni anno pago di ICI l’equivalente della cifra che spendo per 15 giorni di asilo nido privato.
Ecco, capito l’inghippo?

L’ICI sarebbe secondo me una tassa giusta e democratica se i comuni fornissero al cittadino i servizi fondamentali.
Ci hanno tagliato l’ICI, ma continuano a non darci quello di cui avremmo bisogno.
Con la differenza che prima l’ICI la pagavano solo i possessori di immobili, mentre ora la pagheranno indirettamente anche quelli che vivono in affitto.

La colpa non è di Berlusconi, ma di chi l’ha votato.

Luca

29 thoughts on “Ecco perché l’ICI la pagherà anche chi la casa non ce l’ha”

  1. non sono d’accordo. e lo spiego facilmente.
    il costo di un affitto nelle città e nei comuni limitrofi è equiparabile ad un mutuo. la differenza è che il mutuo ti dà l’illusione (se non la certezza) di una casa per te e la tua discendenza. l’affitto ti fa stare nella certezza dell’incertezza e nell’evidenza di non avere nulla in mano. il taglio all’ici della prima casa è solo la conseguenza di qualcosa che aiuta veramente i meno agiati. se i comuni fossero veramente interessati ad avere i soldi da chi ne ha, aumenterebbero selvaggiamente l’ici sulle case sfitte e non abitate (con una percentuale pari al doppio, per esempio). vedresti quanti affitti neri comparirebbero… e se non comparissero, comunque avrebbero ripagato i soldi persi dall’ici sulla prima casa. vero: l’ici su chi non ha grandi case incide poco, ma comunque quel poco potrebbe essere utile per chi non ha tanto, non credi? (penso al mio portinaio che si è comprato casa e paga 1500 euro di mutuo al mese… quei cento euro in meno gli fanno comodo, no?

  2. I cento € in meno non gli faranno comodo, perché li pagherà nella sua busta paga con l’aumento dell’addizionale Irpef.

  3. Infatti, ma i comuni dovranno rifarsi dei tanti soldi persi con il taglio dell’ICI. E lo faranno aumentando l’addizionale IRPEF. Non vedo come potrebbero fare altrimenti.

  4. la mia proposta non ti piace vero? il taglio dell’ici è solo sulle prime case. in fondo è solo pubblicità… visto che prodi già l’aveva tagliato per i meno ricchi…

  5. purtroppo hai ragione… ma dovrebbe essere il singolo comune a realizzare un’opera simile: onere e onore del primo cittadino!

  6. Per non parlare che l’ICI si paga sul valore catastale mentre le tasse comunali sono praticamente un fisso.

  7. yetsite: I comuni non possono “aumentare selvaggiamente” l’ICI, soprattutto quelli piccoli, che come appeal spesso utilizzano appunto un ICI basso.

    Rimane sempre il discorso dei servizi e delle “somme a fine partita”. 120 euro di risparmio ICI l’anno (o quello che è) o l’asilo gratis?

    Senza dimenticare che si stanno affacciando comuni che non fanno pagare più l’irpef (e in futuro l’ici e la tarsu), rientrando completamente della spesa, grazie al SOLARE.

  8. Avevo scritto una critica all’abolizione dell’ICI anche sul mio blog con le tue stesse perplessità e con l’aggiunta che l’ICI era inevadibile, anche chi lavorava in nero la doveva pagare, mentre adesso quelle entrate dovranno essere compensate con altre tasse che finiranno sui lavoratori dipendenti e chi evadeva prima potrà evadere anche questa tassa.

  9. bisco: perchè i comuni non possono? vivo a milano e ho una casa in toscana. a milano ho un ici minimo, in toscana ho ici massimo (e il paesello toscano non è propriamente sulla costa o nel chianti… per cui l’ici massimo crea qualche disturbo).

    l’ici era perfettamente evadibile, basta che la casa non risulti al catasto… e non è un evento troppo raro.

  10. dimenticavo… ma quando l’ici è stato tolto ai redditi più bassi, nessuno si lamentava…

  11. Dal basso delle mia ignoranza economico-amministrativa, prevedo un’esponenziale aumento delle multe e della nettezza.
    p.s. a proposito della nettezza, chi sta nel comune di siena puo` dirmi se riesce ad ottenere i sacchi per la spazzatura? dato che con le tasse li paghiamo non vedo perche` non ce li debbano dare (alemo a noi non li danno…)

    saluti dalla civile germania

  12. ecco perche` era parecchio meglio pagare l’ici: per togliere la suddetta tassa si deve riprendere i soldi da qualche parte. li vanno a prendere da:
    -fondi clima: 1 000 000 euro
    -fondi forestazione e riforestazione 50 000 000 euro x 3 anni
    -nuova aree marine protette 5 000 000
    -monitoraggi orischio sismico 1.5 000 000 x 3 anni
    -difesa suolo dei piccoli comuni 5 000 000
    -ristruturazione e ammodernamento rete idrica: 30 000 000 (2008)+20 000 000 x2 anni
    -repressione reati a danno animali 3 000 000 in 3 anni
    -trasporti pubblici locali 353 000 000 in 3 anni
    -” ” verdi nei centri storici 12 000 000 in 3 anni
    -qualita` vita 60 000 000 x3 anni
    -agricoltura no OGM 2 000 000
    -efficienza en. rid emissione navi 11 000 000
    -incentivi spostamento traffico pesante su mare 221 000 000 in 3 anni
    -eliminazione comostri 15 000 000 x3 anni
    -lavori salerno-reggio calabria 49 000 000

    e molto altro ancora signori e signoreeeeee

    Fonte zeroemission.tv
    si trovano anche tutti i decreti e commi relativi

  13. In risposta a lucacicca:

    I Comuni non possono aumentare l’addizionale IRPEF. Lo stabilisce lo stesso DL 93/2008.

    Il Decreto recita “Viene inoltre “congelato” il potere dell’ente locale e delle regioni di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato, in attesa della definizione dei contenuti del nuovo patto di stabilità interno, in attuazione del federalismo fiscale.”

    L’ICI è una delle tasse più ingiuste che c’erano. Secondo te è giusto che uno che con tanti sacrifici si compra la casa (magari con un mutuo trentennale) deve pagare una ulteriore tassa per la proprietà della sua casa?

  14. Luca, mi spieghi perchè “è una delle tasse più giuste”, visto che comunque il possesso della casa già è pagato a livello nazionale? l’ici è l’evidenza dell’assurdità del federalismo all’italiana. si tolgono trasferimenti ai comuni, ma si permette loro di recuperare soldi dai cittadini, non rendendo una tassa “locale”, ma aggiungendo una o più tasse.

    ma come dici tu… sono punti di vista!

  15. L’ICI è una tassa giusta perché se è vero che tu compri la casa è anche vero che la strada per arrivarci, l’acquedotto, la pulizia delle strade, i servizi scolastici, ecc… te li fornisce, direttamente o indirettamente, il comune.

  16. Luca, perdonami. non ho detto che non devo pagare le tasse. ho solo detto che non capisco perchè debbano essere pagate due volte. non ho mai negato che i soldi servano ai comuni (che comunque si fan pagare caro l’acquedotto, il contatore dell’acqua, ecc…) e che sia giusto pagare tasse per ottenere i servizi “meno minimi” possibile…
    ti ringrazio comunque della spiegazione, che – come comprenderai dalle mie spiegazioni – condivido solo in parte

  17. Luca voglio ricordarti che per quanto riguarda le strade che ti vengono fornite come servizio all’atto della realizzazione dell’opera urbanistica tu versi al comune i relativi oneri di urbanizzazione che in quota parte contribuiscono alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria quali strade, acquedotti, fogne, e quant’altro rientri in questa categoria.

    Circa il discorso della pulizia ho da contraddirti. Perchè il possesso della casa, ti obbliga a pagare, in relazione alla dimensione della casa stessa, la TARSU, tassa per i rifiuti solidi urbani. In questa tassa come da capitolato, sono previsti vincoli per la pulizia delle strade, oltre che dei cassonetti e quant’altro da parte dell’impresa vincitrice dell’appalto rifiuti.

    L’ICI è una tassa sulla proprietà della casa. Per questo è ingiusta. Sono contento che il governo Berlusconi ha lasciato la tassa sulla seconda casa.

    Quello si che è un superfluo.

  18. per motivi anagrafici ho vaghi ricordi dell’istituzione dell’ICI, ma mi pare di ricordare che fu introdotta per sostituire una tassa precedente (l’ILOR forse?) e per evitare l’inutile passaggio di soldi nelle mani dell’amministrazione centrale italiana nel finanziamento ai comuni; posso quindi concordare sul fatto che in principio, essendo la prima casa un diritto, tale rìtassa sia ingiusta, ma all’atto pratico penso che avesse una funzione importantissima per i comuni; inoltre non credo incidesse molto sul bilancio delle famiglie visto che già il governo Prodi l’aveva tolta ai redditi deboli; per finire toglierla non ha un costo zero, visto che giulietto tremontino ha dovuto coprire la manovra con tagli alla spesa pubblica che hanno riguardato ad esempio i finanziamenti al potenziamento della rete di trasporti e altri servizi

    comunque complimenti ad onofrio damone per la cultura in materia…

  19. dema: per i motivi anagrafici opposti, ti segnalo che l’ici andò a rendere “ufficiale” la precedente “ISI” che era “imposta straordinaria immobili”. non sostituiva alcuna legge, ma cercava semplicemente di dare ossigeno ai comuni. dopo, si è detto “i comuni hanno già l’ici riduciamo i trasferimenti (ma non le tasse).
    vorrei anche chiedere perchè la prima casa debba essere tassata solo ai più abbienti… se è un diritto, è un diritto dei poveri come dei ricchi. se è giusto che più ha più deve pagare, meno giusto è che chi più ha paghi, ripaghi e strapaghi… come dissi, bastonate pesanti sulle seconde, terze e quarte case, possibilmente se sfitte.

  20. Qui stiamo a fare la guerra tra poveri, risparmiando sui 200 € annui (che pagheremo in altro modo), quando i problemi sono ben più gravi.
    Il taglio dell’ICI è un provvedimento populistico, fatto per accontentare l’elettorato che voleva il taglio delle tasse.

  21. Anche quei 200 € l’anno sono importanti per una famiglia a basso reddito.
    E poi si parte dalle promesse elettorali che devono esser mantenute per poi passare ad una redistribuzione del reddito sulle persone meno abbienti.
    Il progetto del governo Berlusconi è a lungo termine.
    E’ un governo pronto a tutto. E non sarà di certo una timida opposizione giustizialista a fermare il progetto di rinnovamento del PdL.

  22. E poi… Ci lamentiamo che i comuni non ce la faranno causa i minori introiti. Seguiamo la cronaca quotidiana dove si parla di giri di tangenti per milioni di euro. Bisogna ridurre i costi superflui della pubblica amministrazione.
    Cominciamo a ridurre gli stipendi dei manager.
    Cominciamo a vedere quanti comuni dichiarano le parcelle delle consulenze esterne. Cominciamo a ridurre i mille contenziosi che vengono generati da una cattiva amministrazione. Cominciamo ad evitare i finanziamenti a pioggia che sono solo uno sperpero del denaro pubblico ed interveniamo in maniera mirata.
    I tagli sono necessari. Ci obbliga l’unione europea a rientrare nei parametri stabiliti. Dobbiamo trasformare lo Stato in una grande impresa. Bisogna massimizzare i servizi e minimizzare i costi.

  23. Se lo Stato potesse essere assimilabile ad una grande impresa, sarebbe semplice…
    Queste semplificazioni sono pura demagogia.

  24. E’ proprio questo che distingue i liberali di destra da quelli di sinistra. L’Italia è una grande impresa.
    E come tale gli amministratori devono sentirsi più dei datori di lavoro che semplici impiegati.
    Bisogna metterci cuore in quello che si fa.
    Solo cosi si può avere un’Italia più competitiva.

  25. In un’impresa un datore di lavoro si affida ai suoi collaboratori per fatturare il più possibile. La persona è una risorsa.

    Lo stato sono i cittadini e gli amministratori sono scelti da essi, ansi delegati da loro che sono i Sovrani. Chi governa deve far fruttare, per quanto possibile, la qualità di vita di tutto il paese.

    La vedo così…

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